Fino ad oggi, all’esperienza ventennale della riforma del “Doi Moi” in Vietnam è seguita una situazione di pieno ottimismo riguardante la performance economica. Da Paese povero, il Vietnam ha velocemente spinto sé stesso verso un medio sviluppo economico arrivato grazie un miglioramento dell’indice della crescita del PIL medio del 6,13% durante gli anni 2000. Le ultime statistiche mostrano un raggiungimento del PIL pari a 171,39 miliardi di dollari, equivalente a 1740 dollari pro-capite. [1] Tutto ciò evidenzia un insperato successo per il Vietnam. Come negli ultimi vent’anni, osserviamo anche un cambiamento della struttura economica. Il Vietnam si muove da una economia basata sull’agricoltura ad una moderna, basata su industria e produzione di maggiori servizi rispetto a quelli agricoli. Questo è stato ovviamente rilevato dal contributo che i settori dell’industria e dei servizi hanno fornito alla crescita del Pil. Inoltre, l’industria è realmente all’apice del suo sviluppo poiché, specialmente quella petrolifera, delle costruzioni, del vestiario e del tessile, sono state considerate per la maggior parte in pieno sviluppo. Negli ultimi anni, la Nazione è stata riconosciuta per la sua reputazione di esportatore agricolo o come polo attrattivo per gli investimenti stranieri. Tuttavia, mai come nell’ultimo periodo l’inquinamento ambientale è continuamente peggiorato. La biodiversità ecologica del Vietnam è stata minacciata seriamente e l’inquinamento atmosferico, delle risorse idriche e del suolo, sono divenute un comune fenomeno. Le tante spiegazioni per questa triste situazione arrivano dalle attività economiche o, più precisamente, dall’espansione industriale alla ricerca di nuove risorse naturali. In più, tutti gli indicatori connessi all’incremento del degrado ambientale aumentano parallelamente a quelli della crescita economica, dopo essere rimasti immutati in passato quando la crescita economica era abbastanza bassa. Ciò serve a provare una definitiva relazione tra crescita economica ed inquinamento ambientale. Tali fenomeni sembrano svilupparsi con simili parametri, direttamente proporzionali tra di loro. I più importanti ricercatori hanno studiato i dati dell’inquinamento e l’impatto nel reddito pro-capite della popolazione. Le forme di inquinamento maggiori riguardano il NO2, SO2, CO e i rifiuti. In Taiwan, la ricerca ha mostrato la relazione tra CO, NO2 ed il Pil pro-capite. Quest’ultima, elaborando i dati su NO2 e CO, ha dimostrato che essi equivalgono rispettivamente a 384.000 di dollari tailandesi (equivalente a 12.800 dollari americani nel 1996) e 205.000 Dollari tailandesi (equivalente a 6.833 dollari americani nel 1996). Questi grafici trovano riscontro negli avvenimenti reali degli anni Novanta in Taiwan, quando il Dipartimento di Protezione Ambientale aveva varato una nuova regolamentazione e duratura installazione di speciali misure volte alla riduzione dell’emissioni di NO2 e CO. Il miglioramento nell’inquinamento atmosferico è stato rilevato quando l’economia ha raggiunto questi punti di svolta. Lo stesso risultato è stato raggiunto in negative ricerche in altre aree. Tali circostanze trovano riscontro nel momento in cui il miglioramento ambientale varia spesso tra l’alto livello dei 3.000-1.5000 dollari americani. Le città con un annuale reddito pro-capite inferiore ai 1.000 dollari americani, infatti, soffrono spesso di un forte livello di inquinamento avendo poca esperienza riguardante politiche volte al miglioramento ambientale; altre città con un...