15 Ottobre 2026

cina sicurezza

Isolated China flag with  a map of the african continent
di Giacomo Leccese Come sottolineato da Lei Yu, professore all’Università di Studi Internazionali di Pechino, “c’è un consenso generale nei circoli politici e accademici cinesi delle relazioni internazionali sulla crescente importanza dell’Africa in ambito politico, strategico ed economico per l’ascesa della Cina, in considerazione del suo peso politico nel suo insieme negli affari internazionali, della sua abbondanza di risorse strategiche e del suo grande potenziale economico”.i Negli ultimi anni, la Cina ha rafforzato sempre più la sua presenza economica in Africa, soprattutto in seguito al lancio della Belt and Road Initiative (BRI), di cui il continente africano ha costituito il blocco principale con l’adesione di 44 paesi al 2021. Dal 2009, la Cina è diventata il primo principale investitore nel continente e il numero di imprese e cittadini cinesi in Africa è in costante aumento. Tuttavia, nonostante gli interessi in gioco, il PLA (Esercito Popolare di Liberazione) ha ancora una proiezione limitata in Africa e, di recente, più voci stanno spingendo per aggiungere una maggiore impronta militare alla massiccia presenza economica, aumentando il ruolo cinese come attore securitario nel continente. Già il White Paper della difesa cinese del 2019, infatti, affermava che “una delle missioni delle forze armate cinesi è proteggere efficacemente la sicurezza, i diritti e gli interessi legittimi di persone, organizzazioni e istituzioni cinesi all’estero“. Allo stesso tempo, specificava che “gli interessi esteri della Cina sono messi in pericolo da minacce immediate come disordini internazionali e regionali, terrorismo e pirateria” e che “missioni diplomatiche, imprese e personale cinesi in tutto il mondo sono stati attaccati in più occasioni“. Oltre a queste esigenze specifiche, la spinta verso un ruolo più attivo nella sicurezza africana risponde anche al cambiamento più generale della politica estera e di sicurezza cinese. Come sottolineato da Xi Jinping, infatti, la Cina diventerà il leader globale entro il 2049 e, in virtù del suo nuovo ruolo, il Paese dovrà perseguire una “visione globale della politica di sicurezza nazionale” e modellare attivamente un ambiente internazionale favorevole all’emergere della Cina.ii Un’impronta militare cinese più profonda nel continente, tuttavia, deve affrontare due importanti vincoli. Da un lato, sembra essere un ostacolo il tradizionale approccio di basso profilo che Pechino persegue nei rapporti con l’Africa: un maggiore coinvolgimento del PLA, infatti, potrebbe contribuire a cambiare la percezione africana della Cina, che ha sempre evitato di mostrarsi come una “potenza imperialista ed egemonica” e ha sempre promosso l’approccio della non ingerenza negli affari interni (“Soluzioni africane ai problemi africani“). Dall’altro, la Cina affronta anche vincoli logistici che spiegano la sua continua preferenza per un’impronta militare “leggera”. In effetti, secondo le analisi dell’Accademia Cinese di Scienze Militari, al momento le capacità di spedizione all’estero della Cina sono “deboli”, “insufficienti” e “inadatte” al compito di proteggere gli interessi d’oltremare. iii Considerando questi vincoli reputazionali e logistici, quindi, la seguente analisi, dopo aver illustrato le principali ragioni dietro la necessità cinese di incrementare il suo ruolo di attore securitario in Africa, cercherà di identificare quali siano le migliori politiche, tra quelle fino ad...