6 Settembre 2026

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Quest’anno scadono gli Obiettivi di sviluppo del Millennio, e la comunità globale è pronta a mettere a punto dei nuovi obiettivi di sviluppo a settembre, al summit delle Nazioni Unite a New York. La terza conferenza internazionale sul finanziamento per lo sviluppo, tenutasi ad Addis Abeba la settimana scorsa, ha posto le basi per ulteriori dialoghi su come porre fine alla povertà estrema e perseguire gli altri obiettivi dopo quelli del Millennio. La terza conferenza internazionale sul finanziamento per lo sviluppo (FfD3) è iniziata il 13 luglio 2015 nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba, ed è finita il 16 luglio 2015. La conferenza globale, la prima nel continente africano, ha attratto quasi 5000 delegati da tutto il mondo. I delegati comprendevano capi di Stato, ministri delle finanze, degli affari esteri, e della cooperazione allo sviluppo, rappresentanti delle organizzazioni della società civile e il settore commerciale. Questo dimostra come gli Obiettivi di sviluppo sostenibile del post 2015 vengano presi seriamente. La scelta di Addis Abeba come sede per questa conferenza internazionale è ben giustificata: la capitale dell’Etiopia è una città molto sicura ed è la sede di grandi organizzazioni internazionali come l’Unione africana (UA) e la Commissione economica per l’Africa (UNECA, dall’acronimo inglese di United Nations Economic Commission for Africa). Ha un’ottima infrastruttura e può essere presa a modello di come i finanziamenti utilizzati in modo mirato possano stimolare investimenti massicci e lo sviluppo urbano. Rappresenta anche il fulcro e il punto d’incontro per il Corno d’Africa allargato, all’interno dei grandi blocchi regionali della Comunità dell’Africa orientale (anche se l’Etiopia non è ancora membro) e del Mercato comune dell’Africa orientale e meridionale (COMESA, dall’acronimo inglese di Common Market for Eastern and Southern Africa). Tutti i grandi hotel internazionali di Addis sono stati inondati di attività per gli eventi collaterali diffusi nella città: il Radison Blue Hotel, l’Hilton Hotel, il Jupiter Hotel, l’Hotel Intercontinental, e così via. Qual è l’obiettivo principale del FfD3? Le risoluzioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite (68/204 e 68/279), che specificano i termini di riferimento della conferenza, hanno identificato tre principali aree su cui concentrarsi: 1. Valutare il progresso fatto dall’implementazione del Consenso di Monterrey e della Dichiarazione di Doha, identificando gli ostacoli e le limitazioni trovati nel raggiungimento dei traguardi e degli obiettivi accordati, così come azioni ed iniziative per superare queste limitazioni; 2. Indirizzare questioni nuove ed emergenti incluse nel contesto dei recenti impegni multilaterali per promuovere la cooperazione internazionale allo sviluppo; l’attuale panorama di cooperazione allo sviluppo in evoluzione; la connessione tra tutte le fonti di finanziamento allo sviluppo; le sinergie tra gli obiettivi di finanziamento lungo le tre dimensioni di sviluppo sostenibile; la necessità di supportare il programma di sviluppo delle Nazioni Unite oltre il 2015. 3. Rinvigorire e rafforzare il processo di finanziamento per lo sviluppo. Nel settembre del 2015 le Nazioni Unite terranno un summit per concordarsi sugli obiettivi di sviluppo sostenibile come séguito al programma del post 2015. La linea guida è quella di chiamare la comunità globale a combattere la...
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(Sudafrica, 2 Giugno) Secondo il nuovo rapporto Oxfam rilasciato in data odierna [2 giugno, ndt], intitolato: “Africa: l’ascesa per pochi”(1), 11 miliardi di dollari sono stati sottratti all’Africa nell’arco dell’anno 2010, grazie all’utilizzo di uno tra i tanti trucchi usati dalle multinazionali per ridurre le imposte. Tale cifra, è sei volte l’equivalente dell’importo che sarebbe necessario a colmare il vuoto di fondi nel sistema sanitario di Sierra Leone, Liberia, Guinea, Guinea Bissau, tutti Stati in cui è presente l’ebola. Le scoperte dell’Oxfam arrivano in corrispondenza dell’imminente partecipazione dei leader politici ed economici al 25° World Economic Forum Africa, che si terrà in Sudafrica. Il tema principale dell’incontro sarà come assicurare l’ascesa economica dell’Africa e conseguire uno sviluppo sostenibile. E’ necessaria una riforma del sistema di tassazione globale, affinché l’Africa possa pretendere i fondi che le spettano – tra l’altro, è necessaria per affrontare l’estrema povertà e disuguaglianza – e diviene realmente determinante se il continente deve continuare la sua crescita economica. L’Oxfam ha richiesto a tutti i governi, la presenza dei capi di Stato e dei ministri delle finanze in vista della Financing for Development Conference che si terrà a luglio in Etiopia. La conferenza di Addis Abeba stabilirà le modalità con cui il mondo finanzierà lo sviluppo per i prossimi vent’anni; questa è un’opportunità per i governi, affinché inizino a elaborare un sistema globale di tassazione più democratico ed equo. Winnie Byanyima, direttore esecutivo internazionale