24 Settembre 2026

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Articolo originale: http://infobrics.org/news/25811/?lang=en Nel corso degli anni molti osservatori hanno espresso scetticismo sull’iniziativa BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e gli scettici all’interno degli Stati membri BRICS sono forse più numerosi di quelli esterni. La ragione di ciò risiede nella chiara mancanza di una logica tradizionale dietro l’incontro di questi paesi: sono geograficamente sparsi, le loro economie sono in diverse fasi di sviluppo e c’è un buon grado di dissonanza ideologica tra di loro. E a differenza di altre associazioni economiche, BRICS non cerca di creare un’architettura politica e di sicurezza comune. Comunque, questo non dovrebbe offuscare il fatto che lo scopo di BRICS era chiaro sin dall’inizio: formare una relazione pratica e pragmatica del 21 ° secolo che raccogliesse l’influenza dei suoi membri per raggiungere gli obiettivi concordati da tutti e cinque i paesi. In un mondo multipolare in cui i poteri economici e politici si stanno rapidamente diramando, le nazioni BRICS cercano di influenzare e modellare le norme della governance globale modellate in passato dal sistema atlantico.  L’iniziativa BRICS, quindi, è un insieme di stati nazionali che in un particolare momento geopolitico perseguono un insieme di obiettivi. Ogni membro di BRICS ha inoltre le sue proprie ragioni per continuare a sostenere questo movimento plurilaterale. La Federazione Russa vede BRICS come un contrappeso geopolitico all’espansione verso est del sistema atlantico. Per quel che riguarda il Sud Africa, il BRICS è un mezzo per legittimare il suo ruolo di gateway e di potere del continente africano. Nonostante la sua posizione geografica, l’iniziativa BRICS consente invece al Brasile di collaborare nella progettazione del secolo asiatico. La Cina partecipa al Forum perché riconosce il BRICS come un importante veicolo per la modellazione dei sistemi di governo in cui la sua influenza politica è commisurata al suo crescente fardello economico. Infine, per l’India, il BRICS è un utile ponte tra il suo status crescente di potenza leader e la sua identità precedente come leader del mondo in via di sviluppo.   I primi dieci anni di BRICS Il primo decennio di BRICS ha visto ciascuno dei membri impegnarsi per stabilire le basi per la cooperazione, dall’identificazione di settori di convergenza su questioni politiche al miglioramento dei legami economici. Il livello di impegno tra i suoi membri – che vanno dai vertici di alto livello e riunioni ministeriali a vari gruppi di lavoro e conferenze – si è approfondito durante questo periodo. Oggi si è raggiunto un accettabile grado di cooperazione su tematiche come commercio, infrastrutture finanziarie, urbanizzazione e cambiamento climatico. Inoltre, i cinque paesi membri hanno fatto progressi moderati nelle connessioni people-to-people. Piattaforme come il BRICS Academic Forum e il Business Council hanno dimostrato di essere utili per migliorare la comprensione comprensione reciproca del settore industriale, del mondo accademico e del governo. Senza ombra di dubbio, i due risultati più notevoli dei BRICS sono stati l’istituzionalizzazione della nuova Banca di Sviluppo (NDB) e del Contingency Reserve Arrangement. L’importanza di queste istituzioni non può essere sottovalutata. Per prima cosa, essi segnano un passaggio dalla retorica politica alla volontà di fornire risultati concreti, alleviando...
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articolo originale: http://www.asrie.org/associazione/la-frammentazione-delle-istituzioni-libiche/ ASRIE FOCUS – SICUREZZA LIBIA All’inizio del 2015 la situazione politica e di sicurezza nazionale in Libia è peggiorata ulteriormente a causa dell’ingresso a Sirte da parte dell’ISIS. La vicenda va ad aggravare la drammatica guerra civile che dal 2011, caduta del regime di Muammar Gheddafi, caratterizza il paese. Uno degli elementi che ha causato lo scoppio della guerra civile è stata l’estrema frammentazione della società libica, inasprita dalla lunghissima stagione di conflitti. Sul campo infatti si contano più di un centinaio di milizie che ormai si contendono l’uso della forza in tutto il territorio. Ad esse vanno aggiunte la divisione istituzionale con due parlamenti e rispettivi governi a Tobruk e Tripoli e la galassia jihadista di Bengasi con il nuovo ingresso dello Stato Islamico come attore regionale.   La cause della frammentazione interna Fino ai tempi delle rivoluzione nel 2011 e nei mesi immediatamente successivi ad essa le reti tribali e claniche rappresentavano quelle unità minime fondamentali attorno alle quali si strutturava la vita politica e sociale del Paese. La dittatura di Gheddafi aveva favorito un aggregazione socio-politica basata sulla conservazione e il rafforzamento del tessuto di lealtà tradizionali basate sulla parentela, le tribù, il patronato e le comunità locali. Il regime ha inoltre promosso una società divisa e conflittuale privilegiando tribù e territori a lui favorevoli contro altri. Perciò, la società che si è sollevata contro il regime si è mossa partendo da una forte divisione interna e da risentimenti intestini. Fin dall’inizio della rivoluzione libica del 17 febbraio 2011 l’iniziativa della ribellione si era polarizzata fra quella degli alti funzionari, dei diplomatici e degli ufficiali in fuga dal regime, che stabilirono a Bengasi il Consiglio Nazionale di Transizione, e la miriade di iniziative locali, tribali e comunitarie, con motivazioni e prospettive molto diverse tra loro. Il Consiglio non è riuscito a prendere la guida delle altre iniziative e al tempo stesso, il movimento di base non è riuscito a trovare una sua unitarietà e ad imporre la sua guida su base nazionale. Al contrario, si è mantenuta e rafforzata una forte frammentazione che si è poi tramutata in un variegato conflitto fra fazioni politiche e militari. Con la frammentazione della istituzioni rivoluzionarie libiche si è assistito alla parziale disgregazione e perdita di influenza da parte delle rete clanica del paese. Le cause che hanno portato alla frammentazione del Paese sono molto complesse e non possono essere ricondotte in una soluzione univoca poiché sono il frutto di variabili interconnesse e giochi di forze che si sono contese il paese fin dall’inizio della rivolta. La prima variabile entrata in causa è stata la particolarità del regime di Gheddafi, costruito attorno alla sua persona, che non ha permesso la sopravvivenza di un apparato burocratico che garantisse la stabilità del paese nel periodo di transizione. L’assenza di un apparato burocratico fu causata anche dalla legge di epurazione e dalla mancanza di alte sfere manageriali che non hanno consentito alla Libia di poter contare su un gruppo di...