14 Ottobre 2026

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L’intervista di Notizie Geopolitiche a Marco Costa, uno dei responsabili del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo (CeSE-M) e massimo esperto di questioni relative alla Cina su cui ha scritto numerosi saggi e volumi. articolo originale: http://www.notiziegeopolitiche.net/?p=46367 I recenti eventi che stanno coinvolgendo Hong Kong con le manifestazioni degli studenti capaci di attirare l’attenzione dei media internazionali ed i continui rapporti che intercorrono tra Pechino e Roma e tra Pechino e Bruxelles impongono un’analisi approfondita sul ruolo geopolitico ed economico che attualmente investe la Repubblica Popolare Cinese, potenza mondiale che spesso divide il parere dell’opinione pubblica tra coloro i quali ne supportano il modello di crescita e la forma di Governo istituita ed invece i detrattori che ne sottolineano gli aspetti negativi come ad esempio il problema dei diritti umani oppure la gestione delle minoranze etniche. Con l’obiettivo di studiare il sistema Cina e le relazioni che lo legano all’Italia e all’Unione Europea abbiamo intervistato Marco Costa*, responsabile dell’area euroasiatica del Centro Studi Eurasia Mediterraneo (CeSEM) e coautore de La Grande Muraglia. Pensiero politico, territorio e strategia della Cina Popolare e de La Via della Seta. Vecchie e Nuove Strategie Globali tra la Cina e il Bacino del Mediterraneo. – La Cina oramai è una potenza affermata a livello regionale e mondiale con cui sia le grandi potenze che i paesi emergenti devono rapportarsi. Parlando del nostro paese, quali sono ed in che modo si stanno sviluppando le relazioni italo-cinesi? “Nell’aprile di quest’anno, il Financial Times ha pubblicato uno studio della Banca Mondiale secondo il quale la Repubblica Popolare Cinese era salita al primo posto nella classifica delle economie mondiali. Questo risultato viene dato come combinato disposto di diversi fattori: la crescita costante cinese, la crisi finanziaria delle economie occidentali, il diverso sistema di calcolo degli indici, ovvero non più la produzione del PIL nazionale come valore assoluto ma rapportato alla capacità d’acquisto della singola moneta, detto fattore “purchasing power parity”. Dato questo elemento, ammessa la straordinaria forza economica della Cina, è naturale che derivino conseguenze su più piani. Da un punto di vista geopolitico, significa che in qualche decennio gli equilibri globali ed i rapporti di forza sono stati completamente riscritti. Dal punto di vista economico e diplomatico, anche l’Italia – e per fortuna anche le sue imprese – sono state investite dai benefici di questa straordinaria crescita. Basti pensare all’export delle eccellenze della manifattura italiana verso oriente: nel 2013 il primo settore del manifatturiero diretto in Cina è quello dei macchinari e apparecchiature, con una quota del 38,2%, in lieve aumento del 2,8% rispetto al 2012; in seconda posizione autoveicoli, rimorchi e semirimorchi, che pesano per il 7,1% e in forte crescita, con un +67,3% rispetto all’anno precedente. Gli articoli in pelle (escluso abbigliamento), con una quota del 7,1%, crescono del 18,4%, mentre i prodotti chimici, che valgono il 6,4% del totale, sono in aumento del 7,6%. Anche l’abbigliamento (che comprende pelli e pelliccia), che incide per il 4,9% sull’export verso la Cina, segna una crescita del 19,1%. Questi solo alcuni...
