di Sergey Karaganov ARTICOLO IN LINGUA INGLESE Il confronto di Mosca con la NATO è solo all’inizio. Sembra che la Russia sia entrata in una nuova era della sua politica estera: una fase di “distruzione costruttiva“, chiamiamola così, del precedente modello di relazioni con l’Occidente. Parti di questo nuovo modo di pensare sono state viste negli ultimi 15 anni – a partire dal famoso discorso di Monaco di Vladimir Putin nel 2007 – ma molto sta diventando chiaro soltanto adesso. Pur mantenendo un atteggiamento ostinatamente difensivo, allo stesso tempo gli sforzi poco brillanti per integrarsi nel sistema occidentale sono rimasti la tendenza generale nella politica e nella retorica russa. La distruzione costruttiva non è aggressiva. La Russia sostiene che non attaccherà nessuno o lo farà saltare in aria. Semplicemente non è necessario. Così come si presenta, il mondo esterno offre alla Russia sempre più opportunità geopolitiche per lo sviluppo a medio termine. Con una grande eccezione: l’espansione della NATO e l’inclusione formale o informale dell’Ucraina rappresentano un rischio per la sicurezza del Paese; un rischio che Mosca semplicemente non accetterà. Al momento, l’Occidente è sulla buona strada per un lento ma inevitabile decadimento sia in termini di affari interni ed esterni, sia in campo economico. Ed è proprio per questo che ha dato inizio a questa nuova Guerra Fredda dopo quasi cinquecento anni di dominio della politica, dell’economia e della cultura mondiale. Soprattutto dopo la sua vittoria decisiva negli anni ’90 e metà degli anni 2000. Credo che molto probabilmente l’Occidente perderà, abdicando dal ruolo di leader globale e diventando un partner più ragionevole. In un secondo momento, non troppo presto, la Russia dovrà riequilibrare i rapporti con una Cina amica sì, ma sempre più potente. Attualmente, l’Occidente cerca disperatamente di difendersi da questo con una retorica aggressiva. Cerca di consolidarsi, giocando le sue ultime carte vincenti per invertire questa tendenza. Una di quelle che sta cercando di usare per danneggiare e neutralizzare la Russia è l’Ucraina. È importante impedire che questi tentativi convulsi si trasformino in una vera e propria situazione di stallo e contrastare le attuali politiche degli Stati Uniti e della NATO. Sono tentativi controproducenti e pericolosi, anche se relativamente poco impegnativi per chi li inizia. Dobbiamo ancora convincere l’Occidente che sta solo facendo del male a sé stesso. Un’altra carta vincente da giocare è il ruolo dominante dell’Occidente nel sistema di sicurezza euro-atlantico esistente; sistema istituito in un momento, a seguito della Guerra Fredda, in cui la Russia era gravemente indebolita. C’è del merito nel cancellare gradualmente questo sistema, principalmente rifiutando di prendervi parte e rispettando le sue regole obsolete, che per noi sono intrinsecamente svantaggiose. Per la Russia, la pista occidentale dovrebbe diventare secondaria rispetto alla sua diplomazia eurasiatica. Il mantenimento di relazioni costruttive con i Paesi della parte occidentale del continente può facilitare l’integrazione nella Grande Eurasia per la Russia. Il vecchio sistema però è d’intralcio e quindi dovrebbe essere smantellato. Sarebbe bello se avessimo più tempo per farlo. Ma la storia mostra...