dell’Oxfam, ha dichiarato: “L’Africa sta subendo un’emorragia di miliardi di dollari, a causa dei trucchi usati dalle multinazionali per imbrogliare i governi africani, lasciandoli senza le entrate dovute, dal momento che non pagano la loro giusta quota di tasse. Se le entrate delle tasse fossero investite in educazione ed assistenza sanitaria, le società e le economie prospererebbero ulteriormente in tutto il continente”. Nel 2010, l’ultimo anno di cui sono disponibili i dati, le compagnie multinazionali hanno evitato di pagare tasse per un ammontare di 40 miliardi di dollari statunitensi, grazie ad una pratica chiamata trade mispricing – nella quale una compagnia stabilisce prezzi artificiali per i beni e servizi venduti tra le proprie sussidiarie, al fine di evitare la tassazione. Con le corporate tax rates che hanno una media pari al 28% in Africa, ciò equivale a 11 miliardi di dollari statunitensi come entrate sotto forma di tasse. Il trade mispricing è solo uno dei trucchi che le multinazionali usano per non pagare la loro quota giusta di tassazioni. Secondo l’UNCTAD, i paesi in via di sviluppo nella loro totalità, perdono, secondo una stima, 100 miliardi di dollari l’anno attraverso un altro set di schemi che permettono di evitare i pagamenti, coinvolgendo i paradisi fiscali. Le compagnie fanno una dura attività di lobbying per avere agevolazioni fiscali come ricompensa per basare e mantenere le loro attività nelle nazioni africane. Le agevolazioni fiscali fornite alle sei più grandi compagnie di estrazione mineraria in Sierra Leone, raggiungono il 59% del budget totale della nazione o equivalgono a 8 volte il budget sanitario statale. Byanyima ha...
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Il Kazakistan si sta trasformando da leader come importatore di investimenti a grande investitore nelle economie straniere. Il volume totale dei suoi investimenti ha raggiunto, approssimativamente, 30 miliardi di dollari, in gran parte depositati nelle nazioni confinanti e in quelle dell’Europa dell’Est, ma ora, il Kazakistan, sta rivolgendo il suo sguardo all’Africa. Il Kazakistan si sta adoperando per espandere la sua cooperazione con le nazioni africane a livello globale. Questo è quanto ha dichiarato il Ministro kazaco degli Affari Esteri Erlan Idrissov ad alcuni giornalisti africani che hanno partecipato al recente Astana Economic Forum (AEF) il 21 e il 22 di maggio. Mentre una cooperazione degna di nota tra la sua nazione e il continente africano non si è sviluppata per svariati motivi, inclusa la lontananza geografica di tali Stati, l’assenza di collegamenti diretti a livello di trasporti, la mancanza di un accesso al mare e di informazioni su di essi, le relazioni stanno comunque procedendo. I suoi punti, sono stati consolidati dall’apertura di ambasciate nella Repubblica del Sudafrica (SAR) e in Etiopia negli anni 2013-2014, in maniera tale da intensificare le relazioni bilaterali. “Il continente africano non è più lo stesso di prima. Ora tutto sta mutando”, ha commentato Idrissov. “Il nostro Stato intende incrementare ed ampliare la sua presenza attraverso centri sub-regionali del continente”. Nel 2013 il Kazakistan ha ricevuto lo status di osservatore presso l’Unione Africana (AU). Astana è anche una sostenitrice dell’interazione attiva tra l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) e l’AU, in merito alle questioni sulla risoluzione dei conflitti africani e sull’assicurare relazioni interetniche e dialogo interreligioso, eliminazione della povertà, dell’analfabetismo, come anche della lotta contro malattie e patologie varie. Il coinvolgimento kazaco nelle dinamiche regionali e globali, offre la possibilità di avere informazioni sotto molteplici sfaccettature e l’avvicinamento alla risoluzione dei problemi di sicurezza internazionale che hanno a che vedere con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UN). L’Africa ha importanti risorse naturali e un grande mercato per differenti beni industriali e agricoli. Secondo qualche autorevole centro di ricerca internazionale, nel XXI secolo, il continente africano occuperà una posizione di leader nei suoi tempi di sviluppo economico, e potrà così divenire il più importante partner commerciale e destinazione economica per gli affari kazachi. Gli esperti ritengono, che se gli attuali tempi di sviluppo rimangono costanti, entro il 2025, alcuni Stati africani raggiungeranno la condizione di uno Stato con una popolazione dal reddito nella media. “Gli affari si spostano dove c’è trasparenza. Per fare affari, ci sono ancora troppo poche informazioni sull’Africa”, ha dichiarato Idrissov. “La stessa cosa vale per gli Stati africani: non sanno molto sul Kazakistan”, ha aggiunto. La stabilità politica del Kazakistan e i risultati raggiunti nel campo dell’agricoltura, delle tecnologie e della finanza, comunque, possono assicurare una futura cooperazione di successo tra lo Stato ed il continente. Il Kazakistan si sta trasformando da leader come importatore di investimenti a grande investitore nelle economie straniere. Il volume totale dei suoi investimenti ha raggiunto, approssimativamente, 30 miliardi di dollari, in gran...