15 Agosto 2026

mar caspio

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La regione di Astrakhan, che nell'attuale dinamica delle relazioni internazionali sta diventando estremamente importante come centro geopolitico della Russia nella regione del Caspio, nel 2023 ha ospitato due importanti forum internazionali dedicati allo sviluppo delle relazioni internazionali culturali, umanitarie, commerciali ed economiche nello spazio caspico. A settembre, Astrakhan ha ospitato l'VIII Caspian Media Forum, il cui tema principale era "La diplomazia pubblica e i social media come fattore di avvicinamento dei popoli", e a ottobre il forum internazionale "North-South ITC: New Concept. Accesso rapido ai mercati premium in Oriente, Asia, Africa e India".
Bacino situato al centro della regione caucasica e circondato da Azerbaigian, Iran, Russia, Kazakistan e Turkmenistan, dall’inizio degli anni 2000 il Mar Caspio si trova al centro di una strategia congiunta dei cinque paesi con la quale si vorrebbe trasformare la regione in un corridoio tra l’Asia e l’Europa, così da acquisire una maggiore centralità nello scacchiere internazionale. L’importanza della regione caspica La posizione strategica della regione del Caspio gli attribuisce una grande importanza geopolitica. La regione si trova infatti al centro dell’Eurasia, linea di demarcazione tra il Caucaso e l’Asia centrale. L’area è un punto di incontro tra le rotte orientali e quelle occidentali ed è la via di transito che collega l’Eurasia (da est a ovest) e il continente asiatico (da nord a sud). A seguito della disintegrazione dell’Unione Sovietica, nella regione si è venuto a creare un vuoto di potere in quest’area precedentemente posta sotto il controllo sovietico; la disgregazione dell’Unione Sovietica, infatti, ha portato alla nascita di quindici nuovi paesi con confini nuovi: un tale sconvolgimento territoriale ha cambiato la geopolitica dell’area caspica che da quel momento è diventata il centro di competizione tra le maggiori potenze sia regionali che esterne. La sua peculiare posizione geografica e il suo potenziale come corridoio di trasporto e commercio hanno, di fatto, svegliato l’interesse dei paesi circostanti per le questioni di questa composita e difficile. A quest’aspetto geografico cruciale si aggiunge la ricca presenza di fonti energetiche, in particolare di petrolio e gas naturale. Tutto ciò non ha fatto altro che alimentare competizioni e accordi concorrenti sul controllo e lo sfruttamento di tali risorse; competizione che ha ovviamente finito per influenzare le dinamiche geopolitiche regionali e, di riflesso, internazionali. Ad oggi la situazione sta parzialmente mutando, e al posto di una pericolosa competizione tra i paesi della regione, il trend si muove in direzione di una strategia congiunta per sfruttare appieno le sue risorse e le opportunità offerte dalle caratteristiche peculiari dell’area che circonda il Caspio. La cooperazione tra i paesi che si affacciano sulle coste del Mar Caspio – insieme a quelli che vi orbitano – ha finora puntato non solo a una maggiore cooperazione su temi come l’economia e la sicurezza energetica ma ha anche – e soprattutto – a promuovere il commercio e lo sviluppo delle infrastrutture di trasporto. Di conseguenza la creazione di corridoi di trasporto che attraversino l’area, facilitando gli scambi tra l’Europa e l’Asia, ha suscitato l’interesse di altre nazioni che cercano nuove rotte commerciali sicure e stabili che colleghino l’est con l’ovest dello sconfinato continente euroasiatico. Oggi giorno la regione è diventata un crocevia di diversi corridoi economici che connettono l’Asia all’Europa, tra cui l’International Nord-Sud Transpot Corridor (INSTC), la Belt and Road iniziative (BRI), la Trans-Caspian International Transport Route (TITR), l’oleodotto Baku–Tbilisi–Ceyhan (BTC l’oleodotto dall’Azerbaigian alla Turchia attraverso la Georgia), il gasdotto Nabucco, il Transit Corridor from Europe to the Caucasus and Central Asia (TRACECA), il Trans-Anatolian Pipeline (TANAP) e altri progetti minori. Il caspio al centro della lotta al...
