L’economia del Vietnam in ristrutturazione e la cooperazione economica tra il Vietnam e l’Ue

hanoiskyliner

Il Vietnam sta portando avanti un’intensiva ed estensiva riforma con l’obiettivo di portare un nuovo impulso per mantenere il tasso di crescita economico raggiunto nel periodo 1990-2010 (approssimativamente il 7%). Questo è un obiettivo veramente importante per il Vietnam, per evitare la trappola del reddito medio e diventare un paese industrializzato. E’ veramente interessante notare come il Vietnam sia in un periodo di transizione, entrando in una nuova fase di sviluppo. Il piano di ristrutturazione economica del Vietnam è stato sviluppato sulla base della valutazione dei 25 anni di riforme, identificando i problemi rimanenti nello sviluppo del meccanismo delle nuove politiche. Certamente l’economia globale è in transizione e così lo sono anche molte economie, compresa quella del Vietnam.

Dopo alcuni decenni di globalizzazione il boom insieme al progresso delle scienze, della tecnologia, delle telecomunicazioni e dei trasporti, ci ha portato a molti benefici che hanno condotto a nuove prospettive per molti paesi. Dopo quasi 30 anni spesi nel portare avanti una duplice politica di riforme, ristrutturazione interna e politica di apertura, il Vietnam ha ottenuto impressionanti progressi. Da un’inflazione galoppante intorno al 280% all’anno del periodo 1985-1988, l’inflazione è stata ridotta ad una sola cifra nel corso degli Anni Novanta. Da un’economia stagnante come quella degli Anni Ottanta, il Vietnam è diventato un’economia dinamica con una crescita media del PIL del 7% nel periodo 1991-2012, che ha aiutato ad aumentare il PIL procapite da 86 dollari (1988) a 1911 dollari (2013), rendendo il Vietnam un paese a reddito medio. Il livello di famiglie povere è stato ridotto dal 58% (1988) al 10% (2013).

I successi sopra menzionati sono stati raggiunti grazie ad una riforma intensiva ed estensiva associata ad un modello di trasformazione strutturale. Il Vietnam è stato visto come un caso di successo nel variare il suo lavoro dal settore agricolo con bassa produttività ai settori dell’industria e dei servizi con alta produttività. La percentuale di impiegati nell’agricoltura è stata ridotta da più del 70% nel 1990 ad approssimativamente il 46% del 2013, risultando in una crescita del settore industriale e dei servizi. Il lavoro nel settore industriale è cresciuto continuamente per più del 10% dal 2000, in particolare quello nell’elettricità e nella produzione e nell’assemblaggio dell’elettronica ha toccato il 30% all’anno.

Per trasformare effettivamente la struttura economica, il Vietnam ha portato avanti una serie di riforme interne che comprendono:

Innanzitutto, le riforme istituzionali sono state assunte con l’obiettivo di creare un’economia dai tanti proprietari: statali, privati e stranieri, oltre al rimuovere allo stesso tempo le barriere per liberalizzare le forze produttive. La mole della proprietà di Stato è stata sensibilmente ridotta in un tempo relativamente ridotto, per fare spazio ai settori privati e stranieri. La quantità di impiegati nel settore statale è stata ridotta dal 40,2% del PIL del 1995 al 32,2% del 2013.

Sviluppare i mercati finanziari per migliorare l’efficacia nell’allocazione delle risorse è stato uno dei pilastri principali. Da un solo sistema bancario (non c’era alcun concetto di banca commerciale nell’economia dirigista), il Vietnam è passato a 307 istituzioni finaziarie, tra cui 87 banche, 138 fondi di sviluppo e di investimento per le imprese e 46 compagnie assicurative.

Secondariamente, è stato portato avanti un programma di industrializzazione in associazione con la politica di apertura, per integrare il Vietnam con l’economia mondiale. L’industria e i servizi sono stati i due settori che hanno sostenuto maggiormente la crescita economica nei decenni passati.

Per supportare il processo di industrializzazione, il Vietnam ha perseguito una politica di apertura, per integrarsi maggiormente con l’economia mondiale. L’import-export sul PIL ha raggiunto adesso il 170%. La crescita media dell’export all’anno ha raggiunto quasi il 20% nel periodo 1990-2013, rimanendo ancora intorno al 15% negli ultimi anni, nonostante l’impatto della recessione economica globale. Gli investimenti stranieri diretti (FDI) sono cresciuti del 20% all’anno in media durante il periodo 1990-2013, diventando un’importante componente dell’economia nazionale.

