21 Ottobre 2026

Mese: Ottobre 2021

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di Andrew Korybko Traduzione a cura di Marco Ghisetti I loro problemi dimostrano che la causa comune dell’integrazione eurasiatica è molto più difficile da ottenere che non discuterne. Le tensioni sono recentemente aumentate tra l’Azerbaigian e l’Iran quando quest’ultimo ha lanciato delle esercitazioni militari vicino al confine, unendole a delle dure parole da parte dei suoi funzionari statali. Tra queste, il profilo Twitter della Guida Suprema Khameini ha cinguettato messaggi tra i quali: “La sicurezza è il perno fondamentale in vista di ogni tipo di progresso. Coloro che credono che sia possibile affidare la propria sicurezza a qualcun altro farebbero bene a sapere che saranno presto colpiti per aver affidato la loro sicurezza a degli stranieri” “Le questioni riguardanti i vicini nord-occidentali dell’Iran dovrebbero essere risolte in maniera saggia per il tramite delle nazioni, in cooperazione con gli eserciti dei Paesi vicini ed evitando presenze di forze militari straniere” “Per le questioni riguardanti il nord-est dell’Iran, le forze armate iraniane agiscono con autorità e saggezza. È bene che anche gli altri agiscano con saggezza e non causino problemi alla regione. ‘Coloro che scavano una fossa per i loro fratelli saranno i primi a caderci dentro’” Gli analisti generalmente concordano sul fatto che sono quattro i fattori che spiegherebbero le recenti azioni dell’Iran: * La de facto alleanza che intercorre tra l’Azerbaigian e il rivale dell’Iran “Israele”; * In prospettiva il Corridoio Zangezur ridurrà l’importanza rivestita dall’Iran nel facilitare il commercio azero-turco; * La detenzione da parte dell’Azerbaigian di camionisti iraniani che transitavano verso l’Armenia; * Le recenti esercitazioni militari trilaterali in Azerbaigian tra Azerbaigian, Pakistan e Turchia, che secondo l’Iran comporteranno la militarizzazione della regione. Ciò che accomuna questi fatti è che l’Iran è sempre più preoccupato del fatto che i suoi interessi di sicurezza nazionale siano in gioco. La Repubblica Islamica si trova ora intrappolata in un dilemma della sicurezza con l’Azerbaigian per via dell’esito della guerra del Karabakh dell’anno scorso, per quanto nel conflitto l’Iran abbia sostenuto politicamente Baku. L’Azerbaigian percepisce questi fatti nel seguente modo: * L’Azerbaigian gode del sovrano diritto di collaborare con chi vuole, senza schierarsi contro nessuno; * L’Azerbaigian mira a collocarsi all’incrocio delle rotte commerciali nord-sud ed est-ovest dell’Eurasia; * I camionisti iraniani sono tenuti a rispettare le leggi dell’Azerbaigian nei territori che furono dell’Armenia e che ora sono stati liberati; * Le esercitazioni militari multilaterali hanno un effetto stabilizzatore sulla regione, sono pacifiche e fatte nel rispetto della sovranità azera. Dal punto di vista iraniano; * Israele sta sfruttano l’Azerbaigian come trampolino di lancio per destabilizzare l’Iran settentrionale; * L’Iran non vuole che il Corridoio Zangezur sostituisca tutto il ruolo dell’Iran settentrionale nelle rotte commerciali est-ovest; * L’Azerbaigian sta arbitrariamente trattenendo i camionisti iraniani con ragioni che sono a somma zero nei confronti dell’Armenia; * L’Iran avrebbe dovuto essere invitato a partecipare alle esercitazioni militari di modo da poter essere rassicurato circa le intenzioni dei Paesi coinvolti. In risposta, la replica azera potrebbe essere la seguente: * L’Iran è paranoico e...
