Il Kazakistan si apre all’Africa

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Il Kazakistan si sta trasformando da leader come importatore di investimenti a grande investitore nelle economie straniere. Il volume totale dei suoi investimenti ha raggiunto, approssimativamente, 30 miliardi di dollari, in gran parte depositati nelle nazioni confinanti e in quelle dell’Europa dell’Est, ma ora, il Kazakistan, sta rivolgendo il suo sguardo all’Africa.

Il Kazakistan si sta adoperando per espandere la sua cooperazione con le nazioni africane a livello globale. Questo è quanto ha dichiarato il Ministro kazaco degli Affari Esteri Erlan Idrissov ad alcuni giornalisti africani che hanno partecipato al recente Astana Economic Forum (AEF) il 21 e il 22 di maggio.

Mentre una cooperazione degna di nota tra la sua nazione e il continente africano non si è sviluppata per svariati motivi, inclusa la lontananza geografica di tali Stati, l’assenza di collegamenti diretti a livello di trasporti, la mancanza di un accesso al mare e di informazioni su di essi, le relazioni stanno comunque procedendo. I suoi punti, sono stati consolidati dall’apertura di ambasciate nella Repubblica del Sudafrica (SAR) e in Etiopia negli anni 2013-2014, in maniera tale da intensificare le relazioni bilaterali.
“Il continente africano non è più lo stesso di prima. Ora tutto sta mutando”, ha commentato Idrissov. “Il nostro Stato intende incrementare ed ampliare la sua presenza attraverso centri sub-regionali del continente”.

Nel 2013 il Kazakistan ha ricevuto lo status di osservatore presso l’Unione Africana (AU). Astana è anche una sostenitrice dell’interazione attiva tra l’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC) e l’AU, in merito alle questioni sulla risoluzione dei conflitti africani e sull’assicurare relazioni interetniche e dialogo interreligioso, eliminazione della povertà, dell’analfabetismo, come anche della lotta contro malattie e patologie varie.

Il coinvolgimento kazaco nelle dinamiche regionali e globali, offre la possibilità di avere informazioni sotto molteplici sfaccettature e l’avvicinamento alla risoluzione dei problemi di sicurezza internazionale che hanno a che vedere con il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UN).

L’Africa ha importanti risorse naturali e un grande mercato per differenti beni industriali e agricoli. Secondo qualche autorevole centro di ricerca internazionale, nel XXI secolo, il continente africano occuperà una posizione di leader nei suoi tempi di sviluppo economico, e potrà così divenire il più importante partner commerciale e destinazione economica per gli affari kazachi. Gli esperti ritengono, che se gli attuali tempi di sviluppo rimangono costanti, entro il 2025, alcuni Stati africani raggiungeranno la condizione di uno Stato con una popolazione dal reddito nella media. “Gli affari si spostano dove c’è trasparenza. Per fare affari, ci sono ancora troppo poche informazioni sull’Africa”, ha dichiarato Idrissov. “La stessa cosa vale per gli Stati africani: non sanno molto sul Kazakistan”, ha aggiunto.
La stabilità politica del Kazakistan e i risultati raggiunti nel campo dell’agricoltura, delle tecnologie e della finanza, comunque, possono assicurare una futura cooperazione di successo tra lo Stato ed il continente.

Il Kazakistan si sta trasformando da leader come importatore di investimenti a grande investitore nelle economie straniere. Il volume totale dei suoi investimenti ha raggiunto, approssimativamente, 30 miliardi di dollari, in gran parte depositati nelle nazioni confinanti e in quelle dell’Europa dell’Est.

“Ad oggi, il Kazakistan si sta intensamente dedicando all’esplorazione di nuovi mercati e questa è la ragione per cui i progetti di priorità, come quelli che offrono possibilità di investimento, costituiscono per noi lo scopo ultimo”, ha dichiarato Idrissov. “Contiamo sul fatto”, ha aggiunto “che alcuni Stati africani come l’Etiopia possano diventare delle ‘finestre’ per le esportazioni kazache e per gli investimenti in Africa, i cosiddetti Business-Hub1 per gli affari kazachi in tutto il continente. Le direzioni prospettiche per stabilire legami benefici reciproci, sono: il settore minerario, l’agricoltura, riparazioni ed implementazioni delle attrezzature e così via”.

L’anno passato è stato lanciato un grande progetto di trasporto ferroviario volto a collegare il Kazakistan e l’Iran, passando per il Turkmenistan, offrendo, così, un’opportunità di accesso diretto alle nazioni africane. Questa nuova via, permetterà un significativo aumento nel giro d’affari e nel commercio di beni tra Kazakistan e Stati africani. La ferrovia sarà in grado di connettere il Kazakistan con il porto iraniano di Bender Abbas, nel Golfo Persico, fornendo molte possibilità di sviluppo di collegamenti commerciali tra Stati dell’Africa centrale e meridionale.
Idrissov ha evidenziato che certe nazioni stanno emergendo come leader nel continente.

“Per noi risulta ovvio che alcuni Stati africani, come l’Etiopia, stiano gradualmente diventando un punto di riferimento per la vita politica africana; la collocazione delle sedi centrali dell’Unione Africana nella capitale dell’Etiopia, contribuisce molto a questo fatto”.

Il Kazakistan sta anche pianificando la creazione di un centro di incontro sub-regionale per la diplomazia multilaterale, nella sua capitale meridionale, Almaty. Il risultato, può essere l’inizio di una cooperazione interregionale tra l’Asia centrale e l’Africa.

Nei suoi passati vent’anni di sviluppo, il Kazakistan si è trasformato da Stato-ricevente a Stato-donatore, come evidenziato dalla distribuzione di aiuti umanitari ad un certo numero di nazioni africane, incluso il contributo per debellare il virus Ebola. Nel novembre 2014, il Kazakistan ha agito congiuntamente con il programma di sviluppo dell’ONU, per lanciare un progetto di supporto e di assistenza deliver development, per gli stati africani, l’Oceania, i Caraibi attraverso la formazione delle competenze indirizzata ai giovani professionisti. I corsi di formazione includono corsi teorici, attività di stage, viaggi di istruzione e corsi pratici nei campi di petrolio e gas, medicina e agricoltura. Con questo progetto, circa 100 funzionari africani studieranno in Kazakistan, nei mesi estivi, con corsi di due settimane sulla gestione di petrolio e gas, della sanità pubblica e dell’agricoltura.

A metà giugno, Idrossov sarà a capo della delegazione kazaca che prenderà parte al summit dell’AU (Unione Africana) che si terrà a Johannesburg. Questa visita, contribuirà a rinforzare i legami stretti tra Kazakistan e Stati del continente africano.

A Johannesburg, i diplomatici kazachi organizzeranno, in data 12 giugno, uno speciale evento a margine intitolato: “Supporting the African Agenda 2063: Food, Energy and Water Security”, in cui il centro della discussione saranno le modalità con cui il Kazakistan potrà contribuire a risolvere i problemi in queste zone.

Cibo, acqua, energia e sicurezza nucleare sono i quattro pilastri dell’offerta kazaca per un seggio in qualità di membro non permanente al Consiglio di Sicurezza dell’ONU per il 2017-2018.

Murager Surabanyev

(Traduzione di: Marco Nocera)

Fonte: http://fahamu.org/node/1908
Originale: http://www.astanatimes.com/2015/05/kazakhstan-opening-itself-to-africa/