Il settore degli investimenti stranieri diretti ha contribuito per quasi il 70% dell’export nazionale ammonta per circa il 20% del totale degli investimenti nazionali. Da maggio del 2014, ci sono stati oltre 16mila investimenti stranieri diretti per progetti in Vietnam, con un capitale totale registrato di quasi 240 miliardi di dollari. Dal mio punto di vista, ci sono almeno cinque fattori, chiamati le “cinque S”, che rendono il Vietnam la scelta di molti investitori stranieri, inclusi quelli provenienti dall’Europa Mediterranea e Meridionale.

La prima “S” si riferisce alla locazione strategica.Il Vietnam si trova nel cuore dell’Asia Orientale, una delle regioni più dinamiche ed in veloce crescita economica nel mondo. Il Vietnam è un ponte che collega i paesi dell’Asia Nord Orientale, ovvero la Cina, il Giappone e la Corea e gli Stati membri dell’ASEAN. La partecipazione del Vietnam a varie forme di cooperazione inter ed intra regionale, compresi i trattati di libero commercio con grandi economie come la Cina, gli Stati Uniti ed il Giappone, abilita il paese a collaborare più efficacemente ai legami che portano agli scambi fra Asia Orientale e Pacifico, col risultato di una forte crescita economica in questa regione.

La seconda “S” descrive il Vietnam come un paese dalla crescita economica sostenuta. Tra il 1991 ed il 2000 l’economia è cresciuta con un tasso intorno al 7%, e nonostante le molte difficoltà fronteggiate dal paese fra il 2011 ed il 2013, la crescita del PIL ha comunque raggiunto il 5,6%. E’ importante notare come il PIL del Vietnam sia notevolmente più alto su una base trimestrale dal primo 2013. E’ stato stimato che il PIL del Vietnam crescerà del 6-7% nel 2014-2015 e anche di più.

La terza “S” significa stabilità politica e sociale. Ciò, in combinazione con l’obiettivo del Governo di assicurare i diritti legittimi degli investitori, è stato uno dei maggiori vantaggi del Vietnam per molti anni e spiega perchè esso sia sempre considerato una meta sicura per gli investitori stranieri.

La quarta “S” implica una forte domanda di mercato nel paese. Oggi la popolazione del Vietnam è di circa 90 milioni di persone, ed il paese risulta avere la classe media più in crescita di tutta l’Asia Sud Orientale. Si è calcolato che la classe media in Vietnam raddoppierà di dimensioni tra il 2014 ed il 2020, da 12 a 33 milioni. Questo renderà il Vietnam un mercato attraente per gli investitori stranieri anche negli anni a venire.

L’ultima “S”, veramente significativa, enfatizza il rafforzamento della cooperazione bilaterale fra il Vietnam ed i paesi europei.Molti paesi europei sono importanti partners del Vietnam e le loro relazioni con quest’ultimo negli ultimi anni si sono ulteriormente rafforzate. Un importante passo è stato la firma del Trattato di Partnership e Cooperazione (PCA) tra il Vietnam e l’UE nel 2012, che ha creato le fondamenta per una più profonda cooperazione bilaterale nello spirito di un comune beneficio, di comprensione e di partnership su basi uguali. Nel raggiungere incoraggianti successi negli ultimi 30 anni, l’economia del Vietnam ha affrontato anche molte sfide. La crescita economica è stata rallentata negli ultimi anni; gli aspetti macroeconomici sono stati sottoposti ad un’intensa pressione ed hanno presentato anche squilibri.

L’economia appariva un tempo meno competitiva, con una bassa produttività. Il vecchio modello di sviluppo economico non può più bastare a portare e mantenere una sufficiente crescita economica. Per evitare la trappola del reddito medio, l’economia del Vietnam ha bisogno di un nuovo e più potente passaggio. Ben consapevole di questo, il Vietnam ha lanciato un piano di ristrutturazione intitolato “Ristrutturazione economica combinata col rinnovamento del modello di crescita e con miglioramenti nella qualità, nell’efficienza e nella competitività economica”.

