15 Giugno 2026

elezioni kazakhstan

di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/03/27/le-elezioni-in-kazakistan-respingono-ogni-tentativo-di-destabilizzazione/ Il presidente Qasym-Jomart Toqaev e gli osservatori internazionali hanno sottolineato il successo delle elezioni kazake, che pongono definitivamente fine ai tentativi di destabilizzazione in funzione antirussa dello scorso anno. Le elezioni legislative che si sono tenute in Kazakistan il 19 marzo hanno rappresentato l’ultimo atto di un ciclo che si era aperto con le proteste, anche violente, che avevano aperto l’anno 2022 nell’ex repubblica sovietica. Mentre molti commentatori stranieri si auguravano l’inizio di una “rivoluzione colorata” in funzione antirussa nel Paese dell’Asia centrale, il governo del presidente Qasym-Jomart Toqaev è riuscito a placare gli animi dei rivoltosi nel giro di pochi giorni, promettendo una riforma costituzionale, approvata nel successivo mese di giugno. Dopo le elezioni presidenziali di novembre, che hanno visto la conferma di Toqaev, ma con poteri più contenuti in base alla nuova carta costituzionale, i kazaki sono stati nuovamente chiamati alle urne per rinnovare la composizione della camera bassa dell’organo legislativo, denominata Májilis, ovvero “assemblea”, composta da 98 seggi più sette eletti dal Senato, la camera alta. I 98 scranni sono distribuiti in base ad un sistema elettorale misto, secondo il quale 69 di questi vengono assegnati con un sistema proporzionale e 29 con il metodo del first-past-the-post all’inglese. I risultati preliminari hanno visto la vittoria del partito di governo, recentemente ribattezzato Amanat (ovvero “impegno”), ma precedentemente noto come Nur Otan (“patria radiosa”). Amanat ha ottenuto il 53,90% delle preferenze, assicurandosi la maggioranza dei seggi distribuiti con il proporzionale e vincendo in ben 22 collegi uninominali su 29, con i restanti sette seggi che sono stati conquistati da candidati indipendenti. Secondo i risultati provvisori, comunque, sei partiti sui sette partecipanti avranno una rappresentanza parlamentare. Oltre ad Amanat, infatti, ottengono seggi Partito Patriottico Nazional-Democratico “Auyl” (10,90%), il Partito Respublica (8,59%), il Partito Democratico “Aq Jol” (8,41%), il Partito Popolare del Kazakistan (6,80%) e il Partito Socialdemocratico Nazionale (5,20%). “Le elezioni parlamentari tenutesi domenica in Kazakistan sono state condotte in conformità con le norme internazionali e la legislazione nazionale”, ha affermato il presidente dell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, il bielorusso Aljaksandr Markevič. “Dobbiamo affermare, e lo abbiamo sottolineato nella nostra conclusione, che le elezioni si sono svolte in conformità con la legislazione della Repubblica del Kazakistan e con le norme internazionali“, ha affermato, aggiungendo che “non abbiamo riscontrato alcuna violazione della procedura di distribuzione delle schede elettorali, del posizionamento della pubblicità visiva, dell’organizzazione del processo di voto e del conteggio dei voti, come abbiamo sottolineato nella nostra conclusione del gruppo internazionale di osservatori“. Anche gli osservatori dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai hanno giudicato positivamente il processo elettorale kazako. “La Missione rileva che le elezioni anticipate dei deputati del Májilis e dei Mäslihat [i parlamenti locali, ndr] della Repubblica del Kazakistan hanno soddisfatto i requisiti della legislazione nazionale del Kazakistan e gli impegni internazionali del Paese. La Missione non ha rilevato alcuna violazione della legislazione nazionale che metta in discussione la legittimità delle elezioni. La Missione riconosce che le elezioni sono trasparenti, credibili e democratiche“, ha affermato il vice segretario generale Grigorij Logvinov. Il presidente Toqaev ha espresso un giudizio positivo sul processo elettorale e sul cammino che il Kazakistan sta...
