9 Giugno 2026

Repubbli

Mohammad Keshavarzzadeh
ARTICOLO ORIGINALE tradotto da Paolo Marcenaro L’11 febbraio ricorre, come festa nazionale iraniana, il 43° anniversario della rivoluzione islamica del 1979. In un’intervista esclusiva al Global Times (GT), l’ambasciatore iraniano in Cina Mohammad Keshavarzzadeh ha parlato con i giornalisti Hu Yuwei e Bai Yunyi, riconoscendo con entusiasmo le vittorie duramente conquistate sia dagli Iraniani che dal popolo cinese nel preservare le rispettive integrità territoriali e sovranità politiche. Il diplomatico ha applaudito alle “Olimpiadi invernali di Pechino storicamente gloriose e visivamente memorabili”. Ha anche sottolineato gli sforzi congiunti Iran-Cina volti alla pace e alla stabilità regionale e globale, lanciando al contempo un avvertimento che le stesse politiche degli Stati Uniti finiranno fatalmente per rovesciare l’egemonia globale americana. L’Iran garantirà una fornitura costante di petrolio alla Cina e ha la prospettiva di una maggiore cooperazione militare con la Repubblica Popolare, ha osservato. PARTE 1 – Radici comuni e appoggio fermo GT: l’11 febbraio è la festa nazionale iraniana. Ci saranno dei festeggiamenti a Pechino? Quali messaggi vorrebbe trasmettere al popolo cinese in questo giorno?Keshavarzzadeh: Alla luce delle misure di prevenzione della pandemia, non avremo manifestazioni pubbliche a Pechino per commemorare la nostra Giornata Nazionale. Ma abbiamo considerato varie alternative online tra cui webinar, messaggi, articoli, interviste e post sui social media. Il 22 di Bahman (11 febbraio) è un ricordo di orgoglio e onore alla nazione iraniana a seguito del cambiamento fondamentale avvenuto con l’unità storica del popolo che, insieme e sotto la guida dell’Imam Khomeini, ha scelto la strada della lotta rivoluzionaria per un domani migliore. Iran e Cina hanno avuto splendide civiltà nei tempi antichi. La rivoluzione iraniana del 1979 è stata una vittoria per il popolo iraniano contro le ingerenze straniere e l’asservimento agli Usa. In tempi contemporanei, sia l’Iran che la Cina hanno fatto molti sforzi per preservare la loro integrità territoriale e la sovranità e il diritto dei loro cittadini all’autogoverno. Cina e Iran sono sempre stati in prima linea contro l’egemonia statunitense e condividono punti di vista e atteggiamenti simili su molte questioni internazionali e regionali. La Cina si oppone alle sanzioni statunitensi imposte ingiustamente all’Iran e l’Iran sostiene fermamente l’integrità territoriale della Cina e la sua posizione sugli affari di Hong Kong e Taiwan, che gli Stati Uniti hanno cercato incessantemente di influenzare. GT: Se Cina e Stati Uniti entrassero in guerra per la questione di Taiwan, quale posizione prenderebbe l’Iran? E se gli Stati Uniti bloccano le rotte di trasporto petrolifero della Cina, l’Iran continuerà a fornire petrolio alla Cina? Keshavarzzadeh: Il principio della Cina unica è per noi una linea di base importante. Sulla questione di Taiwan, l’Iran sostiene pienamente Pechino e speriamo anche che gli Stati Uniti non accendano erroneamente un conflitto militare con la Cina piuttosto che negoziare. In caso di conflitto, l’Iran sosterrà sicuramente la Cina e garantirà la sicurezza della fornitura di energia. La relazione Cina-Iran è di vasta portata e l’Iran non cambierà la sua politica nei confronti della Cina a causa dei cambiamenti negli atteggiamenti degli...