Il programma di ristrutturazione, lanciato a partire dal 2011, ha tre punti chiave: – Migliorare la base istituzionale per un’economia principalmente di mercato, con un focus nel creare un ambiente equo per la competizione e le riforme amministrative. – Sviluppare rapidamente risorse umane di alta qualità. – Costruire un sistema di infrastrutture sincronizzato. Questo programma di riforme, differente da quello precedente iniziato tre decenni prima, si focalizza in un profondo ed interiore cambiamento. Insieme alle riforme interne, il Vietnam continua ad implementare la politica di apertura e ad accelerare il processo di integrazione. E’ diventato infatti un membro attivo dell’ASEAN.

L’esperienza del Vietnam negli ultimi tre decenni di sviluppo hanno dimostrato che i due punti delle riforme interne e dell’integrazione hanno relazioni molto strette e motivate fra loro. Basata sulla recente fondazione dei criteri sopra menzionati, l’economia del Vietnam opererà seguendo questi fondamentali orientamenti:

  • 1. Migliorare l’istituzione di un’economia prevalentemente di mercato con un orientamento socialista; creare un ambiente uguale e trasparente per la competizione tra i settori economici; massima mobilità ed effettivo uso delle risorse economiche. Regolare propriamente le relazioni fra Stato e mercato verso lo Stato gioca un ruolo nel creare e nel regolare il mercato.Insieme con l’accelerazione del processo di equalizzazione economica, bisogna continuare le riforme per assicurare che lo Stato sosterrà meglio la sua funzione come imprenditore delle imprese da esso possedute. La politica finanziaria nazionale deve essere definita in un modo che possa ragionevolmente incoraggiare, effettivamente allocare ed usare le risorse nazionali per lo sviluppo socio-economico. La politica monetaria deve attivamente e flessibilmente promuovere una crescita sostenibile, il controllo dell’inflazione, e stabilizzare la valuta. Il ruolo della Banca di Stato nella pianificazione e nell’implementazione dell’economia monetaria deve essere aumentato.
  • 2. Sviluppare fortemente l’industria verso la modernità, migliorare la qualità e la competitività. Ristrutturare la produzione industriale verso una crescente produzione scientifica, tecnologica e con contenuti locali. Dare la priorità allo sviluppo dei prodotti con vantaggi comparativi e dei prodotti col potenziale di partecipare alla produzione globale e alla catena del valore. Sviluppare fortemente il sostegno all’industria.
  • 3. Sviluppare il settore dei servizi, soprattutto quelli ad alto valore, grande potenziale e competitività. Sviluppare il settore dei servizi per raggiungere un alto tasso di crescita piuttosto che quello della manifattura è una direzione importante nel cambiare la struttura economica.
  • 4. Sviluppare rapidamente le infrastrutture, in particolare nei trasporti e nell’energia.
  • 5. Sviluppare le regioni in modo armonico e sostenibile; sviluppare nuove aree urbane e rurali. Promuovere lo sviluppo di ogni regione, e creare collegamenti fra loro. Selezionare un numero di regioni con importanti vantaggi, specialmente le aree costiere per costruirvi alcune zone economiche che servano come motore per lo sviluppo.
  • 6. Aumentare l’efficienza e l’efficacia della gestione statale. Accelerare le riforme amministrative; costruire un governo trasparente ed effettivo.

Il processo di ristrutturazione economica del Vietnam ha raggiunto dei primi e positivi risultati iniziali. I dati macroeconomici sono stati mantenuti stabilmente, l’economia ha gradualmente recuperato il suo equilibrio. L’ambiente degli affari è stato positivamente migliorato. Nel periodo 2015-2020, gli obiettivi del Governo Vietnamita sono: crescita annuale del PIL al 6,5-7%; CPI al 5%; crescita media dell’export superiore al 10%; costruire un sistema finanziario e bancario invulnerabile; debito nazionale e pubblico sotto il limite di sicurezza.

