Festival Caffeina: “La Via della Seta” ha fatto tappa a Viterbo

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Venerdì 27 giugno ha preso il via l’edizione 2014 del Festival Caffeina di Viterbo, una manifestazione ormai assurta alla ribalta nazionale, capace di calamitare ospiti di altissimo livello provenienti da tutta la Penisola e non solo. Tra i tanti eventi all’aperto previsti in questo giornata d’esordio – fra cui gli incontri con Folco Terzani, figlio del compianto giornalista-filosofo Tiziano, ed Enrico Mentana – la serata di apertura ha registrato anche la presentazione al pubblico accorso presso lo stand di Piazza Santa Maria Nuova del libro La Via della Seta. Vecchie e nuove strategie globali tra la Cina e il bacino del Mediterraneo, uscito appena quattro mesi fa per Anteo Edizioni (Cavriago), patrocinato dal CeSE-M, e presentato lo scorso 24 febbraio presso l’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese di Roma in occasione della visita ufficiale nel nostro Paese del Viceministro per le Informazioni del Partito Comunista Cinese, Wang Xiaohui.

Andrea Fais e Carmen Nigro, due dei sette coautori, hanno potuto così illustrare nell’arco della durata della conferenza i contenuti salienti del libro, approfondendo nei rispettivi interventi i temi specifici individualmente affrontati. Dopo una breve introduzione condotta da Franca Marinelli, moderatrice dell’incontro, Carmen Nigro ha esposto una dettagliata cronistoria delle relazioni sino-italiane nel corso del Novecento sino agli ultimi anni, segnati dal ruolo di interrelazione di Romano Prodi, dagli accordi siglati nel quadro del programma MAE-Regioni-Cina nonché dalla recente ed importantissima visita del presidente del Consiglio Mattei Renzi nel Paese asiatico. L’autrice, mediatrice linguistica ed insegnante di cinese e italiano, ha evidenziato la crescente entità dell’interscambio tra Italia e Cina non soltanto in termini strettamente commerciali ma anche dal punto di vista accademico, culturale e linguistico.

Andrea Fais, giornalista e collaboratore del tabloid cinese “Global Times”, ha invece definito il significato geopolitico dell’ascesa cinese sullo scenario internazionale, inserendola nel più ampio processo di emersione dei BRICS. A detta dell’autore, l’incapacità mostrata dai Paesi occidentali nella gestione della sicurezza e dell’economia globali ha incartato Stati Uniti ed Europa in una visione egemonica anacronistica, ormai fuori dalla storia. Al declino del primato delle vie marittime, farebbe dunque da contraltare il lento ritorno alla primazia delle vie terrestri, proprio come ai tempi di Marco Polo. È la Cina, difatti, assieme al Kazakhstan, uno dei principali artefici del progetto Western China – Western Europe, che nei prossimi anni dovrebbe garantire strade e ferrovie moderne per spostarsi facilmente tra Europa ed Asia.

Le domande dal pubblico, incuriosito e consapevole dell’importanza cruciale rivestita dai temi affrontati, hanno principalmente toccato gli aspetti dell’attualità, quali il recente protocollo d’intesa russo-cinese sul gas, il senso delle liberalizzazioni e la loro compatibilità con la linea del PCC nella nuova fase dell’economia cinese e la gestione logistica e sociale delle aree rurali.

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