8 Giugno 2026

intelligence

analista-piccola
La storia restituisce la figura del capitano Sir Mansfield Cumming che per testare la capacità degli aspiranti agenti segreti inglesi, ordinava loro di infilzare con un tagliacarte la sua gamba di legno. Ovviamente il candidato non era a conoscenza della menomazione e se indugiava o si rifiutava di compiere quel gesto, veniva irrimediabilmente considerato non idoneo. Nel tempo i metodi di reclutamento sono ovviamente cambiati, benchè le caratteristiche richieste ad un agente segreto siano rimaste simili. Ma nel processo di intelligence si è evoluta la figura dell’analista, sino ad assurgere a centrale. Il terrorismo, la sicurezza economica e finanziaria, generate dalla crisi globale, sono i responsabili dell’aumento delle minacce nel mondo multipolare ed iperconnesso. I processi di miglioramento in materia di tecnologia e la rivoluzione nelle dinamiche della globalizzazione, hanno ridotto le tempistiche dei decisori, un fattore che obbliga i Servizi ad operare simultaneamente su diversi ambiti, senza diminuire l’accuratezza necessaria alle esigenze delle autorità di Governo e Militari. L’Intelligence è il valore aggiunto scaturito dalla raccolta, valutazione, analisi, integrazione ed interpretazione delle informazioni disponibili potenzialmente significative per una scelta decisionale. Dunque, lo scopo è diminuire le incertezze riguardo alle capacità ed alle azioni dell’avversario ed anche degli alleati, come evinto dal Datagate. Il processo di acquisizione e valutazione dei dati, permetterà al decisore politico e militare di essere parte della realtà in cui è calato, con la comprensione e la percezione dei fatti. Inoltre, sarà agevolato nella sua strategia di contrasto dall’identificazione dei possibili rischi che il suo atteggiamento comporterà. L’analista principalmente, interpreta e valuta le informazioni al fine di prevenire attività criminose ed in contemporanea delinea le possibili opportunità per bloccare eventi ostili. Si occupa di trasformare i dati grezzi, raccolti attraverso i diversi canali informativi, in materiale adatto ad essere compreso ed utilizzato da parte del livello direttivo, cioè da quelle figure che, all’interno di un’organizzazione, si occupano di definire le strategie e di effettuare le scelte. L’analista, dunque, è colui che trasforma l’informazione in Intelligence. Pertanto organizza, verifica e rende facilmente comprensibili i dati raccolti ed elaborati. Perciò è il dispensatore di quella tipologia di conoscenza che passerà al servizio del decisore; ossia lo agevolerà sia a comprendere le strategie e le capacità degli attori stranieri o nazionali, quanto a mettere in atto un preciso piano in contrasto allo Stato bersaglio od agli elementi sovversivi. L’implementazione a tali dati è nell’analisi previsionale, vale a dire l’identificazione delle linee di sviluppo futuro a seguito delle conseguenze ad azioni coercitive messe in atto dal decisore nei confronti degli aggressori, dunque i rapporti politici e militari che intercorreranno con questi ultimi. Una completezza che dovrà mirare a delineare la veridicità dei prossimi scenari sociali. L’analisi strategica deve tendere, perciò, ad influire sul futuro indicando le metodologie per regolare il corso degli eventi durante una crisi, assegnando obiettivi a lunga scadenza con l’esame delle minacce attuali ed emergenti alla sicurezza nazionale. Il termine intelligence, potrebbe essere declinato come l’arte di carpire all’avversario le sue intenzioni e questa rimane la...