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Uladzimir Makej, ministro degli Esteri della Bielorussia, è intervenuto il 7 ottobre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite con un discorso nel quale ha puntato il dito contro le politiche imperialiste e il revisionismo storico. Di seguito la traduzione integrale del suo discorso. Presidente, Signore e signori, Esattamente due decenni fa le Nazioni Unite e il suo leader hanno ricevuto il premio Nobel per la Pace. Alla cerimonia di premiazione l’ex segretario generale Kofi Annan ha detto che “stiamo entrando nel terzo millennio attraverso le porte di fuoco”. Purtroppo l’incendio non è stato spento del tutto. Già da diversi decenni assistiamo a un livello protratto e senza precedenti di turbolenza e imprevedibilità globali. Questo è un risultato logico del fatto che il nostro pianeta ha funzionato al di fuori del sistema e degli obblighi delineati nei principi universali del diritto internazionale e nella Carta delle Nazioni Unite. Oggi il mondo è governato da egoismo economico, ambizioni politiche, ricatti, abitudini imperiali, crisi, conflitti e caos orchestrato. I continui tentativi di alcuni Paesi di imporre modelli artificiali di sviluppo sociale ed economico agli Stati sovrani, la barbara politica di sanzioni contro i governi indesiderati, il terrorismo economico e il ritorno del mondo agli elementi del conflitto tra blocchi: tutto questo ha ben poco in comune con l’ordine mondiale giusto e armonioso che tutti noi ci sforziamo di costruire da diversi decenni. Questo è un chiaro segno di un desiderio ossessivo e anormale di alimentare i punti di conflitto in tutto il mondo. La palese ingerenza degli attori politici – autoproclamati oracoli – negli affari interni di altri Stati sovrani è diventata una norma nella convivenza internazionale delle nazioni. La tendenza negativa nella sicurezza globale è cresciuta costantemente anche attraverso guerre ibride, uso dannoso e criminale delle moderne tecnologie dell’informazione, che alimentano l’estremismo e il terrorismo, nonché le fake news. Oggi con l’aiuto di congegni elettronici si può minare la pace e l’armonia interne in qualsiasi Stato e anche rimuovere la sua leadership dal potere. Inoltre, da più di un anno e mezzo, il mondo è tenuto in ostaggio dalla pandemia di Covid-19. Questa ha causato la morte di milioni di persone, ha portato a perdite sociali ed economiche irreversibili ed ha messo in luce molti processi globali negativi. Sosteniamo pienamente il processo in corso di rafforzamento dell’Organizzazione Mondiale della Sanità in risposta alle emergenze sanitarie. Allo stesso tempo, rileviamo l’assoluta importanza di prevenire la politicizzazione di questo argomento, compreso lo studio delle cause dell’origine del coronavirus. Negli ultimi anni, la Bielorussia ha costantemente focalizzato l’attenzione della comunità mondiale sulla necessità di un nuovo dialogo globale sulla sicurezza. Tale questione non solo è matura, è già fin troppo matura! Questo formato di comunicazione è progettato per risolvere la questione principale: creare un nuovo ordine internazionale efficace e veramente equo. Chiediamo alle grandi potenze di avviare un tale dialogo, di rendersi conto della loro responsabilità per il destino del pianeta e di compiere la missione di civiltà loro affidata. È importante pensare anche alla...
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COMUNICATO STAMPA Il partito politico Libera San Marino ha organizzato per il giorno giovedì 7 ottobre 2021 alle ore 21.00 presso la sala Montelupo-Domagnano l’evento dal titolo “San Marino Federazione Russa: un’occasione da saper cogliere. Prospettive per una crescita e collaborazione reciproca” che vedrà la partecipazione di Fabio Righi, Segretario di Stato sammarinese all’Industria, Artigianato e Commercio, Alessandro Bevitori, Consigliere di Libera e coordinatore del gruppo di Amicizia Interparlamentare San Marino Russia, Andrey Ceccoli, Presidente dell’Associazione San Marino-Russia,  e Giuliano Bifolchi, Research Manager di SpecialEurasia e Direttore di ASRIE Analytica, a cui si affiancherà un rappresentante dell’Ambasciata della Federazione Russa in Italia e San Marino. L’evento sarà l’occasione per discutere i rapporti diplomatici ed economico-commerciali tra Russia e San Marino e le prospettive per rafforzare le relazioni bilaterali tra le due parti. Verranno prese in esame le opportunità di investimento e di joint venture tra le aziende sammarinesi e quelle russe.  L’evento del 7 ottobre 2021 voluto da Libera San Marino, quindi, si ascrive all’interno del rafforzamento continuo della cooperazione e relazioni tra la Russia e San Marino e guarda in prospettiva futura verso una collaborazione volta a far beneficiare entrambe le parti. Se San Marino per Mosca costituisce un paese interessante, perché facente parte del contesto europeo e direttamente collegato sia con l’Italia che con gli altri membri dell’Unione Europea (anche se il Titano non è uno Stato memro dell’UE intrattiene rapporti diplomatici con Bruxelles dal 1983 e le due parti nel 1991 hanno firmato un Accordo di Cooperazione Doganale entrato in vigore completamente nel 2002), per il mondo sammarinese la Federazione Russa rappresenta un mercato di primaria importanza strategico-commerciale con i suoi 146 milioni di consumatori e le sue Zone Economiche Speciali (SEZs) nei settori portuale, della produzione industriale, dell’innovazione tecnologica e del turismo caratterizzati da una fiscalità agevolata e da un piano di sviluppo volto a favorire gli investitori stranieri e il collegamento con altri mercati facenti parte dell’Unione Economica Eurasiatica. www.specialeurasia.com