Un Ponte sull’Adriatico e la Nuova Via della Seta: una connessione possibile?

foto ponte adriatico

di Stefano Vernole

La Società Ponte sull’Adriatico (2004-2005) ha i diritti sulla costruzione e la gestione di due brevetti: uno per il ponte e uno per il terminal.

Il grande Ponte ferroviario e stradale, per il tratto che unisce le due sponde dell’Adriatico tra Ancona e Zara, è stato progettato per avere una lunghezza di 120 Km sul mare e di 30 Km per la parte di attraversamento delle isole di fronte alla costa della Croazia; il progetto dovrebbe però soddisfare i seguenti requisiti:

• Durata vitale minima dell’opera: 120 anni

• Costo dell’opera: 21 miliardi di euro

• Manutenzione dell’opera straordinaria prevista ogni 10 anni

• Capacità massima di traffico nei due sensi veicolare – automobilistico e commerciale: 80 milioni di veicoli annui – 200.000 veicoli giornalieri

• Capacità massima di convogli ferroviari nei due sensi: 200 giornalieri.

• Bacino di utenza prossimo all’opera: 100 milioni di persone di cui 25 in Italia e 75 nell’Europa orientale.

Il ponte viaggerebbe ad un’altezza che si aggira tra i 50 e i 70 mt. sopra il livello del mare, i piloni raggiungerebbero un’estensione di 300 mt. e potrebbero immergersi fino a 70-100 mt. di profondità.

L’infrastruttura si può costruire grazie all’utilizzo delle energie rinnovabili ed è autosufficiente, partirebbe dalla zona di Falconara per unire successivamente Ancona a Zara, dove si collegherebbe alla rete ferroviaria e autostradale dei paesi Balcanici.

Considerando l’attuale interesse della Cina per il nostro Paese, l’Italia potrebbe candidarsi ad essere una piattaforma e un centro logistico per tutto il Mediterraneo, visto che la Nuova Via della Seta coinvolgerà comunque Balcani ed Europa orientale.

Il ponte si collocherebbe a metà strada tra Italia e Croazia e verrebbe disposto su tre piani dove dovrebbero trovare posto due larghe autostrade, una per ogni senso di marcia, e due binari ferroviari.

Inoltre un sottopiano cablato garantirebbe ogni tipo di servizi di collegamento, compresi acquedotti e oleodotti.

Si tratterebbe di un’opera monumentale importante non solo per il Mar Adriatico e il Centro Italia che ne sarebbero rivitalizzati ma anche per il Nord-Ovest dell’Europa (è vicino al Corridoio n. 5), potrebbe coinvolgere una serie di strutture adiacenti (terminal, trasporto marittimo container, aree di intrattenimento …).

Il ponte stesso potrebbe produrre energia pulita tramite l’installazione di pannelli fotovoltaici, lo sfruttamento del moto ondoso e di impianti eolici, quindi sarebbe ecologicamente sostenibile.

Stefano Vernole – 22 dicembre 2016