Articolo originale pubblicato in media partnership con Asrie Analytica Il recente incontro tra i rappresentanti del Governo turkmeno e i talebani sembra aver dato nuove speranze per la realizzazione del progetto del gasdotto TAPI, infrastruttura che all’interno dello scacchiere geopolitico euroasiatico vede scontrarsi gli interessi di attori internazionali (Stati Uniti, Russia, Cina) e regionali. Secondo recenti dichiarazioni del Ministro degli Esteri del Turkmenistan, Rashid Meredov, il 6 febbraio ad Ashgabat ha avuto luogo un incontro fra gli alti rappresentanti del Ministero degli Esteri turkmeno e una delegazione dell’ufficio politico del movimento talebano guidato dal mullah Abdul Ghani Baradar. Il motivo dell’incontro è stato la questione sicurezza in Afghanistan. Il Turkmenistan sembra intenzionato a portare avanti il progetto TAPI, ovvero un gasdotto che attraverserebbe Turkmenistan, Afghanistan, Pakistan e India, sviluppato dalla Galkynysh – TAPI Pipeline Company Limited con la partecipazione della Banca di Sviluppo Asiatico (ADB) che vede l’appoggio anche di Washington. Sono stati proprio gli Stati Uniti recentemente a sostenere che il grado di violenza interna del paese è ancora troppo elevato e ad accusare i talebani di non tagliare i legami con al-Qaeda come concordato. Il rappresentante speciale degli Stati Uniti per la riconciliazione dell’Afghanistan, l’ambasciatore Zalmay Khalilzad, ha visitato ad inizio gennaio Afghanistan, Pakistan, Qatar (in Qatar vi è la sede diplomatica dei talebani) e Turkmenistan, ma il contenuto degli incontri ad oggi non è stato reso noto. La delegazione talebana ha assicurato che il gasdotto TAPI non subirà attacchi, ma al contrario, come dichiara il membro del team di negoziazione Suhail Shaheen, si impegneranno a garantirne la sicurezza. Il gasdotto prevede una sezione di 700 km nell’area afgana dove attraverserà le città di Herat e Kandahar, portando più di 30 miliardi di metri cubi di gas naturale dal giacimento turkmeno di Galkynysh verso il Pakistan (attraverso le città di Quetta e Multan) e l’India (raggiungerà la città di Fazilka). La lunghezza del tratto turkmeno del gasdotto TAPI, la cui costruzione è stata avviata a dicembre 2015, sarà di 205 chilometri. La volontà congiunta dei governi turkmeno e afghano di sottolineare la fattibilità del progetto in termini di sicurezza nasce probabilmente dal tentativo di attirare investimenti stranieri in un’opera che fino ad oggi sembrava irrealizzabile. Il 7 gennaio hanno avuto luogo colloqui fra la Banca Mondiale e i funzionari del Ministero delle Finanze e dell’Economia del Turkmenistan per discutere le opzioni per un prestito agevolato a lungo termine. Il 6 gennaio il Viceministro degli Esteri turkmeno Vepa Khadzhiyev ha parlato al telefono con l’inviato speciale della Germania in Afghanistan e Pakistan, Markus Potzel, per discutere degli sforzi previsti per aiutare la rinascita dell’Afghanistan. L’8 gennaio è stato il turno della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Il governo turkmeno è da diverso tempo in cerca di sovvenzioni statunitensi per supportare le piccole e medie imprese locali del settore industriale. Inoltre, il Pakistan, che collabora già con il Turkmenistan nel settore petrolifero e del gas, ha iniziato a sviluppare una strategia per includere Ashgabat nella cooperazione commerciale dei cinque paesi dell’Asia centrale. Islamabad ha comunque manifestato il...