Il declino della francofonia in Africa

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di Mikhail Gamandiy-Egorov

ARTICOLO PUBBLICATO SU OBSERVATEUR CONTINENTAL

Mentre le reti franco-africane sono preoccupate per l’ascesa della Cina, della Russia o persino della Turchia nel continente africano, pur mantenendo un atteggiamento apertamente arrogante nei confronti degli Stati d’Africa, gli amici anglo-americani di Parigi le surclassano, indisturbate, senza che l’élite francese possa farci nulla.

Mentre l’Eliseo e il Quai d’Orsay si ostinano a mantenere una linea apertamente arrogante e neocoloniale nei confronti dei paesi africani, Parigi continua a mentire a sé stessa sulle vere ragioni del rifiuto della sua politica non solo da parte delle popolazioni africane, ma anche sempre più da governi che ascoltano le aspirazioni dei loro cittadini.

L’esempio recente: il divieto da parte delle autorità del Mali – con effetto immediato – di tutte le attività delle ONG francesi. Il tutto dopo l’ennesima provocazione francese, e sempre in tono condiscendente.

Quello che Parigi sembra in gran parte dimenticare è che nel momento in cui sta cercando di salvare il suo famoso progetto di Francofonia, il futuro della lingua francese è proprio in Africa. Sapendo che più della metà dei francofoni nel mondo vive nel continente africano e, secondo uno studio dell’Organizzazione internazionale della Francofonia, l’Africa rappresenterà intorno al 2050 circa l’85% dei francofoni nel mondo.

È quindi ovvio che mantenere un atteggiamento che provochi un diffuso rifiuto popolare non è certo l’approccio più intelligente, ma così caratteristico dell’élite contemporanea dell’Hexagone , concentrata completamente su Washington.

Parlando appunto di Washington, ma anche di Londra, mentre gli pseudo-specialisti francesi – nella pura arroganza che li caratterizza – cercano di prendersi gioco dei progetti linguistici e culturali russi e cinesi nel continente africano – i “fedeli” anglo-americani stanno attivamente perseguendo il declassamento del francese in Africa.

Nella pura tradizione di arroganza che caratterizza l’élite politica e mediatica francese il fatto che questa dimentica di indicare che la Cina è nella Top 4 mondiale per numero di studenti stranieri ospitati sul suo territorio, tre posizioni davanti alla Francia. Mentre la Russia accoglie di fatto un numero di studenti stranieri simile a quello della Francia…

In ogni caso – e invece di cercare di nuovo le ragioni dei suoi fallimenti per colpa di africani, russi, cinesi o turchi – l’élite francese farebbe molto meglio a cambiare strategia e soprattutto mentalità. E magari ogni tanto guarda un po’ le azioni dei suoi amici angloamericani. Forse allora diminuiranno i ripetuti fallimenti, ma non sarà certo per domani.

Nel frattempo – mentre i sentimenti ostili alla politica francese in Africa hanno raggiunto il culmine – l’ostinazione di Parigi nel considerarsi “superiore” agli altri perdendo posizioni economiche, culturali e strategiche su scala internazionale non gioverà a nulla. E molto probabilmente molto più veloce del previsto.

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