In un contesto di forte incertezza macroeconomica globale e di volatilità delle valute asiatiche, lo yuan cinese si distingue per la sua stabilità e tendenza al rafforzamento. Un percorso solido che favorisce la cooperazione finanziaria regionale e riduce i rischi di cambio.
yuan
Nei giorni scorsi, il Ministero delle Finanze russo ha ricevuto ordini per l’emissione di due tranche di obbligazioni sovrane denominate in yuan, negoziate sul mercato interno, unendosi a diversi Paesi, tra cui Ungheria e Indonesia.
Sempre più nazioni stanno usando lo yuan cinese nelle transazioni internazionali. La valuta cinese ha superato lo yen giapponese nelle transazioni internazionali.
di Andrea Puccio | occhisulmondo.info FONTE ARTICOLO: https://www.occhisulmondo.info/2023/04/22/la-russia-vendera-le-proprie-risorse-energetiche-solo-in-valute-nazionali/ Cercare di abbandonare l’uso del dollaro statunitense nelle transazioni internazionali è diventata la priorità per le economie di molti paesi che non intendono più dipendere dai capricci del paese nord americano. Tra le nazioni in prima linea nel cercare vie diverse per regolare le proprie negoziazioni senza l’uso del dollaro troviamo la Russia e la Cina. La prima cerca di eludere le numerosi sanzioni a lei applicate dopo l’inizio della guerra in Ucraina dai paesi occidentali, la seconda invece teme che il prossimo paese a su cui si abbatterà la scure di Washington sia proprio Pechino e per questo, viste le esperienze passate, cerca in tutti i modi di allontanarsi dal dollaro. La Russia sta passando alle valute nazionali per il pagamento delle risorse energetiche, ha detto il Vice Primo Ministro Alexander Novak. Parlando ai media, Novak ha spiegato che lo yuan e il rublo sono molto richiesti e nel prossimo futuro la Federazione intende abbandonare del tutto l’euro e il dollaro. “La tendenza è cambiata molto sulla riduzione dell’uso di dollari o euro. Visti gli attuali problemi nelle transazioni con queste valute, nei nostri regolamenti ci stiamo muovendo solo verso le valute nazionali, lo yuan è richiesto qui, il rublo è richiesto”, ha detto, riferisce Sputnik. Abbandonare il dollaro ed iniziare i commerci nelle proprie valute nazionali è la tendenza attuale di tutti quei paesi che non hanno più intenzione di sottostare alle politiche economiche imposte dagli Stati Uniti. Sono già molti i paesi che commerciano con le proprie valute nel mondo ed il conflitto tra Russia ed Ucraina, a causa delle sanzioni applicate a Mosca, ha accelerato questo processo di dedollarizzazione. “Questa tendenza continuerà, i nostri colleghi stanno già pagando il gas in yuan in Cina, in parte anche il petrolio. Anche i pagamenti vengono effettuati in rubli. Continueremo a migliorare questi regolamenti reciproci nelle valute nazionali”, ha aggiunto Novak, il quale considera molto alto l’interesse attuale nei confronti delle risorse energetiche russe, motivo per cui sarebbe necessario creare meccanismi per i regolamenti, che possono essere solo in valute nazionali.
