articolo originale: http://www.ilcaffegeopolitico.org/39431/la-cina-nella-finanza-globale Comprendere la Cina – Con questo articolo si apre una serie di interventi finalizzati ad analizzare il nuovo ruolo della Cina nella finanza globale. Cominciamo parlando del ruolo dello yuan/renminbi, moneta sempre più importante nelle transazioni globali. LO YUAN/RENMINBI, NUOVA MONETA INTERNAZIONALE? – Nel 2016 il dollaro statunitense rimane la moneta di riserva dominante a livello mondiale, alla guida della finanza globale; tuttavia, con l’introduzione dell’Euro a partire dal 2001 e, più recentemente, l’ascesa dello yuan cinese al rango di moneta di riserva internazionale, il dollaro ha cominciato a perdere quote di mercato. Alcuni esperti hanno pronosticato che in tempi non troppo lunghi lo yuan rimpiazzerà il dollaro come principale moneta di riserva mondiale. E’ allora lecito chiedersi quali condizioni debbano realizzarsi perché ciò avvenga e che impatto potrebbe avere sulla configurazione del potere politico ed economico. Prima di provare a rispondere a queste domande, spieghiamo brevemente cosa è successo, in modo da poter prevedere con maggiore accuratezza i possibili sviluppi. LE RAGIONI CINESI PER INTERNAZIONALIZZARE LO YUAN – A seguito della crisi europea, pochi anni dopo la crisi finanziaria statunitense del 2008, l’Euro ha cominciato a perdere la sua iniziale forza attrattiva. In una situazione caratterizzata da crescita stagnante e salvataggi pubblici, l’opinione pubblica ha cominciato a considerare seriamente la possibilità del disfacimento dell’Euro. I cinesi, possessori di grandi quantità di debito denominato in dollari ed euro, sono divenuti sempre più preoccupati di possedere valute potenzialmente fragili, soprattutto a causa della natura delle politiche a supporto dell’Euro, nonché dell’incompetenza percepita e i conflitti di interessi che pervadono le politiche monetarie degli Stati Uniti. Con più di 3 trilioni di riserve, la Cina soffrirebbe un’enorme perdita finanziaria se l’Euro si dissolvesse e/o se la Federal Reserve decidesse di dichiarare il fallimento su tutti i suoi debiti pendenti. Negli anni della crisi entrambi gli scenari sembravano spaventosamente reali. In risposta a ciò e per salvaguardarsi, i politici cinesi hanno deciso di fare un ulteriore sforzo per aumentare l’uso dello yuan tra i maggiori partner commerciali al livello internazionale. In termini logici, questi sforzi erano più che ragionevoli. In primo luogo la Cina è la prima potenza commerciale al mondo, ma poiché non aveva, almeno fino a poco tempo fa, una moneta di riserva, era costretta a condurre il suo commercio usando il dollaro statunitense o l’Euro, anche se gli Stati Uniti o un membro dell’Euro non erano parte dello scambio. Tale situazione creava costi elevati. Per esempio: quando la Cina comprava petrolio dalla Russia e vendeva manufatti, le transazioni erano prezzate in dollari statunitensi. Sia la Cina che la Russia dovevano pagare commissioni per la transazione in valuta estera al fine di convertire yuan in dollari e poi in rubli e viceversa. Poiché la Cina pagava queste commissioni a soggetti terzi, tali commissioni crescevano in maniera consistente. Sarebbe stato molto più sensato se la Cina avesse potuto convincere i suoi partner commerciali ad usare lo yuan cinese, cosa che sta puntualmente avvenendo, per ridurre i costi delle transazioni...