15 Giugno 2026

Missili Ipersonici

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di Patrizio Antonini Articolo pubblicato il 4 Novembre 2020 sul sito internet comedonchisciotte.org Gli scrittori di fantascienza e gli strateghi militari pensavano già molti anni fa – prima degli anni ’80 – ad un sistema di centralizzazione delle informazioni capace di distribuirle, poi, su scala globale alle basi militari in pochi secondi e per mezzo di una intelligenza robotica. Non preoccupatevi, non stiamo per propinarvi una delle solite metafore mozzafiato film-realtà, magari con citazione di Orwell dietro l’angolo che va sempre forte, ma qualcosa di sottilmente diverso: D’altro canto, dagli anni 60′ in poi, gli scrittori di fantascienza hanno mutato il loro paradigma smettendo di ricercare il “sense of wonder” avventuroso di stampo verniano-haggardiano – e per netta conseguenza anche burroughsiano – che è stato sostituito da un’attenzione assidua allo sviluppo tecnologico militare, di guerra psicologica, di intelligence e sorveglianza per orientare la precisione delle loro distopie predittive ( vedi sotto *n.1). Hallison, Silverberg, Gibson, Vinge tra i tanti, sono una cristallina manifestazione di tutto questo. Il discorso è comprensivo anche di logiche non troppo diverse dalla “Dead Hand” tradotto in “Sistema Perimetrale” ovvero quell’arma in grado di innescare missili usata principalmente nella logica di deterrenza “Fail Deadly” durante la Guerra Fredda. Sappiamo bene che il conflitto tra USA e CINA ottemperante ad una linea di sviluppo imparentata con i concetti di guerra fredda ha le tecnologie intelligenti, l’esplorazione spaziale, l’approvigionamento energetico e le criptovalute come obiettivi primari. Le istanze di espansione delle tecnologie intelligenti stanno beneficiando di un potenziamento del tutto accelerato anche in ambito bellico, in aggiunta a quello civile che Shoshana Zuboff ¹  racconta nelle sue inchieste parzialmente toccate anche nel nostro articolo sulla storia partita dal protocollo IPTO e la militarizzazione dei social network. Tra le molte cose che la presunta pandemia è stata in grado di fare vi è quella di provocare un impedimento severo all’efficienza dei membri dei servizi sensibili degli Stati Uniti: US Air force One riportava 33.000 membri estromessi per contagio dalle loro funzioni [1] e quel numero è aumentato. Anche questo, ma ovviamente non solo questo, ha contribuito a convincere il Pentagono a portare avanti una accelerazione di tutte le procedure per il potenziamento delle tecnologie intelligenti in ambito militare finalizzate ad operazioni critiche. Ovviamente gli sviluppi pandemici sembrano aver velocizzato tutto questo, ma non si può ignorare il sentore che la valanga avesse bisogno soltanto di una “spintarella”. Tra le linee di sviluppo in questo ambito sono previste sentinelle robotiche, droni di sorveglianza dei campi di battaglia e sottomarini autonomi. Potremmo certo identificare queste operazioni come l’occasione di imporre un metodo di sostituzione e svecchiamento di alcune armi standard con quelle dotate di I.A., ma il livello ritmico che il Pentagono si prepara ad imporre è probabilmente destinato a crescere non solo nei tempi, ma anche nella capillarità e nel “grado di affidamento” alle I.A. Secondo quelle che vengono definite “Urgenti Questioni di sicurezza per i pericoli che si stanno prospettando” sono in progetto non solo armi ordinarie intelligenti come...