Il Ministro degli Esteri del Vietnam Bùi Thanh Sơn ed il suo omologo cinese Wang Yi si sono incontrati nella provincia del Guangxi, promuovendo il rafforzamento dei legami bilaterali e discutendo questioni di cooperazione strategica ed economica.
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L’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e l’ex presidente taiwanese Ma Ying-jeou riflette l’importanza del dialogo tra Pechino e Taipei per promuovere la stabilità e la cooperazione nella regione, in contrasto con la destabilizzazione causata da forze esterne.
Di seguito la traduzione delle osservazioni dell’Ambasciatore Dai Bing, Chargé d’Affaires ad interim della Missione Permanente della Repubblica Popolare Cinese presso le Nazioni Unite, durante la riunione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sull’uso del veto.
Dal 22 marzo, l’attacco al Crocus City Hall di Mosca ha sollevato interrogativi sulle sue origini. Gli Stati Uniti, pur essendo a conoscenza della minaccia, hanno fornito informazioni vaghe all’intelligence russa. Tale atteggiamento solleva sospetti sul loro coinvolgimento diretto o indiretto, o quanto meno sulla reale volontà di prevenirlo.
Perché l'onnipresente, massiccia e uniforme propaganda che vuole la Russia come minaccia contro la NATO è un'assurdità. Come si fa invece un'analisi della minaccia credibile e di qualità professionale. Perché decidere le spese militari in percentuale del PIL è un'assurdità esemplare. Perché la NATO non può essere definita "difensiva" e 17 ragioni per cui la Russia non è una minaccia per la NATO o per gli Stati neutrali.
L’attribuzione dell’attentato di Mosca all’ISIS viene considerata dalla Russia come una forma di depistaggio da parte degli Stati Uniti, ma anche l’eventuale colpevolezza degli estremisti islamici non scagionerebbe del tutto Kiev e Washington.
Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, il confronto ideologico mondiale della Guerra Fredda terminò lasciando, di fatto, gli Stati Uniti come vincitori e apparentemente come unica grande potenza, egemone ed imperialista sullo scacchiere politico internazionale; in virtù del nuovo scenario internazionale e poiché l’interesse africano degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda era stato principalmente dettato dalle esigenze di dare una risposta al coinvolgimento dell’URSS nel continente, l’Africa perse inevitabilmente il suo posto nelle proiezioni strategiche statunitensi per l’era post-guerra fredda e, conseguentemente, finì ai margini rispetto al palcoscenico illuminato dalla Storia.
L’Italia è l’unico Paese europeo ad avere con la Cina una relazione culturale e storica, che risale a Marco Polo (Venezia, 1254-1324) e Matteo Ricci (Macerata, 1552 – Pechino, 1610) ed è proseguita anche a seguito dell’istituzione della Repubblica Popolare Cinese (1949), grazie a figure politiche di spicco come Pietro Nenni, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira ed Enrico Mattei. Nel 1952 Ferruccio Parri fondò il Centro studi per lo sviluppo delle relazioni economiche e culturali con la Cina.
Negli ultimi sei decenni, le relazioni tra Iran e Arabia Saudita sono state accompagnate da varie fluttuazioni, mentre le relazioni diplomatiche si sono interrotte più volte[1] (nel 1942 e due volte dopo la Rivoluzione Islamica del 1979).
L’attentato terroristico al Crocus City Hall di Mosca ha sollevato dubbi sul coinvolgimento dell’Ucraina, che negli ultimi anni ha utilizzato il terrorismo come parte integrante della propria strategia bellica contro la Russia, ottenendo anche il sostegno degli Stati Uniti.