articolo originale: http://umbvrei.blogspot.it/2016/05/venezuela-tentativi-di-colpi-di-stato.html Di seguito riporto i dati del Venezuela riguardanti il PIL, il Debito pubblico, distinguendo il debito estero da quello interno, e le Riserve Internazionali. I dati del PIL sono di fonte FMI; i dati del Debito pubblico sono di fonte ONCP, ovvero l’Ufficio Nazionale del Credito Pubblico, ente ascritto al Ministero delle Finanze; i dati delle riserve Internazionali sono forniti giornalmente dalla Banca Centrale del Venezuela e l’ultimo dato pubblicato si riferisce alla riserve del 3 maggio 2016. Il PIL del Venezuela Con l’avvento al governo di Hugo Chávez, nel 1999, e l’aumento dei prezzi del petrolio, il PIL del Venezuela comincia a crescere. In realtà è l’azione politica di Hugo Chávez che impulsa la crescita dei prezzi del petrolio; infatti è Chávez che convince tutti i capi di stato dei paesi produttori di petrolio, i Paesi OPEC, a riunirsi a Caracas e tagliare la produzione, l’offerta di petrolio, facendo in questo modo risalire i prezzi. Quando i capi di stato di tutti i paesi OPEC si riunirono a Caracas il 27 e 28 settembre del 2000 era appena la seconda volta nella storia che ciò accadeva e ben 25 anni dopo la prima e ultima storica riunione di Algeri (4 marzo 1975). Nei primi tre anni del Governo di Hugo Chávez (1999-2001) il PIL del Venezuela cresce, passando dai 91,90 miliardi di dollari del 1998 ai 123,16 del 2001. Dopo questi anni di crescita, il PIL conosce due anni di calo a causa del colpo di stato di Pedro Carmona Estanca (11 aprile 2002), che allontana Hugo Chávez dal Governo per 48 ore e della serrata patronale, fra il 2 dicembre 2002 ed il 2 febbraio 2003. Durante il periodo della serrata la produzione petrolifera del Venezuela scende a 0 barili al giorno! Dopo il biennio in calo (2002-2003), il PIL conosce vari anni di crescita sostenuta e dagli 83 miliardi di dollari del 2003 arriva agli oltre 330 miliardi del 2011 e 2012. Il PIL cresce in maniera sostenuta non solo per la ripresa del prezzo del petrolio, ma anche grazie alla politica di Chávez che permette lo sviluppo di numerosi settori economici, l’inclusione di una grossa fascia della popolazione fino ad allora rimasta in povertà e totalmente ai margini (vedasi i dati sulla povertà in Venezuela), la nazionalizzazione di importanti imprese strategiche nel settore della telefonia e della comunicazione (CANTV), dell’energia l’elettricità (Electricidad de Caracas) e della siderurgia (SIDOR). Inoltre, Chávez si rende conto della necessità di avere una banca pubblica in grado di finanziare progetti economici nel settore manifatturiero ed agricolo, sia di grandi che di piccoli imprenditori, spesso non presi in considerazione dalla banca privata. Si fonda così il “Banco del Tesoro” prima e successivamente il “Banco del Venezuela”, grazie all’acquisizione dal Santander; il Banco del Venezuela diventa la principale banca del paese. Successivamente sarà costituita una terza banca pubblica, il “Banco Bicentenario”, in cui confluiscono varie banche private fallite e salvate dal Governo. Un ulteriore impulso all’economia venezuelana viene dalla “Gran...