La determinazione del genocidio nello Xinjiang come agenda Pubblicato l’8 maggio 2021 da EDS Analisi critica di un rapporto del Newlines Institute e del Raoul Wallenberg Center L’8 marzo 2021, il Newlines Institute for Strategy and Policy di Washington ha pubblicato un rapporto, The Uyghur Genocide: An Examination of China’s Breaches of the 1948 Genocide Convention, in collaborazione con il Raoul Wallenberg Center for Human Rights di Montreal. Questo rapporto è la prima applicazione di esperti indipendenti della Convenzione sul genocidio del 1948 al trattamento in corso degli uiguri in Cina. È stato intrapreso dal Newlines Institute for Strategy and Policy, in collaborazione con il Raoul Wallenberg Center for Human Rights, in risposta a nuovi resoconti di gravi e sistematiche atrocità nella provincia dello Xinjiang, in particolare dirette contro gli uiguri, una minoranza etnica, per determinare se la Repubblica popolare cinese sta violando la Convenzione sul genocidio secondo il diritto internazionale. La relazione è stata redatta con il contributo e la consultazione di numerosi esperti indipendenti, 33 dei quali hanno accettato di essere individuati pubblicamente, come indicato. Lo scopo di questa analisi TFF è esaminare lo status del Newlines Institute e la cerchia di studiosi e altri che lo hanno prodotto e contribuito e le loro relazioni. Inoltre, esamina più da vicino i metodi e i contenuti del rapporto, nonché le fonti su cui il rapporto basa la sua gravissima conclusione, vale a dire che lo Stato cinese è responsabile del genocidio e viola le disposizioni centrali di detta convenzione nella sua politiche nella Regione autonoma uigura dello Xinjiang (XUAR) intenzionalmente. TFF vuole chiarire fin dall’inizio che non prendiamo posizione sul fatto che ciò che sta accadendo nello Xinjiang sia o meno un genocidio. In linea di principio, non formuleremmo tale opinione a meno che non fossimo anche sul campo nello Xinjiang. L’unico scopo è quello di esaminare su cosa si basa questa prima letteratura scientifica indipendente, che è stata immediatamente coperta da un’ampia gamma di media mainstream occidentali. Presentiamo prima la sintesi dei nostri risultati, poi sviluppiamo una serie di temi e prospettive più specifici. SINTESI 1. La relazione dei due istituti sottostanti non è “indipendente” e la relazione non presenta nuovo materiale. Co-prodotto con il Raoul Wallenberg Center for Human Rights, è il risultato della cooperazione tra individui provenienti da almeno sei gruppi di interesse o contesti più o meno interconnessi, più vicini – che non governativi – e cioè: Fondamentalismo cristiano + circoli di politica estera americana conservatori falchi + circoli dei Fratelli musulmani + anticomunismo estremo + circoli di lobby pro-Israele + il meccanismo di politicizzazione dei diritti umani (in cui i diritti umani tendono a servire vari tipi di interventi degli Stati Uniti d’America). Per un rapporto pubblicato da accademici indipendenti di un istituto indipendente, questo è problematico. 2. Il rapporto modificato in qualche modo a casaccio potrebbe essere stato pubblicato per sostenere la “determinazione” dell’ex Segretario di Stato Mike Pompeo il 19 gennaio 2021 che ciò che sta accadendo nello Xinjiang è un...