Il Vietnam persegue attivamente la politica di apertura e di integrazione, crea un ambiente favorevole agli affari, incoraggia gli investimenti stranieri in Vietnam con principi di vantaggio reciproco ed interessi garantiti a lungo termine. Col vantaggio geoeconomico del Vietnam situato nell’Asia Orientale, che è stata identificata come un motore di crescita per l’economia mondiale negli ultimi decenni; con un grande potenziale in termini di risorse umane, di stabilità politica e col suo pieno di promettenti successi nel piano di ristrutturazione combinati col rinnovamento del modello di crescita economica, questo paese sarà una destinazione attraente per gli investitori stranieri e sarà sempre un partner affidabile nel lungo termine per gli altri paesi.

Dall’esperienza del Vietnam, possiamo dire che le riforme interne e l’integrazione sono una coppia di gemelli. L’alta crescita economica non può essere promossa senza l’integrazione. Viceversa, le opportunità dell’integrazione non possono essere raccolte senza riforme interne. Altrimenti i costi saranno estremamenti alti.

La cooperazione economica fra il Vietnam e i paesi europei è stata ampiamente promossa negli ultimi anni. Il volume del commercio tra Vietnam ed UE è cresciuto del 15-20% all’anno ed ha raggiunto un valore di oltre 33 miliardi di dollari nel 2013. L’UE è uno dei più importanti investitori in Vietnam con quasi 1400 progetti che alla fine del 2013 valevano più di 17 miliardi di dollari. In opposizione a questo sfondo, le trattative per l’accordo di libero commercio fra UE e Vietnam (EVFTA) ha creato alte aspettative per gli affari tanto in Vietnam quanto nell’UE. Nelle recenti visite in UE del primo ministro vietnamita Nguyen Tan Dzung, le due parti hanno adottato una dichiarazione comune in cui hanno riaffermato l’importanza di una tempestiva messa in opera dell’EVFTA ed hanno dichiarato di voler raggiungere un risultato ambizioso e bilanciato in tutte le aree di mercato toccate dalle trattative (commercio in beni e servizi, flussi di investimenti, obiettivi pubblici), così come nelle regole e nelle varie discipline legali (protezione della proprietà intellettuale, protezione degli investimenti, doveri nell’export, ecc).

I leaders del Vietnam e dell’UE hanno sottolineato che il raggiungimento dell’EVFTA aiuterà il Vietnam ad integrarsi con successo come economia di mercato nell’economia globale. In base alle più recenti indagini dell’EuroCham sul clima degli affari in Vietnam, 4 su 5 intervistati (nel caso degli operatori europei) si attendono che l’EVFTA porti cambiamenti ai loro affari. La maggior parte degli operatori europei in Vietnam hanno una visione positiva per quanto riguarda il futuro ed ancor più percepiscono la futura EVFTA come una facilitazione nel realizzare questo clima favorevole agli affari. Ci si attende che l’EVFTA aiuti a promuovere investimenti stranieri diretti di alta qualità dai paesi europei al Vietnam, aumentando il commercio in entrambe le direzioni, e di conseguenza trasformando il Vietnam in un hub per il commercio e le attività di investimento europee nel Sud Est Asiatico. Con l’incoraggiamento dei governi del Vietnam e dell’Europa, speriamo che gli operatori europei, ed in particolare gli investitori, portino il potenziale dell’EVFTA al massimo livello espandendo attivamente il commercio e le attività di investimento in Vietnam negli anni a venire. Il potenziale per le relazioni economiche fra il Vietnam e l’UE è in generale molto alto. Le opportunità sono davanti a noi, a darci il benvenuto. Noi speriamo che i rapporti di cooperazione tra il Vietnam e l’UE crescano sempre.

 
 
 

Nguyen Ming Trang, M.A. Accademia Diplomatica del Vietnam

 

 

Referenze

Chủ tịch EC: EU-Việt Nam cùng lạc quan hướng về phía trước http://www.vietnamplus.vn/chu-tich-ec-euviet-nam-cung-lac-quan-huong-ve-phia-truoc/277677.vnp

Doi Moi http://en.wikipedia.org/wiki/Doi_Moi

Economic Reform in Vietnam http://www.palgrave.com/page/detail/economic-reform-in-vietnam-keith-griffin/?K=9780312215378

GDP Việt Nam có thể tăng tới 15% nếu FTA Việt Nam-EU được ký kết http://www.tgvn.com.vn/Item/VN/KinhTe/2014/9/DF3243C08A445F95/

Market Reform in Vietnam: Building Institutions for Development http://www.amazon.com/Market-Reform-Vietnam-Institutions-Development/dp/1567202888

