24 Settembre 2026

giuliano bifolchi

baku_vista
Agli inizi di ottobre Baku ha ospitato la conferenza Azerbaigian & Caspian Oil and Gas Week 2015 nella quale sono stati analizzati gli sviluppi del mercato petrolifero e del gas naturale della regione caspica e dell’Azerbaigian e nella quale sono stati presentati i progetti futuri del settore. Questa conferenza ha permesso di porre l’accento sul crescente e consolidato ruolo che lo Stato azerbaigiano sta avendo nel mercato energetico grazie ad una diretta partnership con l’Europa che ha individuato nell’Azerbaigian uno dei fornitori di gas naturale per diminuire la sua dipendenza dalla Russia. Abbiamo intervistato Elnur Soltanov, Rettore della Scuola degli Affari Internazionali e Pubblici della ADA University di Baku e Direttore del Caspian Center for Energy and Environment, con l’intento di avere una panoramica del settore energetico azerbaigiano e comprendere gli assetti e le dinamiche regionali. Guardando all’Azerbaigian ed al ruolo che ha assunto e sta assumendo sempre di più nel mercato energetico, e pensando anche alla partnership che si sta creando con l’Unione Europea per quanto riguarda la fornitura di gas naturale, crede che possa esistere una reale competizione tra Baku e Mosca in questo settore? “Le relazioni tra i due paesi sono ottime e proseguono nelle direzione del rafforzamento e dell’implementazione in diversi settori. Se tralasciamo gli aspetti relativi alla diplomazia internazionale ed alla sicurezza che vedono coinvolta la Russia al fianco dell’Armenia, paese con il quale l’Azerbaigian è in conflitto per la regione del Nagorno-Karabakh, e concentriamo la nostra attenzione soltanto sul settore del petrolio e del gas naturale, posso affermare che i nostri rapporti sono ottimi e non esiste una vera sfida tra i due paesi. Infatti i nostri progetti principali, il Trans Anatolian Pipeline (TANAP) ed il Trans Adriatic Pipeline (TAP), non hanno ricevuto una opposizione diretta ed ufficiale da parte del Cremlino e nessuno dei rappresentanti del Governo di Mosca credo abbia mai affermato che questi progetti siano inaccettabili. Inoltre analizzando le nostre rotte di esportazione del gas è possibile vedere come queste non “minacciano” direttamente la Russia, perché prendono in esame delle aree geografiche dove l’interesse russo non è reale ed attivo, mentre escludono ad esempio la zona dell’Europa centrale dove attualmente la Gazprom opera. Se poi volessimo prendere in esame anche la possibilità dell’esportazione del gas turkmeno in Europa attraverso le rotte dell’Azerbaigian, anche questo caso secondo la mia opinione non può essere visto come una vera minaccia per la Russia e per la sua presenza nel mercato energetico europeo. In conclusione posso dire che, a mio parere, le relazioni azero-russe sono ottime anche nel settore energetico e che l’idea di una sfida oppure di un Azerbaigian antagonista della Russia mi sembra non plausibile e reale”. Se parliamo del progetto Turkish Stream che il Cremlino sta cercando di promuovere e realizzare, come potrebbe questo gasdotto influenzare le esportazioni dell’Azerbaigian ponendolo in relazione al diretto legame che lega Baku ad Ankara attualmente grazie al TANAP? “Credo che il Turkish Stream sia un progetto ideato dalla Russia che inizialmente dovrebbe trasportare 63 milioni...