25 Settembre 2026

Turi

Nel corso della recente conferenza stampa di fine anno, il Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha dichiarato che “i russi nutrono una simpatia sincera per il popolo italiano, amano la grandissima ricchezza culturale dell’Italia, ne apprezzano l’arte e l’eccellenza creativa. E gli italiani sono, nella maggior parte dei casi, persone cordiali e di buon senso. Abbiamo molto in comune, come ad esempio l’aspirazione alla bellezza e alla giustizia, il riguardo nei confronti dei legami familiari, così come il genuino interesse che proviamo gli uni per gli altri. Allo stesso tempo, però, non si può certo fare affidamento su categorie astratte quali la simpatia e l’antipatia quando si parla di relazioni interstatali.
Era il 30 novembre del 2001 quando la banca d’investimento multinazionale americana e società di servizi finanziari Goldman Sachs pubblicò il Global Economics Paper no: 66 dal titolo Building Better Global Economic BRICs: a firmarlo Jim O’Neill, noto economista ed ex presidente di Goldman Sachs Asset Management, il quale per la prima volta utilizzò l’acronimo BRIC per identificare Brasile, Russia, India e Cina, vale a dire quelle economie emergenti che avrebbero svolto un ruolo importante nell'economia globale del XXI secolo, poiché - con i loro tassi di crescita - potevano potenzialmente essere in grado di rimodellare i mercati globali e le dinamiche geopolitiche, ridisegnando, così, gli equilibri mondiali.
Le relazioni bilaterali tra la Repubblica di Serbia e la Federazione Russa si basano su un partenariato strategico fondato su un profondo sentimento reciproco di amicizia, una storia secolare di relazioni e una tradizione di vicinanza linguistica, spirituale e culturale di popoli fratelli. La dinamica dei contatti al più alto livello tra i funzionari dei due Paesi è da sempre intensa.