Trade reform in Vietnam: Opportunities with Emerging Challenges http://elibrary.worldbank.org/doi/book/10.1596/1813-9450-3076

Vietnam squanders reform opportunity http://www.atimes.com/atimes/Southeast_Asia/SEA-01-111213.html

 
 
 
 
 
 

English version
 
 

VIETNAM ECONOMY IN RESTRUCTURING AND ECONOMIC COOPERATION BETWEEN VIETNAM –EU
 
 

Nguyen Minh Trang, M.A
Diplomatic Academy of Vietnam
 
 

Vietnam is carrying out an intensive and extensive reform with an aim to bring a new impulsion to maintain economic growth rate achieved during the 1990-2010 period (approximately 7%). This is a very important objective for Vietnam to avoid the middle income trap, to become an industrialized country. It is very interesting to note that Vietnam is in a transition period, to enter a new development stage. Vietnam economic restructuring plan was developed on the basis of assessing the results of 25 years of reform, identifying remaining problems to develop new policy mechanism.

The global economy, indeed, is in transition and many economies including Viet Nam are also in transition. After few decades of globalization boom together with sciences, technology, telecommunication and transportation advancement, we have witnessed many benefits of the globalization process which has brought about new looks for many countries.

After nearly 30 years of carrying out a dual reform policy: domestic restructuring and open policy, Vietnam has been attaining impressive achievements. From a galloping average inflation growth of 280% per year during the 1985-1988 period, inflation has been tamed to one digit in the very early years of the 90s. From a stagnating economy during the 80s, Vietnam has become a dynamic economy with an average GDP growth of 7% during the 1991-2012 period, which helped increase the average GDP per head from $86 (1988) to $1911 (2013) and make Vietnam to become a middle income country. The ratio of poor families reduced from 58% (1998) down to approximately 10% (2013).

The above mentioned success was achieved thanks to an intensive and extensive reform associated with a structural transformation model. Vietnam was seen as a successful case in shifting its labour from agricultural sector with low productivity to industrial and service sectors with higher productivity. Share of labour in agricultural sector was reduced from more than 70% in 1990, to approximately 46% in 2013, resulting in an increase of labour in industrial, and service sectors. Labour in industrial sector has continuously increased by more than 10% since 2000, particularly, labour in electric and electronic manufacturing and assembling has increased up to 30% pear year. To effectively transform economic structure, Vietnam has been carrying out a series of domestic reforms including:

Firstly, institutional reform was undertaken with an aim at creating a multi-ownership economy: state own, private own and foreign own, together with removing regulatory barriers to liberalize production forces. The size of state sector considerably reduced after a relatively short time, to make room for private own and foreign own sectors. Share of state own sector was reduced from 40.2% of GDP in 1995, to 32.2% in 2013.
Developing financial market to improve the effectiveness of resource allocation was one the reform’s pillars. From a tier 1 banking system (there was no concept of commercial bank in a commanded economy), Vietnam has had 307 financial institutions as of now, including: 87 banks; 138 securities and fund management companies; and 46 insurance companies.

Secondly, an industrialization program was carried out in association with open door policy, to integrate to the world economy. Industry and service were the two sectors that brought about growth momentum to the economy over the past decades. To support industrialization process, Vietnam pursued an open door policy, to integrate further to the world economy. Import-export/GDP ratio has now reached 170%. Average annual export growth reached nearly 20% during the the 1991-2013 period, and still remains at 15% in recent years, despite impacts from the global economic recession. Foreign direct investment (FDI) grew 20% per year in average during 1991-2013 period and has become an important economic component of the national economy. FDI sector has been contributing nearly 70% of national export value and FDI capital shares approximately 20% of the total national capital investment. By May 2014, there were over 16,000 foreign direct investment (FDI) projects in Vietnam with total registered capital of nearly US$ 240 billion. In my opinion, there are 5 factors, which call the “five S” that make Vietnam the choice of many foreign investors, including those in Southern European and Mediterranean countries.

The first “S” refers to strategic location. Vietnam lies at the heart of East Asia – one of the most economically dynamic and fastest-growing regions in the world. Vietnam serves as a bridge connecting Northeastern Asian countries, namely China, Japan, and Republic of Korea and member states of ASEAN. Vietnam’s membership in various intra and inter regional cooperation schemes, including free trade agreements with big economies like China, the United States (through the Trans Pacific Partnership), and Japan would enable the country to participate more effectively in value and supply chains which are shifting to East Asia-Pacific as a result of strong economic growth in this region..

