13 Giugno 2026

riforma energeticsa

messico_bandiera
di Giulio Chinappi Il referendum per la revoca del mandato presidenziale di Andrés Manuel López Obrador ha rappresentato una dura sconfitta per l’opposizione. Il governo può ora proseguire con le sue riforme, in particolare quella energetica. In carica dal dicembre 2018, il presidente del Messico, Andrés Manuel López Obrador, resterà in carica fino al 2024 dopo aver vinto in maniera netta la consultazione sulla revoca del mandato tenutasi domenica 10 aprile. Questo tipo di referendum è previsto in alcuni Paesi dell’America Latina, come il Venezuela, al termine della prima metà del mandato presidenziale, ma non era mai stata tenuta nella storia del Messico. Il referendum, va detto, ha visto un’affluenza alle urne molto bassa, pari al 17,78% degli aventi diritto, ma tra questi il 93,45% ha espresso il proprio voto in favore della continuazione del mandato del presidente progressista. Coloro che vorrebbero la fine immediata del mandato di AMLO sono dunque molto pochi, e comunque il referendum è rimasto ben distante dal quorum previsto del 40%. Questo significa che la maggioranza della popolazione non ha ritenuto opportuno spendersi per un’eventuale revoca del mandato del presidente in carica, il che rappresenta una testimonianza indiretta di sostegno al governo. Il sostegno al governo di López Obrador, al quale partecipa anche il Partido del Trabajo (PT), si deve soprattutto agli effetti positivi che le sue politiche hanno avuto sulle fasce più deboli della popolazione, e per questo stesso motivo viene tanto osteggiato dalla grande borghesia messicana e internazionale, come dimostrano gli articoli pubblicati contro di lui da Forbes. Nonostante la pandemia di Covid-19, il salario medio dei messicani è aumentato del 71% rispetto al 2018, facendo registrare un aumento del potere d’acquisto delle famiglie. Nel 2019, AMLO ha effettuato la chiusura della colonia penale delle Islas Marías, trasformate in una riserva naturale presto accessibile a visitatori e ricercatori. Al di là del dato sull’affluenza, López Obrador ha comunque commentato positivamente lo svolgimento di un referendum che la stampa messicana ha qualificato come storico: “Il popolo ha agito con grande responsabilità, c’erano milioni di messicani. Siamo di fronte a un evento storico, è qualcosa di senza precedenti, per la prima volta si fa una consultazione dei cittadini affinché possano decidere sul governo del presidente, ribadendo che è il popolo che assegna i mandati”, ha affermato il capo di Stato. “Questa è un’esperienza molto positiva per l’applicazione della democrazia partecipativa con la riforma elettorale che presenteremo. Questo obbliga chi è alla presidenza ad agire con rettitudine, onestà, a non voltare le spalle al popolo, a non rubare, a non vedere il bilancio dello Stato come bottino personale, perché il popolo non lo permetterebbe”, ha aggiunto. Il presidente messicano aveva dimostrato la sua volontà di utilizzare con maggior frequenza lo strumento referendario già lo scorso anno, quando promosse una consultazione per apporvare una legge che permettesse di fare luce sui crimini commessi da sei ex capi di Stato nel corso dei loro mandati presidenziali. L’esito del referendum ha certamente dato maggiore forza al governo di López Obrador, che ora potrà procedere con le riforme in programma....