Eritrea, con Mosca e Pechino ben più che un rapporto di fraternità

4 mins read
Start

di Filipppo Bovo

E’ giunta nei giorni scorsi in visita a Massaua, a bordo della fregata Shaposhnikov, una delegazione russa, nel crescente quadro d’amicizia e rapporto strategico tra Russia ed Eritrea.

Nel tardo pomeriggio dello scorso 1 aprile è giunta a Massaua una delegazione guidata dal Vicecomandante in capo della Marina Russa, il Viceammiraglio Vladimir Kasatonov, ricevendo il caloroso benvenuto del Generale Philipos Woldeyohannes, Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Eritree (EDF) e degli altri massimi vertici militari nazionali. Un ricco spettacolo di musica e danza tenuto dalla Sbrit Band, organizzato dalla Commissione Sport e Cultura, attendeva nel frattempo i delegati russi, scesi dalla fregata “Maresciallo Shaposhnikov”, per assicurar loro un’indimenticabile serata.

Il mattino seguente, la delegazione ha incontrato il Presidente eritreo Isaias Afewerki, per una lunga discussione sul rafforzamento dei legami bilaterali già delineatisi in occasione dell’ultimo Forum di San Pietroburgo. Il Presidente ha ispezionato con interesse la Shaposhnikov, incontrando la soddisfatta disponibilità del Viceammiraglio Kasatonov di far da cicerone al leader di un paese considerato come il migliore e più affidabile alleato che la Russia possa avere in terra d’Africa. A tal proposito è infatti bene ricordare come i rapporti tra i due Paesi, stabilitisi fin dall’Indipendenza nel 1993, godano da sempre della massima costruttività e fiducia reciproca, con un reciproco crescendo ancor più notatosi negli ultimi anni. In quanto paese completamente padrone della propria sovranità, non soggetto o condizionato a vincoli e ricatti che sovente gravano invece sulla libertà di altre nazioni africane (come l’indebitamento con l’estero, le presenze militari straniere o quelle di ONG e gruppi religiosi in intelligenza con altri paesi, soprattutto occidentali, ecc), l’Eritrea costituisce infatti l’unico stabile, autonomo e sicuro referente che un altro paese come la Russia possa incontrare nel Continente, e col quale pertanto poter finalmente e davvero stabilire un rapporto franco e diretto.

Le sanzioni illegali che proprio per la sua ribadita volontà d’indipendenza l’Eritrea ha subito dall’Occidente, basate su accuse false e prove fabbricate dagli Stati Uniti e dall’allora governo etiopico del TPLF, hanno spinto ancor più il Paese negli anni verso la necessità che si venga a creare una piattaforma alternativa al sistema unipolare a guida occidentale, formata da nazioni libere e basata sul rispetto dei principi del diritto internazionale. In questo senso il rapporto con la Russia, a sua volta ugualmente in lotta col sistema unipolare a guida occidentale, acquisisce per l’Eritrea una crescente importanza: l’affinità appare come un dato di fatto. Non andrebbe infine dimenticato neppure il crescendo di tensioni che sconvolgono il Corno d’Africa, con le turbolenze etiopiche che vanno a rifrangersi sul Sudan e sulla Somalia, oltre a gravare sulla sicurezza e la tranquillità della stessa Eritrea, così come l’annoso conflitto civile sudanese e le rinnovate tensioni yemenite e nel Mar Rosso, che fanno di tutta questa vasta area tra Africa Orientale e Penisola Arabica un arco di crisi parallelo a quello oggi in corso più a nord, da Gaza al Medio Oriente. Tale questione coinvolge anche l’attenzione e le preoccupazioni di Pechino oltre che di Mosca, che insieme da tempo collaborano proprio per fronteggiarla insieme ad altre crisi di comune interesse, analogamente alimentate e sostenute da Occidente: basti pensare che la stessa nave “Maresciallo Shaposhnikov”, prima del suo approdo a Massaua, era stata in missione proprio nel Mar Cinese Meridionale, le cui tensioni sono notoriamente farina del sacco soprattutto di alcune particolari potenze occidentali.

Nei giorni successivi, la delegazione guidata da Kasatonov, accompagnata dal Generale Woldeyohannes, ha avuto occasione di visitare anche altre aree del Paese, come ad esempio ad Assab, dove ha potuto ispezionare i cantieri di costruzioni e manutenzioni navali Haleb, o gli impianti per la lavorazione del pesce a Borasele con le relative infrastrutture ad essi collegate, o ancora l’isola di Nakura, nel suggestivo ed importante arcipelago delle Dahlak. Come se ne può dedurre, i delegati russi hanno attraversato quindi l’intero litorale continentale eritreo, lungo 1200 km, da Nord a Sud, oltre alle Isole Dahlak, arcipelago formato da 126 isole madreporiche il cui litorale totale supera i 1000 km: sommando i litorali continentale ed insulare comprendiamo l’importanza strategica dell’Eritrea, che vanta circa 2300 km di aree litoranee nel Mar Rosso, uno dei più rilevanti al mondo, luogo di transito e comunicazione tra più Oceani e Continenti. Avere un’alleanza privilegiata con l’Eritrea costituisce un’ambita benedizione, ma proprio per questo ancor più si può capire quanto il Paese venga osteggiato da coloro come gli Stati Uniti o i loro alleati europei che non possono controllarla coi propri “consueti” metodi padronali.

La sera del 4 aprile i marinai della Shaposhnikov hanno ricambiato il gradito spettacolo organizzato per loro dagli amici eritrei a Massaua al proprio arrivo, con un altrettanto indimenticabile serata di musica e balli al Cinema Roma di Asmara. Quel che resta sempre indimenticabile di tali occasioni è che, oltre ad un dialogo costruttivo, pragmatico e a cuore aperto su reciproche e comuni questioni politiche e strategiche, i rappresentanti dei due Paesi abbiano potuto anche scambiarsi e contraccambiarsi i loro tesori culturali, il loro calore e folclore. La mattina successiva la fregata Shaposhnikov è ripartita, dopo aver ricevuto il caro saluto della Governatrice della Regione del Mar Rosso Settentrionale, Asmeret Abraha, del Capo di Stato Maggiore della Forza Navale Eritrea, Colonnello Melake Teklemariam, e del Direttore Generale dell’Autorità Portuale di Massaua ed Assab, Dawit Mengisteab.

Nel frattempo, è giunto ad Asmara anche l’Ambasciatore Plenipotenziario della Repubblica Popolare Cinese, Xue Bing, ricevuto dal Presidente Afewerki: esattamente come nel caso della delegazione russa, siamo sulla medesima lunghezza d’onda tra i due Paesi e i loro vertici politici, sia sulle materie locali che su quelle internazionali, dai drammi di Gaza alle turbolenze nel Mar Rosso e nel Corno d’Africa, dallo Yemen alla cooperazione bilaterale a tutto campo, regionale ed internazionale. A ciò dedicheremo un’apposita disamina in un prossimo articolo: non mancate di seguirci.

Iscriviti alla nostra Newsletter
Enter your email to receive a weekly round-up of our best posts. Learn more!
icon

Progetto di Ricerca CeSE-M

Dispacci Geopolitici

MATERIALI CORSO ANALISTA GEOPOLITICO 2023

Il CeSE-M sui social

Naviga il sito

Tirocini Universitari

Partnership

Leggi anche