Gli Stati Uniti attaccano la cooperazione nucleare Framatome-Rosatom

Start

di Thomas Dereux | Traduzione per il CeSEM di Stefano Vernole

Una recente indagine di Canard Enchaîné svela i retroscena di una possibile offensiva americana volta a spezzare l’alleanza strategica tra Framatome, società francese, e Rosatom, colosso russo del nucleare civile. Un eventuale cambio di fornitore ridefinirebbe i confini della sovranità nucleare europea in questa guerra economica dichiarata dagli Stati Uniti, a vantaggio della Westinghouse americana.

Articolo originale, Thomas Dereux, LesÉtats-Unis attaquent la coopération nucléaire Framatome-Rosatom, portail-ie.fr, 11/04/2024.

Potenziale offensiva americana contro l’alleanza franco-russa

Il 27 marzo, Le Canard Enchaîné (n. 5394) ha pubblicato un articolo in cui denunciava una potenziale offensiva americana contro l’alleanza franco-russa nel settore del nucleare civile. Nel 2021, infatti, la società francese Framatome e il gruppo russo Rosatom hanno firmato un “accordo di cooperazione strategica a lungo termine, volto a consolidare gli sforzi delle due società per sviluppare tecnologie di produzione di combustibili e sistemi di controllo dell’ordine”.

L’Ambasciata francese negli Stati Uniti sarebbe stata interrogata sui legami tra Parigi e il campione russo del nucleare civile. Questa richiesta si inserisce nel contesto di un disegno di legge approvato lo scorso dicembre dalla Camera dei Rappresentanti, che vieta l’importazione di uranio dalla Russia. Gli Stati Uniti, anch’essi in parte dipendenti dall’uranio russo, cercherebbero di liberarsi dalla dipendenza russa. Il campo repubblicano, che forse sarà al potere dopo le prossime elezioni, desidera anche “liberare i Paesi occidentali da ogni legame con la Russia nel nucleare civile”.

Il JDD rivela che Katherine Earle, già responsabile della Commissione affari esteri della Camera dei Rappresentanti, avrebbe espresso preoccupazione riguardo ad una possibile dipendenza dell’industria nucleare francese dal know-how russo, in particolare per quanto riguarda l’aspetto del ciclo del combustibile.

Una minaccia credibile da parte degli Stati Uniti

Le Canard Enchaîné elenca alcuni esempi di possibili ripercussioni americane, nel caso in cui il gruppo francese rifiutasse di porre fine alla sua collaborazione con il colosso nucleare russo. Secondo il giornale, un modo per sanzionare Framatome in caso di mancato rispetto della nuova legislazione americana sarebbe quello di impedirgli di riscuotere il denaro versato da Rosatom nell’ambito della loro partnership, di privare il gruppo di personale americano o di attaccare la filiale americana del gruppo, Framatome Inc.

Non sarebbe la prima volta che lo Zio Sam sanziona un’azienda francese per aver aggirato le sanzioni americane. In effetti, la situazione attuale riecheggia quella della banca BNP Paribas. Nel 2015, la banca francese è stata costretta a pagare una multa di 8,9 miliardi di dollari per aver trattato con Paesi soggetti a sanzioni statunitensi come Cuba, Iran e Sudan tra il 2004 e il 2012.

Il prodotto della collaborazione Framatome-Rosatom

Nel contesto della guerra in Ucraina, gli Stati europei continuano ad essere fortemente dipendenti dalle forniture russe per le centrali nucleari del continente. In Europa, infatti, sono ancora operativi 19 reattori di progettazione russa. Queste centrali elettriche sono alimentate tramite combustibile, che assume la forma di cilindri chiamati pellet. Per i cosiddetti modelli russi “VVER”, presenti in Slovacchia, Bulgaria, Finlandia, Repubblica Ceca e Ungheria, solo Rosatom controlla completamente questa fase finale della produzione delle barre di combustibile. Tuttavia, il conflitto ucraino spinge i governi europei a liberarsi da questa dipendenza favorendo l’emergere di nuovi attori (per i reattori VVER 440 e VVER 1000).