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Come da consuetudine, anche quest’anno il Rhodes Youth Forum si terrà sull’isola greca nei giorni che vanno dal 25 al 29 settembre. Di seguito sono riportati il programma delle giornate di discussione e le schede sui relatori. RYF 2014 Preliminary Program 16 09 RYF2014-Preliminary info on speakers and guests
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di Aurica Livia D’Alotto e Gaetano Mauro Potenza Tecnicamente il MUOS (Mobile User Objective System ) è una “stazione di telecomunicazioni satellitari” formata da tre antenne di 18,4 metri di diametro e due torri radio alte 149 metri della Marina militare degli Stati Uniti. Il MUOS è un sistema ad altissima frequenza (da 300 MHz a 3 GHz) dell’impianto SATCOM al servizio del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Dopo la prima parte di questo studio (si veda “Muos: Pilastro delle telecomunicazioni Usa?”), qui ci addentriamo in problematiche inerenti la diatriba della competenza tra Stato e Regione, ed il conflitto tra Diritto alla salute e Ragion di Stato. muos_pt2
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di Wang Jinbo Traduzione di Armida Pia Faienza Non c’è dubbio che i nuovi standard e le nuove regole guidati e stabiliti dal TPP, TTIP, TISA e BIT 2012 forniranno nuove strutture guida verso il nuovo round di negoziati del commercio mondiale e getteranno le basi per permettere agli Stati Uniti (e per certi versi all’Europa), di giocare un ruolo “dominante” nello sviluppo di norme globali Attualmente, un nuovo modello di cooperazione regionale nella regione Asia-Pacifico è in corso, per cui il Trans-Pacific Partnership Agreement (TPP), il Regional Comprehensive Economic Partnership Agreement (RCEP) e il China-Japan-Korea (CJK) FTA corrono in parallelo. Come mantenere in equilibrio e gestire le relazioni tra sistemi di cooperazione regionale è di vitale importanza per la partecipazione della Cina e la promozione del processo di integrazione regionale, così come per la sua posizione di maggior rilievo nella cooperazione regionale dell’Asia Pacifica. Nel frattempo, la riorganizzazione del commercio internazionale e delle regole per gli investimenti guidati da TPP, dal Trans-Atlantic Trade and Investment Partnership Agreement (TTIP) e dall’ Agreement on Trade in Services (TISA) sta diventando un nuovo ed importante fattore esterno per lo sviluppo futuro della Cina, esercitando un impatto sul suo piano economico, sull’orientamento e sulla posizione strategica nell’amministrazione dell’economia globale. I. Nuova tappa per la riorganizzazione della cooperazione dell’Asia Pacifica Dal quando, nel 2009, gli Stati Uniti hanno iniziato a fare perno sull’Asia e hanno reso il TPP la via principale per l’integrazione economica dell’ Asia Pacifica, la cooperazione regionale è entrata in una nuova fase di “ristrutturazione”. Negli anni a venire, quando la cooperazione regionale sarà guidata dalla competizione, TPP, RCEP e CJK FTA coesisteranno e si svilupperanno fianco a fianco. I cambiamenti sullo scenario dell’Asia orientale e dell’Asia Pacifica provocati dal TPP, porranno inevitabilmente nuove sfide alle strategie dell’ integrazione della Cina e ai principi di progressiva integrazione regionale dell’ASEAN. Un nuovo modello basato su un duplice regime caratterizzato da un forte TPP e da un debole RCEP potrebbe affermarsi nella regione dell’Asia-Pacifico. La traiettoria transpacifica e quella dell’Asia orientale potrebbero convergere nella stessa destinazione attraverso cui gli obiettivi dell’APEC, per l’integrazione economica della zona Asia- Pacifico, saranno alla fine raggiunti. Ad ogni modo, ci sono svariati problemi e sfide riguardo al fatto per cui il TPP possa diventare la via preferita per l’integrazione economica e se il RCEP si trasformerà in un’architettura integrata per la regione. Servendo da base economica a sostegno della strategia americana di riequilibrio in Asia, il TPP, nell’alterare i modelli di cooperazione della regione dell’Asia-Pacifico, sta esercitando diversi impatti sulle possibili forme di integrazione dell’Asia orientale come CJK FTA e il RCEP. Il TPP è un accordo commerciale globale, di alto livello, a livello regionale guidato dagli USA, il quale è basato su un accordo di libero scambio tra i 4 Paesi del Pacifico (Singapore, Nuova Zelanda, Brunei e Cile conosciuti come la P4). Con la forte spinta di Washington e la sua leadership, sono stati condotti 19 round di negoziati e gli Stati membri per...
