7 Agosto 2026

Mese: Luglio 2015

brics
Introduzione …i quotidiani affari transnazionali tra individui, aziende e organizzazioni non governative fanno impallidire le relazioni interstatali per il loro ordine di grandezza. Questo lavoro offre risposta agli appelli che da lungo tempo invocano maggiore attenzione per le entità non statali all’interno delle Relazioni Internazionali. (Findley et al, 2013: 660) Il Campionato del Mondo di calcio non è stato l’unico evento storico ad avere luogo in Brasile a metà del 2014: il paese ha anche ospitato il sesto summit dei BRICS a Fortaleza, evento che segna l’inizio del secondo lustro dei BRICS. Il risultato è stata la fondazione della Banca dei BRICS. Questo ed altri cambiamenti avranno un impatto nell’assegnazione delle prossime Olimpiadi nel 2016 a Rio e a Tokio (2020) e della prossima Coppa del Mondo al Qatar (2022). Questo saggio si concentra sul decennio dei BRICS, il primo di questo secolo, e si interroga su che cosa sarà degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (MDGs) dopo il 2015. Si tenterà di mettere a fuoco la nascita del “Sud globale” e le sue implicazioni per lo sviluppo e la sicurezza globali attraverso gli strumenti di analisi della governance globale e del regionalismo comparato. Tutto ciò nel momento in cui il Rapporto sullo Sviluppo Umano dello UNDP (Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite) asserisce con implicazioni sia politiche che teoriche che: …il sud del mondo è cresciuto secondo velocità e proporzioni senza precedenti…Entro il 2050 si prevede che Brasile, Cina ed India, insieme, costituiranno il 40% della produzione mondiale a parità di potere d’acquisto… La mutevole economia politica globale sta creando sfide ed opportunità senza precedenti per un progresso costante nello sviluppo umano. (UNDP, 2013: 1, 2) Nonostante ciò l’era post-2015 si mostra diversa da quanto annunciato dalle Nazioni Unite, dal momento che il Sud globale sta arrivando a mettere in ombra il fino ad ora egemonico Nord (Abdenaur e Fonseca, 2013), in modo tale che il suo stesso regionalismo potrebbe giungere a bilanciare, o addirittura a sfidare, l’Unione Europea in quanto “modello” (Fanta, 2013; Vivares, 2014). A fine 2015 avrà luogo a Parigi la ventunesima UNFCCC COP (Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico), forse l’ultima possibilità per un accordo sull’ambiente dopo Kyoto. Queste nuove aspettative della regione sono rinforzate dalla presenza di fiorenti compagnie multinazionali (MNCs), che includono imprese statali (SOEs), in particolar modo compagnie petrolifere nazionali (NOCs), con base nel Sud (Nolke, 2014). I mercati emergenti (EMs) sono sempre più all’ordine del giorno nell’economia globale; ora, a metà del decennio, i nuovi BRICS del 2015 sono i mercati di frontiera (FMs) del secondo mondo, riflessi negli acronimi CIVETS e VISTA. Pertanto il regionalismo comparato subisce l’impatto della presenza e del ruolo dei mercati emergenti e di frontiera, concentrati in Africa, Sud America ed Europa Centrale; gli Exchange Traded Funds (ETFs) del Fondo Monetario tendono a focalizzarsi sul Cile, la Polonia, l’Argentina, la Colombia, l’Egitto e così via. Mahrenbach (2013) per primo ha messo in relazione potenze emergenti e mercati emergenti, ricalcando le conclusioni di Pieterse...