di Veronica Vuotto “Un’arteria di trasporto da San Pietroburgo ai porti in Iran e in India”. Così Putin ha definito l’ambizioso progetto dell’INSTC (International North–South Transport Corridor), il cui obiettivo principale è quello di rafforzare i collegamenti tra la Russia e l’India, attraverso l’Iran. L’intervento militare russo in Ucraina dello scorso 24 febbraio ha dato una scossa a tutto lo scenario internazionale, portando con sé conseguenze che hanno intaccato (e continuano tutt’oggi a farlo) settori diversi e coinvolgendo differenti attori, direttamente o indirettamente, interessati alle vicende belliche. Nell’attuale contesto internazionale, ciò che si va via via delineando è la formazione – o, se volete, il rafforzamento – di alleanze fra Stati, al fine di garantire i propri interessi nazionali. Un esempio di quanto detto riguarda l’asse India-Russia-Iran, oggetto della nostra analisi, in relazione ai progetti relativi ai settori dell’economia e del commercio. Anche in questo scenario si prefigura ancora una volta un confronto tra Occidente e Oriente e, ancor più dallo scorso febbraio, tra gli Stati Uniti e la Russia con i loro rispettivi alleati. Come conseguenza della pandemia di Covid-19 e l’intensificarsi, poi, del conflitto russo-ucraino, le rotte commerciali sono state ridisegnate al fine di rispondere alle interruzioni della catena di approvvigionamento. Un esempio di questo è ciò che è accaduto a seguito dell’ostruzione del Canale di Suez del marzo 2021, quando tutti i trasporti tra il Mar Rosso e il Mar Mediterraneo furono interrotti dopo che una nave portacontainer battente bandiera panamense era rimasta bloccata nello stretto. Ciò ha comportato il mancato rispetto delle scadenze di spedizione di linea e di consegna delle merci su scala globale, un forte aumento delle spese di trasporto e una sempre più crescente preoccupazione per la tenuta delle catene logistiche di consegna dei prodotti operanti tra Europa e Asia1. In questo contesto, uno dei punti più strategici che coinvolge diversi attori è l’International North-South Transport Corridor (INSTC): una rete multimodale lunga 7.200km, di rotte marittime, ferrovie e strade per lo spostamento di merci ideata da India, Russia e Iran alla Conferenza Euroasiatica sui Trasporti tenutasi a San Pietroburgo il 12 settembre del 2000 e ratificato nel 2002. Successivamente, oltre ai tre già menzionati, altri Stati hanno aderito a questo progetto: la Turchia, l’Oman, la Siria, la Bielorussia e l’Ucraina; i tre Stati dell’Asia Centrale, Tagikistan, Kyrgyzstan e Kazakistan; e le due nazioni caucasiche, l’Azerbaijan e l’Armenia2. La Bulgaria, invece, resta uno Stato osservatore. Altri Stati interessati al corridoio, seppur non parte dello stesso, sono il Pakistan, il Turkmenistan e l’Afghanistan. L’importanza dei corridoi per il trasporto delle merci è fondamentale soprattutto se si considerano i Paesi che non hanno sbocco sul mare. Se pensiamo, ad esempio, all’Unione Economica Eurasiatica (UEE), ben quattro dei cinque Paesi fondatori (Bielorussia, Kazakistan, Russia, Armenia e Kirghizistan) sono circondati da terra, motivo per cui garantire una linea di trasporto che attraversi diversi continenti, con l’utilizzo di diversi mezzi, è di primaria importanza per espandere il proprio commercio, così come il rafforzamento della cooperazione economica fra gli...