foto risultati elettorali Kazakhstan
di Stefano Vernole* Dopo i tragici eventi del gennaio 20221, domenica 19 marzo 2023 il Kazakhstan del Presidente Qasym-Jomart Tokayev ha chiamato il Paese ad esprimersi per la quarta volta in due anni, stavolta per rinnovare la camera bassa del parlamento, il Mäjilis, e le assemblee locali delle diciassette regioni della nazione, i maslikhats2. Sono stati apportati cambiamenti significativi al sistema elettorale rispetto alle precedenti elezioni a seguito degli emendamenti costituzionali dell’anno scorso. In particolare, è stato utilizzato per la prima volta dal 2004 un modello proporzionale-maggioritario, dove il 30 per cento dei membri Majilis è eletto nei collegi uninominali. La soglia per i partiti politici per ottenere seggi in parlamento è stata abbassata dal 7 al 5%. Due nuovi partiti che hanno partecipato alle elezioni (Respublica e Baytaq) hanno potuto registrarsi grazie alle regole semplificate per la registrazione dei partiti. Sei dei sette partiti che hanno partecipato alle elezioni hanno ricevuto voti sufficienti per superare la soglia del 5% richiesta per ottenere seggi in parlamento. Il partito di governo Amanat ha ottenuto la maggioranza con il 53,9% dei voti, il Partito democratico patriottico popolare di Auyl ha ricevuto il 10,9%, il partito Respublica – 8,59%, il Partito democratico Aq Jol – 8,41%, il Partito popolare del Kazakistan – 6,8% e il Partito nazionale socialdemocratico – 5,2 per cento. Baytaq ha ricevuto solo il 2,3%, il che significa che non avrà rappresentanti in parlamento. Circa il 3,9% degli elettori ha scelto l’opzione “contro tutti” al ballottaggio. Oltre 6,3 milioni di persone su oltre 12 milioni di persone aventi diritto hanno votato alle elezioni di Mazhilis e maslikhat (organo di rappresentanza locale), con un’affluenza alle urne superiore al 54%, seppure con percentuali inferiori nelle grandi città di Almaty (25,82% nonostante il dibattito politico sia qui solitamente più vivo che in altre regioni) e in parte ad Astana (42,41%) e Shymkent (45,46%). L’affluenza alle urne più elevata è stata rilevata nelle seguenti regioni: • Regione Kyzylorda: 67,21% • Regione di Zambyl: 65,23% • Regione di Kostanai: 65,1% • Regione del Kazakistan settentrionale: 65,25% • Regione del Kazakistan orientale: 64,15%. Anche i kazaki, che si trovano all’estero per vari motivi, hanno espresso la loro volontà. Per questo, presso le rappresentanze diplomatiche della Repubblica sono state organizzate 77 commissioni elettorali distrettuali del Kazakhstan in 62 Stati stranieri. Secondo il Ministero degli Esteri di Astana, il numero totale di elettori nei seggi stranieri ammontava a 12.132 persone. Compreso il sottoscritto (che ha partecipato come indipendente per conto del Centro Studi Eurasia Mediterraneo), erano presenti ben 793 osservatori provenienti da 41 Stati esteri e 12 organizzazioni internazionali. Per Sadi Jafarov, vice-segretario generale dell’Organizzazione degli Stati turchi, la missione dell’organizzazione è stata testimone di preparativi approfonditi per salvaguardare la volontà delle persone: “Le elezioni sono state trasparenti e competitive. La missione non ha rilevato alcuna violazione delle norme della legislazione”, ha affermato Jafarov. Alexander Markevich, membro dell’Assemblea parlamentare dell’Organizzazione del trattato di sicurezza collettiva, ha sottolineato che le elezioni parlamentari “erano in linea con la legislazione...