The second “S” describes Vietnam’s sustained economic growth. Between 1991 and 2010 averaged over 7% each year and, despite the many difficulties the country faced between 2011 and 2013, GDP growth still rose by 5.6%. It is important to note that Vietnam’s GDP growth has been increasingly higher on a quarterly basis since early 2013. It has been estimated that Viet Nam’s GDP will grow by 6-7% in 2014-2015 and beyond.

The third “S” means social and political stability (1). This, in combination with the Government’s commitment to secure investors’ lawful rights, has been a major advantage of Vietnam for many years and explained why Vietnam is always considered as a safe destination for foreign investors.

The forth “S” implies strong market demand in Vietnam. Today, Viet Nam’s population is about 90 million people and the country is found to have the fastest growing middle class in Southeast Asia. It is calculated that the middle and affluent class in Vietnam will double in size between 2014 and 2020, from 12 million to 33 million. This will turn Vietnam into a very attractive market for foreign investors in the years to come.

The final and very significant “S” emphasizes the strengthening of bilateral cooperation between Vietnam and European countries. Many European countries are Viet Nam’s important partners and their relations with Vietnam in recent years have been steadily strengthened. An important step is the signing of the Partnership and Cooperation Agreement (PCA) between Viet Nam and the EU in 2012, which creates the framework for deeper bilateral cooperation in the spirit of mutual benefit, comprehensiveness and equal partnership.

Though achieving encouraging successes over the past nearly 30 years, Vietnam economy has been facing many challenges. Economic growth has been slowing down over the past years; macro economics has been under a great pressure and has been experiencing imbalances. The economy appeared less competitive with low productivity. The old model based economic development can no longer bring a strong enough dynamic to maintain economic growth. To avoid the middle income trap, Vietnam economy needs a new and more powerful momentum. Having aware of this, Vietnam has launched a restructuring plan titled “Economic restructuring combining with renovation of growth model and with improvement of quality, efficiency and economic competitiveness”. The restructuring program, launched since 2011 has been targeting at 03 strategic breakthroughs:

– Improve institutional framework for a market-based economy, with a focus on creating an equal environment for competition and administrative reform.
– Quickly develop a high quality human resource.
– Build a synchronized infrastructure system.

This reform program, different with the previous one initiated 3 decades ago, focus on in-depth and fundamental change. In parallel to domestic reform, Vietnam continues to implement open-door policy and accelerate integration process. It has become an active member of ASEAN. Experiences of Vietnam over the past 03 decades of development showed that the two issues of domestic reform and integration have very close reciprocal and causal relations.

Based on the newly formed foundation of the above mentioned breakthroughs, Vietnam economy will operate under the following fundamental orientations:

1. Improve institution for a market-based economy with a socialist orientation; create an equal and transparent environment for competition among economic sectors; maximum mobilization and effective utilization of economic resources.
Properly settle the relations between state and market towards state plays a role to create and regulate market. Together with accelerating the equitization process, continue reform to ensure that the state would better carry out its function as owner of state own enterprises.

National financial policy should be designed in a way that it will be able to reasonably encourage, effectively allocate and use national resources for socio-economic development. Monetary policy must proactively and flexibly promote sustainable growth, control inflation, and stabilize currency. The State Bank’s role in monetary policy planning and implementation should be enhanced.

2. Strongly develop industry towards modernity, improve quality and competitiveness. Restructure industrial production towards increasing products’ science, technological and local contents. Give priority for development of products with comparative advantages and products with potentials to join the global production and value chain. Strongly develop supporting industry.

3. Develop service sectors, especially those with high value, great potentials and competitiveness. Developing service sector so as to achieve higher growth rate than that of manufacturing sector is an important direction in shifting economic structure.

4. Rapidly develop infrastructure, particularly transport and energy infrastructure.

5. Develop regions in harmonized and sustainable manners; develop new urban and rural areas. Promote advantage of each region, create links among regions. Select a number of regions with prominent advantage, especially coastal areas to build some economic zones to serve as engine for development.