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Segnaliamo che nel corso dell’evento interverrà il nostro Responsabile dell’Area Mediterraneo, Enrico Galoppini.   Fondazione Eni Enrico Mattei / Economy and Society Programme Butera (Caltanissetta), 1-4 luglio 2014   La Summer School è rivolta a studenti universitari, società civile, centri di ricerca e istituzioni.   Saranno ammessi fino a un massimo di 25 partecipanti. Le lezioni saranno tenute in lingua inglese e italiano.   La Summer School è gratuita, previa richiesta di partecipazione e invio del curriculum vitae entro e non oltre mercoledì 25 giugno 2014 all’indirizzo es@feem.it, indicando “Candidatura Summer School” nell’oggetto del messaggio. Per ulteriori informazioni e visionare il programma completo, scaricare gli allegati. Si visiti inoltre il sito della Fondazione Eni Enrico Mattei.   Di seguito il programma della Summer School   ES_SummerSchool_Programma REV   e la locandina   ES_SummerSchool_Locandina
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Lo scorso 16 maggio, il Polo Universitario Città di Prato (PIN) ha salutato il seminario conclusivo del corso CEDIC (Cultura, Economia e Diritto nei processi di Internazionalizzazione verso la Cina) del 2014. Giunto ormai alla sua quinta edizione, questo master di alta formazione rappresenta un fiore all’occhiello per la Facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Firenze, capace di attrarre non solo gli studenti dell’Ateneo provenienti dai diversi corsi delle scienze aziendali, giuridiche e politiche ma anche imprenditori o avvocati già presenti nel mondo del lavoro e a vario titolo impegnati nell’ambito delle relazioni commerciali con la Repubblica Popolare Cinese. Coordinato dal direttore del CEDIC, Daniela Toccafondi, e sviluppato dal Prof. Simone Guercini, l’incontro ha registrato la consegna degli attestati finali, conseguiti dagli studenti nel corso dell’anno. Numerose le autorità istituzionali locali che hanno voluto porgere le proprie congratulazioni agli artefici di questo ennesimo successo targato PIN, tra le quali Vinicio Biagi, per la Regione Toscana, Rita Pieri, Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Prato, e Fabia Romagnoli, Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato. Tra gli ospiti “esterni” hanno preso  la parola Yang Han, Segretario del Consolato della Repubblica Popolare Cinese a Firenze, che ha presentato la situazione economica cinese, la linea diplomatica di Pechino e il livello dei rapporti sino-italiani, ed Andrea Fais, collaboratore del quotidiano cinese “Global Times” e del CeSEM per l’area eurasiatica, che ha introdotto la recente pubblicazione La Via della Seta. Vecchie e nuove strategie globali tra la Cina e il bacino del Mediterraneo in un’omonima relazione, affrontando a grandi linee i temi geopolitici e culturali alla base del ritrovato ruolo cinese nello scenario internazionale. L’intervento finale del Prof. Guercini ha calamitato l’attenzione del pubblico per la perizia con cui ha evidenziato lo sviluppo recente di una nuova classe media cinese e le sue principali ripercussioni sul piano della domanda e dell’offerta.
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Giovedì 22 maggio alle ore 18:00, presso l’Aula D1 al primo piano della Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori in via Filzi 14 a Trieste, il Centro Studi Eurasia-Mediterraneo (www.cese-m.eu) presenta il numero 1/2014 di Eurasia. Rivista di studi geopolitici, intitolato “Rifondare l’Unione Europea” (www.eurasia-rivista.org). Alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, la rivista “Eurasia” ha inteso concentrarsi sulle vicende istituzionali e geopolitiche che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’integrazione europea, la quale è, però, giunta ad un punto critico che ne sta evidenziando alcune delle tare originarie. Da un lato, infatti, l’UE si dimostra appiattita nelle sue scelte strategiche sulle posizioni degli Stati Uniti d’America, non sempre coincidenti con gli interessi europei, dall’altro i suoi assetti economici stanno creando una sempre più diffusa situazione di disagio sociale. I vari articoli, che passano in rassegna queste ed altre problematiche, verranno illustrati da Lorenzo Salimbeni, redattore di “Eurasia”, e Marco Bagozzi, collaboratore della rivista.