A Bologna (28.11.2015) – La macchina del caos: importazioni di popolazioni

Asylum seekers, part of the some 350 Africans who arrived 14 and 15 June 2003 on the island of Lampedusa wait to betransferred by police to Agrigento, Lampedusa main city,16 June 2003. The xenophobic leader of Italy's Northern League and cabinet minister Umberto bossi suggested today using cannons to combat the growing problem of immigration, as the government prepares to implement more restrictive asylum policies. AFP PHOTO/ANSA/FRANCO LANNINO

restrictive asylum policies. AFP PHOTO/ANSA/FRANCO LANNINO

Sabato 28 novembre, dalle ore 16 alle ore 19, presso il Centro Sociale Giorgio Costa di Bologna (Via Azzo Giardino, 48), si terrà l’evento La Macchina del Caos: importazioni di popolazioni, secondo di tre incontri per la critica al Nuovo Ordine Mondiale

Con l’intervento di Enrico Galoppini, redattore del giornale in rete Il Discrimine (www.ildiscrimine.com) e collaboratore del Cesem per l’Area Europa e Mediterraneo, e Martina Carletti (ARS – Associazione Riconquistare la Sovranità).

Presentazione iniziativa:

La macchina del caos lavora senza sosta creando i “fatti” secondo i propri principi e facendo, a suo modo, anche la nostra storia.

Per definizione, il suo operare non può riconoscere limiti e confini visto che, come è stato ammesso da fonte interna autorevolissima, “the american homeland is the planet”.

Sebbene in queste ultime settimane venga effettivamente contrastata sul teatro siriano dall’intervento della Russia di Putin, essa mantiene nel suo ventre oscuro copiose riserve velenifere e notevoli capacità metamorfiche che la rendono comunque temibilissima e nemica irredimibile di qualunque popolazione.

Lo si vede, forse meglio che in passato, proprio in Europa, dove per l’affondamento di qualsiasi speranza di “risveglio politico globale” si serve senza scrupolo, fra le altre, dell’arma di distruzione chiamata “accoglienza dei migranti”.

In questa situazione l’Italia, che rimane a livello planetario uno dei massimi terreni di sperimentazione per la macchina del caos, potrebbe senza paradosso rivelarsi uno degli avamposti strategici decisivi nel quale, in un futuro nemmeno troppo lontano, si giocheranno le sorti dei processi di affrancamento dal doppio giogo dell’Unione Europea e della NATO.