6. Improving the efficiency and effectiveness of state management. Accelerate administrative reform; build a transparent and effective government.

Vietnam economic restructuring process has achieved initial positive results. Macro economics has been stably maintained, the economy has gradually regained its momentum. Business environment has positively been improved. During the 2015-2020 period, Vietnamese Government targets an average annual GDP growth of 6.5-7%; CPI 5%; average export growth of more than 10%; building a resilient banking and financial system; public debt and national debt below safety threshold. Vietnam steadfastly pursues open door and integration policies, create favorable business environment, encourage foreign investors to invest in Vietnam on mutual benefit and long term interest guarantee principles. With a geo-economic advantage of Vietnam, locating in East Asia region, which has been seen as an engine of growth for the world economy in the past decades; with great potentials in terms of human resources, political stability and with its full of promising successes of the economic restructuring plan combining with renovating economic growth model, Vietnam will be an attractive destination for foreign investors and Vietnam will always be a long term and reliable trading partner for other countries.

From the experiences of Vietnam, we can say that domestic reform and integration are a twin couple. High economic growth cannot be promoted without integration. Vice versa integration opportunities cannot be seized without domestic reform and without strongly built – up platform. Otherwise, the costs will be extremely high.

Economic cooperation between Vietnam and European countries has been greatly promoted in recent years. Vietnam – EU trade volume increases by 15-20% annually and reached over US$ 33 billion in 2013. EU is one of Vietnam’s largest investors with nearly 1,400 projects worth more than US$17 billion by end-2013.

Against this background, the negotiation of the EU-Vietnam free trade agreement (EVFTA) has created high expectations for businesses in Vietnam and the EU alike. In the recent visit to the EU by Vietnamese Prime Minister Nguyen Tan Dzung, the two sides adopted a joint statement which reaffirmed the importance of an early conclusion of the EVFTA and determined to achieve an ambitious and balanced outcome in all the market access area of the negotiations (trade in goods and services, investment flows, public procurement) as well as in rules and regulatory disciplines (intellectual property protection, investment protection, export duties…). Vietnam and EU leaders underscored that the completion of EVFTA will help Viet Nam integrate successfully as a market economy into the global economy.

According to the most recent EuroCham’s survey of the business climate in Vietnam, 4 in 5 respondents (in this case European businesses) expect that the EVFTA will bring about changes to their business. The majority of European businesses in Vietnam hold a positive outlook on the future and a majority perceives a future EVFTA to assist in realizing this positive business environment. It is expected that EVFTA will help promote high-quality FDI from European countries to Vietnam, boost two-way trade, and subsequently turn Vietnam into a hub for EU’s trade and investment activities in South East Asia.

With the encouragement of governments in Vietnam and Europe, we hope that European businesses, and investors particularly, will bring the potential of the EVFTA into full play by actively expanding trade and investment activities in Viet Nam in the years to come.

Potentials for economic relations between Vietnam and EU in general are huge. Opportunities are ahead to welcome us. We hope that the cooperation relationship between Vietnam and EU, will ever grow.
 
 
 
 
Notes:
1) Another interesting comparison, because the map of Vietnam is S-shaped
 
References
Chủ tịch EC: EU-Việt Nam cùng lạc quan hướng về phía trước
http://www.vietnamplus.vn/chu-tich-ec-euviet-nam-cung-lac-quan-huong-ve-phia-truoc/277677.vnp
 
Doi Moi
http://en.wikipedia.org/wiki/Doi_Moi
 
Economic Reform in Vietnam
http://www.palgrave.com/page/detail/economic-reform-in-vietnam-keith-griffin/?K=9780312215378
 
GDP Việt Nam có thể tăng tới 15% nếu FTA Việt Nam-EU được ký kết
ttp://www.tgvn.com.vn/Item/VN/KinhTe/2014/9/DF3243C08A445F95/
 
Market Reform in Vietnam: Building Institutions for Development
http://www.amazon.com/Market-Reform-Vietnam-Institutions-Development/dp/1567202888
 
Trade reform in Vietnam: Opportunities with Emerging Challenges
http://elibrary.worldbank.org/doi/book/10.1596/1813-9450-3076
 
Vietnam squanders reform opportunity
http://www.atimes.com/atimes/Southeast_Asia/SEA-01-111213.html