12 Giugno 2026

marine le pen

di Lorenzo Borghi Potenzialmente determinanti per il futuro dell’Unione Europea e della Nato, con l’Ucraina come spettatrice. Questo è quello che accadrà il 24 aprile 2022, la giornata del ballottaggio tra il presidente uscente Macron (europeista) e la solita Le Pen (sovranista). Nella giornata del 24 aprile 2022 i francesi si recheranno alle urne per la seconda volta in un mese per votare il loro futuro Presidente della Repubblica. Alla prima tornata elettorale, il presidente uscente Emmanuel Macron ha conquistato il 28,4%, posizionandosi davanti alla solita Marine Le Pen (23,4%). Fuori da ogni discorso, anche se per pochi punti percentuali (20%), il candidato radicale di La France Insoumise Jean-Luc Mélenchon1. Di conseguenza, Macron e Le Pen, dopo il primo turno, si sfideranno al ballottaggio del 24 aprile, al termine del quale si potrà parlare di una volontà del popolo francese di confermare Macron per un secondo mandato consecutivo o l’intenzione di affidare le redini della presidenza francese all’”immortal sconfitta” famiglia Le Pen, guidata da Marine. Le conseguenze in Ucraina nel caso di un Macron-bis Come ormai evidenziato dallo scoppio della guerra in Ucraina, Macron ha cercato di porsi da principale intermediario tra la Russia, l’Unione Europea e la Nato. I tentativi non sono mai andati a buon fine da diversi mesi a questa parte e, dopo gli avvenimenti di Bucha, Macron ha dichiarato a France 5 di voler interrompere il suo dialogo personale con Putin sino a data da destinarsi2. Di conseguenza ci si trova innanzi a una forte impasse diplomatica caratterizzata dalla netta convinzione francese di continuare con le sanzioni antirusse, forte anche del proprio approvvigionamento interno di energia tramite le centrali nucleari. Questa fermezza e convinzione delle proprie azioni di politica estera sono state ulteriormente evidenziate dalla dura risposta di Macron a Biden sostenendo che l’epiteto “macellaio” utilizzato dal presidente statunitense per descrivere Putin sia esagerato e che lui stesso non lo utilizzerebbe, così come la parola “escalation”. Messaggi chiari di chi è intenzionato a trovare una soluzione pacifica del conflitto, facendo valere la propria posizione anche innanzi al proprio major partner (USA) nella Nato. Quindi, come impatterebbe questo scenario sulle vicende ucraine? Sostanzialmente non si evidenzierebbero repentini cambiamenti nella politica estera francese, eccezion fatta in caso di un netto peggioramento o miglioramento del conflitto ucraino. Sicuramente, a differenza di quanto si evidenzierà successivamente con la Le Pen, lo status quo rimarrebbe pressoché invariato, soprattutto in sede comunitaria. Le conseguenze in Ucraina nel caso della vittoria della Le Pen Diametralmente opposta la visione di politica estera della candidata del Rassemblement National (RN) Marine Le Pen. Dall’alto del suo sovranismo, vede un ruolo diverso per la Francia. Tra i suoi proclami di campagna elettore, infatti, è emerso come la Francia debba fungere da mediatore per il riavvicinamento tra Nato e Russia, al termine del conflitto in Ucraina e alla firma di un eventuale trattato di pace. Conta di poter utilizzare il suo legame ideologico e personale con Putin. Infatti, la famiglia Le Pen, nel corso della sua storia...