Da quell’ormai lontano 2013, il progetto della Belt and Road Initiative (inizialmente noto come One Belt, One Road, “una cintura, una via”) ha preso sempre più forma e, in una decade, ha espanso i propri orizzonti e programmi con il fine di dar vita nuovamente all’antica via della seta; ma, mentre quest’ultima aveva anticamente l’obiettivo principale di connettere l’Est e l’Ovest così che le diverse civiltà sviluppatesi lungo questo asse commerciale potessero comunicare e prosperare con gli scambi reciproci, l’obiettivo della Nuova Via della Seta è quello di dotare la Cina di un supporto che le permetta di aprirsi al mondo esterno. Per poter fare ciò, la Cina ha puntato a facilitare la connettività e l’efficienza delle rotte commerciali, diminuendone i costi per il trasporto delle merci, nonché garantendo la sicurezza delle significative importazioni cinesi e dei flussi di esportazione. Nel 2013, il Presidente Xi Jinping introdusse questo progetto spiegando il doppio volto della Belt and Road Initiative, secondo la quale, con “Belt” si voleva intendere la Silk Road Economic Belt, vale a dire la “zona economica della via della seta”, riferita alle tratte terrestri, mentre per “Road”, il riferimento era alle rotte marittime, dunque alla 21st Century Maritime Silk Road, la “rotta marittima del 21esimo secolo”.
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Durante la visita in Indonesia, il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha esortato alla collaborazione per preservare la pace nel Mar Cinese Meridionale, mentre gli analisti avvertono sulle conseguenze di alleanze sbagliate, soprattutto alla luce della politica intrapresa dalle Filippine. Di seguito la traduzione dell’articolo del Global Times.
Quella del 14 aprile non è stata una notte qualunque, ma una notte storica che riscriverà il futuro del Medio Oriente e del mondo. È stata la notte in cui l'aeronautica iraniana, direttamente dal suolo iraniano, ha lanciato 300 missili e droni diretti a specifiche installazioni militari in Israele. L'Iran ha distrutto con successo questi obiettivi, uno dei più significativi dei quali era la base militare che aveva lanciato il vile attacco di Israele al consolato iraniano a Damasco. Le strade iraniane non erano le uniche a festeggiare questa grande vittoria sul regime di occupazione; la maggior parte delle città arabe e islamiche rimasero sveglie, con gli abitanti che gridavano i takbir a sostegno del trionfo iraniano.
La recente escalation del regime sionista contro la Repubblica Islamica dell'Iran è considerata un'avventura non calcolata per il nemico. Il bombardamento da parte di aerei da guerra israeliani dell'edificio consolare iraniano in Siria, che ha portato al martirio di sette consiglieri militari iraniani, tra cui due alti comandanti, non è un evento isolato, ma piuttosto la continuazione dei tentativi del regime di occupazione di sfuggire alla sua storica sconfitta a Gaza e di coprire le crisi interne che Israele sta vivendo, nonché di uscire dall'isolamento internazionale attraverso atti terroristici senza precedenti.
Una recente indagine di Canard Enchaîné svela i retroscena di una possibile offensiva americana volta a spezzare l’alleanza strategica tra Framatome, società francese, e Rosatom, colosso russo del nucleare civile. Un eventuale cambio di fornitore ridefinirebbe i confini della sovranità nucleare europea in questa guerra economica dichiarata dagli Stati Uniti, a vantaggio della Westinghouse americana.
Negli ultimi anni, il regime israeliano ha leso gli interessi della Repubblica islamica dell’Iran in vari modi, in violazione palese dei principi fondamentali del diritto internazionale e delle norme consuetudinarie, tra cui i numerosi sabotaggi negli impianti nucleari adibiti ad uso pacifico dell’Iran, gli attacchi cibernetici alle infrastrutture del paese, l’assassinio mirato di un gran numero di esperti e scienziati nucleari dell’ Iran e, più recentemente l’ attacco terroristico contro l'edificio dell’Ambasciata della R.I.dell’ Iran a Damasco.
Cina e Vietnam hanno concordato di istituire una nuova linea diretta di comunicazione nel Mar Cinese Meridionale, suscitando speculazioni su un messaggio rivolto alle Filippine mentre crescono le tensioni tra Manila e Pechino. Di seguito la traduzione dell’articolo pubblicato dal South China Morning Post.
In questa intervista rilasciata al Global Times, l’ex presidente filippino Duterte esprime gratitudine per la fratellanza con la Cina, mentre critica la politica estera filo-statunitense dell’attuale governo e promuove un dialogo amichevole con Pechino per risolvere le tensioni bilaterali.
La guerra tra NATO e Russia, con l’Ucraina in mezzo, persiste mentre l’Occidente cerca di indebolire la Russia con tattiche ibride. La Cina, pur sostenendo la Russia, vuole garantire la sovranità dell’Ucraina, e resta preoccupata per possibili tensioni future legate alle risorse dell’Asia centrale. L’intervista di Alessandra Ciattini a Giulio Chinappi.
Lo scorso 7 aprile ad Asmara il Presidente eritreo Isaias Afewerki e l'inviato speciale della Cina per il Corno d'Africa, Xue Bing, hanno discusso dei rapporti bilaterali sino-eritrei e delle gravi ed attuali questioni regionali ed internazionali.