Anche la Nigeria punta all’ingresso nei BRICS per sviluppare la propria economia

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di Giulio Chinappi

La Nigeria, la più grande economia dell’Africa, mira ad unirsi al BRICS entro due anni, al fine di diversificare le sue alleanze globali e ridurre la dipendenza dalle tradizionali relazioni con l’Occidente.

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La Nigeria, la più grande economia dell’Africa, sta facendo sentire la sua presenza sulla scena internazionale esprimendo il suo interesse per unirsi ai BRICS, desiderio recentemente espresso anche da altri Paesi, come il Pakistan. La mossa è considerata uno spostamento strategico, che dimostra l’intenzione della Nigeria di diversificare le sue alleanze globali e ridurre la dipendenza dalle tradizionali alleanze occidentaliBloomberg riferisce che la Nigeria mira a garantirsi un posto all’interno del gruppo BRICS nei prossimi due anni, una decisione supportata dal Ministro degli Affari Esteri del paese, Yusuf Tuggar.

Tuggar sottolinea la prontezza della Nigeria a determinare i propri alleati e sottolinea i vantaggi di essere allineati con diversi gruppi d’influenza. “La Nigeria è giunta al momento storico di decidere autonomamente chi dovrebbero essere i suoi partner e dove dovrebbero trovarsi; essere allineati con più parti è nel nostro migliore interesse“, ha affermato il ministro. L’aspirazione di unirsi ai BRICS fa parte della più ampia strategia della Nigeria di partecipare a gruppi multilaterali con obiettivi ben definiti, al fine di permettere un rapido sviluppo della propria economia nazionale.

Il gruppo BRICS, inizialmente composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, è oggi all’avanguardia nel rimodellare l’ordine economico globale. Il suo obiettivo principale è quello di potenziare l’influenza economica dei suoi membri e sfidare la predominanza di lunga data dell’Occidente nel plasmare le politiche economiche globali. Recentemente, il gruppo si è ampliato invitando sei nuovi membri, ovvero Arabia Saudita, Iran, Etiopia, Egitto, Argentina e Emirati Arabi Uniti. L’eventuale ingresso del primo Paese africano per PIL e popolazione, permetterebbe all’intero continente di far sentire la sua voce nelle discussioni economiche internazionali, portando a quattro il numero di Paesi africani facenti parte dei BRICS.

Tuttavia, la decisione di unirsi al BRICS non è priva di complessità. I legami storici della Nigeria con l’Occidente, profondamente radicati nelle relazioni diplomatiche ed economiche, presentano una sfida alle sue aspirazioni. Il Vice Presidente della Nigeria, Kashim Shettima, ha negato l’interesse del Paese per l’ingresso nei BRICS. Tuttavia, oltre alle parole di Yusuf Tuggar, molti indizi dimostrano l’interesse del governo nigeriano per il gruppo, rendendo la sua attuale candidatura uno sviluppo degno di nota.

Un fattore trainante chiave dietro la ricerca della Nigeria di entrare a far parte del BRICS risiede nei criteri del gruppo, che sottolineano l’inclusione dei Paesi più grandi in termini di popolazione ed economia. La Nigeria, con un PIL di 448 miliardi di dollari e una popolazione di 213 milioni di abitanti, emerge come la più grande economia dell’Africa. Inoltre, la Nigeria possiede risorse naturali significative, con riserve di gas naturale di 5,91 trilioni di metri cubi e riserve di petrolio greggio provate di 37,1 miliardi di barili al 2023.

Se la Nigeria si unisse con successo al BRICS entro il 2026, come indicato dal Ministro degli Esteri Tuggar, le implicazioni sarebbero profonde. Il gruppo BRICS avrebbe il controllo di una parte sostanziale delle riserve globali di petrolio e gas, con l’80% del petrolio e il 73% del gas rientranti sotto il controllo dei suoi Stati membri. Questa mossa posizionerebbe strategicamente la Nigeria all’interno del BRICS, offrendo non solo una leva economica, ma anche l’opportunità di contribuire a plasmare le politiche economiche globali.

La significatività geopolitica della potenziale adesione della Nigeria al BRICS si estende oltre le considerazioni economiche. Come detto, l’inclusione della Nigeria aumenterebbe il peso globale dell’Africa e diversificherebbe la rappresentanza del BRICS nel continente africano, con le maggiori economie del nord (Egitto), del sud (Sudafrica), dell’est (Etiopia) e dell’ovest (Nigeria) che potrebbero farsi portavoci di queste macroregioni, favorendo la cooperazione tra BRICS e le nazioni africane.

In linea con questa manovra geopolitica, la Nigeria guarda anche alla partecipazione al G20, sottolineando ulteriormente il suo impegno nel garantirsi un posto di rilievo sulla scena globale. Il G20, composto dalle principali economie, fornirebbe un’ulteriore opportunità per la Nigeria di esercitare influenza nelle discussioni economiche internazionali. In generale, queste mosse mostrano un approccio proattivo della politica estera della Nigeria, un Paese pronto a diventare un protagonista di primo piano sulla scena globale, e dunque non più disposto a sottostare ai dettami delle potenze straniere.

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