La visita del Ministro degli Esteri Wang Yi in Europa evidenzia l’impegno della Cina nel rafforzare i legami con il nostro continente, sottolineando l’importanza di un dialogo costruttivo e della collaborazione per affrontare le sfide globali e superare le divergenze.
BRICS+
Il presidente della Moldavia Maia Sandu ha dichiarato che intende sancire nella costituzione l’irreversibilità del processo di adesione all’Unione Europea attraverso un referendum.
Sebbene le relazioni diplomatiche tra la Repubblica Popolare Cinese e Israele siano state ufficializzate solo nel gennaio 1992, i legami con la Palestina risalgono al 1965, anno in cui l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina ha aperto un ufficio di rappresentanza in Cina. A partire dal 1978, l’impegno cinese nel Medio Oriente è stato prevalentemente volto a massimizzare i benefici economici nazionali.
Il Ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov, ha rafforzato i legami con Cuba e il Venezuela durante la sua visita, discutendo di cooperazione economica e politica, ed evidenziando la volontà di resistere alle pressioni esterne e di promuovere un ordine mondiale più equo.
In seguito al suo presunto avvelenamento, Aleksej Naval’nyj è stato proclamato nuovo santo martire dell’ideologia liberal-liberista dalla stampa occidentale, che lo descrive erroneamente e faziosamente come “leader dell’opposizione” in Russia.
Levante, l’alba di un nuovo giorno | "Mosca vince contro il Novichok".
Con Fulvio Scaglione (giornalista), Michele Putrino (scrittore), Stefano Vernole (analista geopolitico). Conduce Margherita Furlan.
L’Anno del Drago 2024 porta gioia e auspici in Cina e Vietnam con celebrazioni ricche di tradizioni millenarie e messaggi di speranza.
Il video contiene un’intervista a Giulio Chinappi, insegnante e analista che vive e lavora in Vietnam, collabora con La Città Futura e altre testate, sulla complessa situazione in Estremo oriente e nell’Asia meridionale, in cui si confrontano varie potenze emergenti quali Cina, India, Vietnam.
Presto saranno passati due anni da quando la Russia ha scatenato una sanguinosa guerra in Ucraina. Nel febbraio 2022, l'intero spazio post-sovietico è entrato in una zona di turbolenza e nessuno sa quale sarà la via d'uscita. A marzo, in Russia si terranno le elezioni presidenziali, e anche questo non induce nessuno all'ottimismo. Abbiamo invitato Pavel Zarifullin, uno dei sostenitori dell’Eurasiatismo e direttore del Centro Lev Gumilëv di Mosca, per parlare di ciò che sta accadendo al nostro vicino, che condivide un confine di 7.500 chilometri con il Kazakistan.
L’Europa è finita, e i vantaggi geografici e culturali della Russia fanno sì che non debba affondare con la nave che affonda. Uno scritto del professor Sergey Karaganov, presidente onorario del Consiglio russo per la politica estera e di difesa e supervisore accademico presso la Scuola superiore di economia e affari esteri (HSE) di Mosca.