22 Luglio 2026

zimbabwe

zimbabwe-map
Articolo originale: https://zimbabweland.wordpress.com/2017/01/16/what-will-the-inauguration-of-president-trump-bring-to-africa/ Questo post è stato scritto da Ian Scoones, apparso su Zimbabweland e ospitato su Centro Studi Eurasia e Mediterraneo. Donald Trump si è insediato come Presidente degli Stati Uniti d’America. C’è stata molta speculazione intorno alle sue posizioni in politica estera, supponendo che il nome di Rex Tillertson, capo dell’industria petrolifera, venga confermato come Segretario di Stato. Mettere gli interessi dell’America per primi significherà certamente assumere una posizione che guardi all’interno dei propri confini, concentrata sulle preoccupazioni domestiche. La globalizzazione e l’internazionalismo liberale e compassionevole non saranno in agenda. L’Usaid, agenzia degli aiuti, probabilmente apparirà molto diversa e verrà data poca attenzione agli accordi commerciali preferenziali. Debole sarà la diffusione della buona governance, democrazia, diritto e sicurezza alimentare; invece, il supporto per gli interessi commerciali statunitensi sarà dominante (anche se questi, naturalmente, erano difficilmente assenti prima). Qualcuno ha sostenuto che la presidenza Trump vedrà la fine dell’idea di Occidente – la grande alleanza di interessi politici, commerciali e militari post-guerra, generata dalle politiche globaliste neoliberali che ha contribuito a forgiare istitutizioni multilaterali, patti commerciali e accordi su politiche sociali e ambientali. Tutto questo è sotto minaccia? In qualche modo ne dubito. Non importa il potere indiscusso della presidenza degli Stati Uniti, ci sono molte altre forze in gioco che vedremo queste alleanze tenere, anche se trasformate nei loro obiettivi, membership e supporto. Quello che è certo è che la geopolitica sarà differente. Nel momento in cui le prospettive per il vecchio ordine mondiale sembrano minacciate, e molti ne temono le conseguenze per il commercio globale, la pace e la stabilità, nuove disposizioni dovranno essere forgiate. Già Trump ha messo in allarme il mondo con le relazioni con la Russia di Putin, pregando per il Pakistan, e impegnandosi direttamente con Taiwan, così come così ha minacciato l’impegno su accordi duramente conquistati in materia di commercio e di cambiamento climatico. Di sicuro, lo status quo è in procinto di essere gravemente perturbato.   Opportunità per l’Africa? Per alcuni questo potrebbe essere qualcosa di positivo. L’intromissione in terre straniere da parte potenze occidentali, guidate dagli Stati Uniti, è stat spesso mess in discussione da coloro che sostengono un nuovo ordine post-coloniale in cui l’aiuto non è visto come un percorso per imporre valori liberali e occidentali. Piuttosto, una maggiore indipendenza ed autonomia geopolitica e commerciale possono aprire nuove strade. Certamente, molti in Africa, incluso lo Zimbabwe, molti si sono rivolti ad est sia per supporto sia economico che politico. La Cina, come grande superpotenza in competizione nel ventunesimo secolo, ha grandi ambizioni in Africa. La Repubblica Popolare Cinese guarda lontano e sta investendo capitali in campo sociale, politico, culturale ed economico in tutta l’Africa. Già la presenza statunitense nel continente appare differente e questa sta di nuovo cambiando. Tuttavia, una nuova posizione degli Stati Uniti potrebbe portare opportunità per l’Africa. Nonostante la retorica bellicosa, Trump è chiaramente un pragmatico, atteggiamento che gli deriva dall’esperienza con cui ha costruito il suo impero economico. Lavora da istinto, i contatti personali diretti e le relazioni sono fondamentali, e la politica altisonante è secondaria. In molti modi Trump è più...