L’americana Westinghouse in pole position

Più pragmatica, l’americana Westinghouse stava esaminando in precedenza il tema della produzione di combustibile per le centrali elettriche VVER. Dopo l’invasione della Crimea nel 2014, l’azienda si è interessata all’argomento e nel 2023 ha prodotto i suoi primi combustibili in grado di alimentare reattori di progettazione russa. Secondo Teva Meyer, specialista in geopolitica nucleare civile, gli americani non partivano da zero. Dopo la disgregazione dell’Urss, infatti, la Westinghouse aveva progettato un piano produttivo in grado di rifornire le centrali elettriche della VVER, ma a causa della mancanza di contratti a lungo termine con i Paesi ex sovietici, l’azienda finì per fare marcia indietro. Così, nel 2016, l’azienda americana ha saputo reagire rapidamente e ha ampliato la sua fabbrica svedese per produrre questo tipo di carburante. Westinghouse ha già preso un grande vantaggio nella “partita” contro Framatome. Dopo le prime consegne in Ucraina, infatti, l’azienda firma accordi di fornitura con la Repubblica Ceca e la Bulgaria nel 2022. Inoltre, poiché le prime consegne di Framatome non dovrebbero avvenire prima del 2030, Westinghouse ha spazio per firmare nuovi accordi.

Westinghouse, un piede in Europa

Oltre alla fabbrica svedese, Westinghouse sta rafforzando la sua presenza in Europa stringendo alleanze con produttori europei come la spagnola Enusa. L’azienda iberica si era già lanciata nella produzione del combustibile per reattori VVER 440, ma a causa della mancanza di ordini sufficienti si è ritirata dal mercato. È stato all’inizio del 2023 che Enusa e l’azienda americana hanno deciso di condividere le loro competenze nel settore, incorniciato dalla firma di un accordo di collaborazione volto a offrire un’alternativa al carburante russo. Le due società sono quindi impegnate a produrre questo carburante negli stabilimenti di Juzbado (Salamanca) e Västerås, in Svezia. La collaborazione tra questi due enti ha consentito inoltre a Westinghouse di ottenere nel 2015 da Euratom (ente pubblico europeo responsabile del coordinamento dei programmi di ricerca sul nucleare civile) 2 milioni di euro per pilotare il progetto HORIZON 2020 European supply of safe nuclear Fuel (ESSANUF). La soluzione europea sembra quindi essere stata scelta, a scapito di Framatome, e sarebbe in parte guidata da un attore americano.

Tensioni nella fabbrica tedesca

Forti manifestazioni si sono svolte recentemente in Germania, dove si trova l’impianto di Lingen che dovrebbe produrre combustibile nucleare per la collaborazione franco-russa. Le popolazioni locali sembrano ferocemente contrarie al mantenimento di questo impianto di produzione, dopo che il Paese ha scelto di abbandonare l’energia nucleare, come dimostra la chiusura del suo ultimo reattore nel 2023. Gli oppositori del progetto citano anche rischi di sabotaggio e di spionaggio da parte dei russi. Sempre secondo Lionel Gaiffre le accuse sono infondate poiché assicura che la fabbrica continuerà a funzionare solo con personale proveniente da Framatome. Il Ministero federale dell’Ambiente tedesco annuncerà la sua decisione sulla manutenzione del sito a metà maggio. L’annuncio della chiusura del sito sarebbe un duro colpo per la partnership Framatome-Rosatom e ritarderebbe lo sviluppo di una soluzione europea per la produzione di combustibile per i reattori VVER, lasciando Westinghouse come unica alternativa non russa.

Sembra quindi reale il rischio di vedere infranta la partnership tra Framatome e Rosatom, che lascerebbe Westinghouse come unica alternativa alla soluzione russa. Una soluzione russa che forse presto non sarà più possibile se ci riferiamo alla volontà di parte della classe politica americana di liberare gli occidentali (compresi gli europei) da ogni legame con l’industria nucleare russa. Il rischio per gli europei sarebbe quindi quello di passare dal monopolio russo a quello americano nella produzione del combustibile per i reattori VVER.

Iscriviti alla nostra Newsletter
Enter your email to receive a weekly round-up of our best posts. Learn more!
icon

Progetto di Ricerca CeSE-M

Dispacci Geopolitici

MATERIALI CORSO ANALISTA GEOPOLITICO 2023

Il CeSE-M sui social

Naviga il sito

Tirocini Universitari

Partnership

Leggi anche