14 Giugno 2026

economia mondiale

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di Giulio Chinappi L’analisi che proponiamo di seguito è stata effettuata dall’economista peruviano Marco Carrasco-Villanueva, funzionario del Ministero delle Donne e delle Popolazioni Vulnerabili di Lima. L’articolo che abbiamo tradotto è stato pubblicato in inglese sulla rivista TI Observer di aprile, curata dall’Istituto Taihe di Pechino. L’operazione militare speciale russa contro l’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, non solo ha provocato danni economici sostanziali a lungo termine sia per la Russia che per l’Ucraina, ma ha avuto un impatto significativo sull’economia globale. In che modo la situazione in Ucraina ha influenzato le prospettive economiche mondiali sottostanti? L’operazione militare speciale russa contro l’Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, non solo ha provocato danni economici sostanziali a lungo termine sia per la Russia che per l’Ucraina, ma ha avuto un impatto significativo sull’economia globale. L’immediata risposta occidentale alla crisi ucraina è stata l’imposizione di sanzioni rigorose e di forte impatto alla Russia. Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha affermato che l’invasione dell’Ucraina è stata un atto di genocidio. Il 12 aprile 2022, il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che i colloqui di pace con l’Ucraina erano a un “vicolo cieco”, segnalando che non si vedeva la fine della crisi. La Russia e l’Ucraina svolgono un ruolo importante nella produzione di gas naturale e neon, grano, fertilizzanti, prodotti agricoli, legname, nonché acciaio e altri metalli. Sospendendo la produzione di cibo e fertilizzanti, la Russia ha catalizzato il divieto delle merci esportate da altri Paesi. Di conseguenza, i mercati globali di grano, gas naturale e fertilizzanti sono stati sconvolti, aggiungendo ulteriore pressione inflazionistica ai già gonfiati costi alimentari e di produzione. Il 6 aprile 2022, il petrolio era salito a 108 dollari al barile e fino al 10 aprile l’Ucraina aveva perso almeno 1,2 miliardi di dollari in esportazioni di grano. La task force delle Nazioni Unite ha avvertito che la crisi ucraina avrà gravi effetti negativi sulle economie dei Paesi in via di sviluppo che stanno già affrontando una rapida escalation dei costi alimentari ed energetici. I prezzi dell’energia sono il principale canale di trasmissione dell’inflazione in aumento e del calo della crescita economica derivanti dalla crisi ucraina. In prima linea nel mercato energetico mondiale, la Russia e la sua produzione agricola saranno influenzate negativamente dal conseguente aumento dei prezzi dell’energia. L’agricoltura dipende fortemente dall’energia, assorbendo una quantità elevata direttamente da carburante, gas ed elettricità. In un incontro del 14 aprile, Putin ha accusato i partner occidentali dell’attuale situazione del settore petrolifero e del gas del Paese, sostenendo che erano inadempienti per la fornitura di risorse energetiche russe. Desiderosa di migliorare la situazione, la Russia è pronta a vendere petrolio greggio e prodotti petroliferi ai Paesi favorevoli. Inoltre, le zone di guerra attive dell’Ucraina stanno attualmente affrontando una grave carenza di cibo, acqua ed energia. Le carenze sono dovute all’interruzione della logistica delle catene di approvvigionamento alimentare, della raccolta invernale e della semina primaverile, nonché alla disponibilità limitata di scorte agricole di carburante, fertilizzanti, pesticidi e semi. Oltre al divieto dei...
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articolo originale: http://www.ilcaffegeopolitico.org/42719/la-cina-nella-finanza-globale-vii Comprendere la Cina – E se lo yuan diventasse la valuta dominante? Per il momento è solo un’ipotesi, ma nell’ultima puntata del nostro speciale proviamo a tracciare qualche scenario sul sistema finanziario globale del futuro UNA POSSIBILITÀ REMOTA, MA… – La possibilità che la moneta cinese sorpassi il dollaro statunitense rimane remota. Tuttavia, se un simile scenario si presentasse, cosa accadrebbe alla geografia della finanza globale? Dato lo sforzo sostanziale nella lotta alla corruzione e nelle politiche per alleviare l’ineguaglianza, è poco probabile che le regole finanziarie cinesi si adeguino a quelle di Wall Street. Lo scenario più verosimile sarebbe il seguente: un mondo caratterizzato da una dimensione del settore dei servizi finanziari molto più contenuta (in percentuale del PIL) rispetto a oggi, simile a quando gli Stati Uniti emersero come potenza egemone verso la fine della seconda guerra mondiale. Negli anni Cinquanta i servizi finanziari erano pari a circa l’1% del PIL statunitense, mentre nel 2007 contavano più dell’8%. CINA: COSTRUIRE E INVESTIRE PER LO SVILUPPO – Se la Cina dettasse le regole della finanza globale è possibile ipotizzare un mondo meno dipendente dall’ingegneria finanziaria e dai profitti veloci, che tanto hanno inibito lo sviluppo e l’innovazione reale. Si allargherebbe l’uso del capitale azionario, più che di debito, per finanziare gli affari, e i fondi di capitale di rischio non sarebbero appannaggio di pochi privilegiati. Diversamente da oggi, più Paesi potrebbero seguire un modello basato sul finanziamento governativo di innovazioni e compagnie, per poi garantire una maggiore distribuzione dei benefici (come nel caso dei sistemi di welfare). Sicuramente la Cina non è l’unico Paese a fornire capitali ai suoi imprenditori. Gli Stati Uniti e Israele, ad esempio, finanziano anch’essi imprese produttive, ma i loro fondi sono spesso diretti verso quei progetti che hanno potenziali applicazioni militari (o comunque a settori estremamente limitati), mentre la Cina ha sostenuto progetti in energia solare, biotecnologia ed altri settori secondo modalità completamente scollegate dal suo apparato militare.Un mondo globale finanziato dai cinesi vedrebbe verosimilmente un’esplosione di lavori pubblici. Non solo la Cina ha costituito uno dei primi imperi nella storia dell’umanità, proprio attraverso la realizzazione di dighe, ponti, canali e altre strutture a uso civile (si veda Joseph Needham[1]), ma anche negli ultimi decenni ha dimostrato di saper trasformare il proprio Paese e le sue relazioni materiali con il resto del mondo. L’aumento delle infrastrutture nel mondo, come sta avvenendo, creerebbe, se adeguatamente progettate, più opportunità di lavoro ed accrescerebbe il numero e la qualità delle attività economiche, garantendo così uno sviluppo economico diffuso a seguito di un incremento dell’accesso al credito e ai mercati. US: I LIMITI DEL QE – Notoriamente, politiche come quelle di quantitative easing hanno beneficiato prevalentemente alcune (poche) istituzioni finanziarie, permettono ai banchieri di accedere al denaro senza sottostare a particolari vincoli. La maggior parte del denaro creato dalle banche e dai finanzieri è stato creato semplicemente prendendo a prestito direttamente dalla FED a tasso zero e poi investendolo nelle azioni, obbligazioni e strumenti derivati...