Dom. Set 26th, 2021

Storia e sviluppo dello Xinjiang, dall’antichità ai giorni nostri

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Il Focus

 La Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang è una delle suddivisioni amministrative cinesi meno conosciute. 

 Fulcro strategico della Nuova Via della Seta, lo Xinjiang è anche un'area cruciale del pianeta per logistica, comunicazione e biodiversità. 

 La regione è oggetto di pressioni internazionali dovute alla sua posizione geopolitica; pur minacciata del terrorismo islamista, essa ha compiuto evidenti progressi economici e sociali grazie agli investimenti promossi dal Governo di Pechino. 

 Lo Xinjiang è altamente misconosciuto in Italia, ma si tratta di una zona dall’alto potenziale turistico e dai paesaggi spettacolari, in cui coesistono etnie e culture molto differenti.


L’OCCIDENTALIZZAZIONE UNIVERSALISTA DEI DIRITTI UMANI, LA RESISTENZA DELLA REPUBBLICA POPOLARE CINESE E LO SVILUPPO UMANITARIO NELLO XINJIANG


di Andrea Turi


Nel novembre del 2016, il Governo della Repubblica Popolare Cinese è stato premiato dall’International Social Security Association (ISSA) per i risultati eccezionali raggiunti nel campo della sicurezza sociale, uno dei maggiori riconoscimenti internazionali per Pechino che, soprattutto a partire dalle politiche di riforma e apertura volute dal Deng Xiaoping nel 1978, ha compiuto ragguardevoli progressi nella sicurezza sociale. 


 Nell’occasione, Errol Franck Stové, presidente di ISSA, ebbe a dichiarare che “la Cina ha compiuto progressi senza precedenti nello sviluppo del suo sistema di sicurezza sociale negli ultimi dieci anni e ha esteso con successo pensione, salute e altre forme di copertura a beneficio della sua popolazione attraverso una combinazione di impegno governativo sostenuto e significative innovazioni amministrative”. 


 Nel tempo, infatti, la Cina ha teorizzato e istituito un sistema di sicurezza sociale e diritti che è divenuto oggi il più vasto del mondo e si caratterizza per la capacità di rispondere alle sempre maggiori esigenze e bisogni delle persone e delle loro vite; le riforme e le aperture degli ultimi quarant’anni hanno contribuito a liberare e sviluppare le forze produttive sociali permettendo di aprire la via verso il socialismo con caratteristiche cinesi e inaugurando un nuovo capitolo nella Storia – non soltanto cinese – dello sviluppo dei diritti umani. 


L’ATTUALE CRESCITA ECONOMICA DELLO XINJIANG E LE POLEMICHE OCCIDENTALI


di Stefano Vernole


Lo scorso 26 marzo le autorità locali della Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang hanno annunciato la pianificazione di investimenti pari ad oltre 240 miliardi di yuan (36,8 miliardi di dollari) per la realizzazione di 350 progetti nel 2021. 


 Secondo Zhang Yongliang, funzionario della pianificazione economica regionale, i progetti nel settore della cultura e del turismo vedranno aumentare gli investimenti di oltre 1,3 volte rispetto allo scorso anno, poiché la regione mira ad attrarre più di 200 milioni di turisti nel 2021 e più di 400 milioni nel 2025. 


 Zhang ha sottolineato anche un aumento significativo del numero di nuovi progetti infrastrutturali rispetto agli anni precedenti e una forte crescita di quelli nei settori emergenti; nel solo 2020, lo Xinjiang ha visto gli investimenti a capitale fisso crescere del 16,2% su base annua nel 2020, 13,6 punti percentuali al di sopra della media nazionale. 


a LATERE

RAPPORTO “XINJIANG. CAPIRE LA COMPLESSITÀ, COSTRUIRE LA PACE” PROMOSSO DAL CESEM CON EURISPES E ISTITUTO DIPLOMATICO INTERNAZIONALE


Nel corso dell’ultimo anno, molti media occidentali hanno dato notevole risalto alla Regione Autonoma Uigura dello Xinjiang. Carta stampata, programmi televisivi e, soprattutto, social media si sono concentrati in particolare sulle presunte repressioni di cui sarebbe vittima la locale comunità uigura, un gruppo etnico di lingua uralo-altaica (turcofona) e di religione islamica che risiede da secoli nella regione, rappresentando poco più della metà della popolazione complessiva...

LA REGIONE DELLO XINJIANG DELLE ORIGINI


di Marco Costa


Scopo di questi primo capitolo sarà quello di analizzare per tappe e con gradualità un fenomeno di natura storico-religiosa tanto interessante quanto sconosciuto alla maggior parte degli analisti occidentali, ovvero quello della diffusione in terra cinese della religione e della cultura islamici. Questo primo passaggio, infatti, risulterà del tutto preliminare rispetto all’analisi della storia della Regione Autonoma dello Xinjiang, e crediamo che possa contribuire almeno in parte a demistificare molteplici informazioni errate, tendenziose e strumentali che vengono spesso ripetute dai mezzi di informazione nostrani.

Intanto vanno chiariti alcuni aspetti, anche a costo di risultare banali. Lo Xinjiang è una Regione autonoma posta nel nordovest della Repubblica Popolare Cinese, di cui un 51% circa dei suoi abitanti è di etnia uigura e di religione musulmana. Essendo la maggioranza relativa dei cittadini presenti in quella regione di etnia turcofona e di una religione non tradizionalmente cinese, vale la pena soffermarsi su come questa religione monoteistica si sia diffusa in Asia orientale ed in particolare nel “Regno di Mezzo”. Risulta anzitutto evidente che lo Xinjiang non sia una regione interamente turcofona o interamente musulmana, per quanto l’etnia uigura sia – ripetiamo – la maggioranza relativa della popolazione di questo territorio. Questo territorio ospita infatti anche numerosi gruppi etnici, tra cui – oltre gli Uiguri – Han, Kazaki, Tibetani, Hui, Tagiki, Kirghizi, Mongoli, Russi e Xibe.


LA RINASCITA ECONOMICA DELLO XINJIANG DOPO LA PACIFICA LIBERAZIONE


di Stefano Vernole


Lo Xinjiang è una regione della Cina nordoccidentale tra le più grandi del Paese: si trova tra Mongolia, Russia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Afghanistan, Pakistan, India, la Regione Autonoma del Tibet e le province del Qinghai e del Gansu.  


 Lo Xinjiang, ceduto dal Guomindang all’Esercito Popolare di Liberazione nel 1949, ha acquisito lo status di autonomia nel 1955 per la presenza sul territorio della minoranza uigura, uno dei cinquantasei gruppi etnici riconosciuti da Pechino. 

 I tratti antropometrici simili a quelli delle popolazioni dell’Asia Centrale con le quali condivide anche le tradizioni culturali, la confessione religiosa (Islam sunnita) e la lingua turcofona fanno del gruppo uiguro una delle minoranze etniche cinesi maggiormente distinta dall’etnia maggioritaria del Paese, quella Han. 

 Se la Regione Autonoma dello Xinjiang occupa circa 1/6 del territorio cinese, la minoranza degli Uighuri rappresenta meno dell’1% dell’intera popolazione della Repubblica Popolare: circa 12 milioni su 1,4 miliardi di abitanti del Paese.