Baku - 029
E’ iniziata ieri lunedì 28 settembre la terza edizione dell’Azerbaijan & Caspian Sea Oil and Gas Summit 2015 presso il Four Season Hotel di Baku, evento che terminerà nella giornata di domani il cui obiettivo è quello di focalizzare l’attenzione sugli ultimi sviluppi, tecnologie e progetti futuri dell’industria del gas naturale e petrolifera della regione e favorire l’incontro e gli accordi commerciali tra le compagnie di settore. Ospiti di eccezione, conferenze e workshop sono solo alcuni degli elementi che caratterizzano l’Azerbaijan & Caspian Oil and Gas Summit 2015, evento ideato dalla organizzazione britannica Oliver Kinross specializzata nella ricerca economica il quale sta ospitando più di 250 delegati e 30 speaker di fama internazionale. Tra gli oratori che prenderanno parte alla conferenza è doveroso citare Magsud Mammadov, rappresentante ufficiale del progetto Trans-Anatolian Pipeline (TANAP), Shailendra Mohite, ingegnere alla Q8 Petroleum, David Oniani, Advisor per la pianificazione strategica presso la Georgian Oil and Gas Corporation, Eric Meyer, Development Manager della Total, John Harkins, presidente della Greenfields Petroleum Corporation, Michael Hilmer, vice presidente per il settore Supply & Origination dell’area del Caspio presso la E.ON Global Commodities, Ayhan Durukan, Country Manager della Turkish Petroleum, Toralf Pilz, direttore della Divisione politica, economia ed informazione della Delegazione dell’Unione Europea in Azerbaigian, Akper Feyzullayev, direttore del dipartimento di geologia della Accademia Nazionale Azerbaigiana di Scienze, Robert Cetuka, Ambasciatore degli Stati Uniti in Azerbaigian, Natig Hajiyev, specialista del settore, Ingilab Ahmadov, rettore della School of Economics and Management e direttore di Eurasia Extractive Industries presso l’Università di Khazar, Ramin Isayev, direttore generale della SOCAR AQS, Gulmira Rzayeva, ricercatrice nel settore energia del Center for Strategic Studies Under the President of the Republic of Azerbaijan, Fuad hmadov, direttore di Azerbaijan South Caucasus Pipeline Ltd. Nella giornata di ieri Eric Meyer, Development Manager presso la Total Exploration & Production Azerbaijan B.V., è intervenuto alla conferenza ed ha sottolineato l’importanza dello sviluppo del deposito di gas naturale di Absheron, situato sempre nell’area azerbaigiana del Caspio. Secondo le parole di Meyer, la Total sta pianificando lo sviluppo e la produzione del deposito attraverso la creazione di una joint operating company con la State Oil Company of the Azerbaijani Republic (SOCAR) che vedrà le due compagnie detenere rispettivamente il 50% per la parte francese ed il 40% per quella azerbaigiana a cui si dovrà aggiungere un terzo investitore che otterrà il 10%. Le due compagnie operano già insieme sul territorio possedendo entrambe il 40% delle azioni per le attività di estrazione e produzione di Absheron, deposito la cui scoperta è stata annunciata nel settembre 2011 le cui risorse ammonterebbero secondo le stime effettuate da un centro di ricerca geologico azerbaigiano a 350 miliardi di metri cubi di gas (bcm) e 45 milioni di tonnellate di condensato. Oltre alla Total ed alla SOCAR partecipa allo sviluppo del deposito la compagnia GDF Suez (20%) ed entrambe stimano i tempi per la produzione al 2021. Non solo la Francia è direttamente interessata al mercato petrolifero e del gas naturale azerbaigiano e del Caspio, ma anche...