di Andrea Puccio | Occhisulmondo.infoFONTE ARTICOLO: BRASILE: LO YUAN DIVENTA LA SECONDA MONETA NELLE RISERVE VALUTARIE | OCCHI SUL MONDO Lo yuan cinese ha superato l’euro ed è diventata la seconda valuta più importante nelle riserve internazionali brasiliane, secondo un rapporto della Banca centrale come riflesso dell’approfondimento dei legami economici del Brasile con il suo più grande partner commerciale. Fino al 2018, lo yuan era assente dalle riserve estere del paese e ora rappresenta il 5,37% del totale (dati di fine 2022), superando la quota del 4,74% dell’euro. Il dollaro continua a dominare e ammonta all’80,42% delle riserve internazionali totali del paese alla fine dello scorso anno. All’inizio di quest’anno, la Cina e il Brasile si sono mossi per ridurre il dominio del dollaro, con un accordo sull’istituzione di misure di compensazione dello yuan per facilitare il commercio bilaterale e gli investimenti. La Cina è il principale acquirente di minerale di ferro, semi di soia, carne, zucchero e cellulosa esportati dal Brasile. Nel suo rapporto annuale sulle riserve, la Banca Centrale ha riferito che non ci sono state variazioni significative nella composizione del portafoglio rispetto all’anno precedente, quando ha cercato di diversificare le sue allocazioni strategiche, che includono l’aumento dell’esposizione in yuan e anche in oro. Le riserve internazionali totali del Brasile sono scese a 324,70 miliardi di dollari nel 2022, da 362,2 miliardi di dollari dell’anno precedente, a causa di una perdita del 7,45% nei rendimenti del portafoglio causata dall’aumento dei tassi di interesse negli Stati Uniti e dalla valutazione del dollaro rispetto ad altre valute nel periodo.
di Andrea Puccio | occhisulmondo.info FONTE ARTICOLO: LA FRANCIA ACQUISTA GAS DALLA CINA IN YUAN | OCCHI SUL MONDO La Francia ha comprato per la prima volta gas naturale liquefatto (GNL) dalla Cina pagandolo in yuan ha riferito la Shanghai Petroleum and Natural Gas Exchange. Il colosso cinese del gas e del petrolio CNOOC e la francese TotalEnergies hanno realizzato per la prima volta una transazione per l’acquisto di gas naturale liquefatto non in dollari ma in yuan, secondo quanto dichiarato dalla Shanghai Petroleum and Natural Gas Exchange, la borsa cinese dove vengono quotati sia il gas che il petrolio. “CNOOC e TotalEnergies hanno completato il primo scambio di GNL sulla borsa con regolamento in valuta cinese”, ha dichiarato la borsa in un comunicato riportato da Reuters. L’operazione di compra vendita di gas naturale dalla Cina alla Francia ha riguardato circa 65.000 tonnellate di GNL importate dagli Emirati Arabi Uniti. La multinazionale francese, uno dei principali commercianti di GNL al mondo, ha confermato alla Reuters che il commercio riguardava GNL importato dagli Emirati Arabi Uniti, ma ha rifiutato di commentare ulteriormente l’accordo. Un altro segnale inequivocabile della volontà cinese di staccarsi gradualmente dall’egemonia del dollaro nelle transazioni internazionali e la conferma che sostituire completamente il gas russo in Europa equivale pure ad accettare di acquistarlo in yuan dalla Cina che ha ovviamente tutto l’interesse a rafforzare la sua moneta. Ma questo è solo l’ultimo segnale di una lenta ma inesorabile caduta del potere del dollaro a livello internazionale, continuate a domandarvi quindi perché la Cina e la Russia rappresentino per Washington una minaccia ai propri interessi dato che l’egemonia del dollaro permette agli Stati Uniti di trasferire gli effetti delle continue crisi finanziarie sul resto dei paesi del mondo. Nel mese di dicembre il presidente cinese Xi Jinping durante una visita a Riad, in Arabia Saudita, aveva dichiarato la necessità di iniziare a commerciare il petrolio con il paese arabo nella propria moneta. Aveva per questo affermato che la Cina e le nazioni arabe del Golfo dovrebbero utilizzare la Shanghai Petroleum and National Gas Exchange come piattaforma per effettuare il regolamento in yuan degli scambi di petrolio e gas. Tuttavia, Pechino ha ancora molta strada da fare prima di detronizzare il biglietto verde come riserva globale: sebbene la valuta cinese abbia fatto breccia nel commercio mondiale, lo yuan rappresenta solo il 2,7% del mercato, rispetto al 41% del dollaro statunitense, riporta Scenari Economici. La decadenza del dollaro nelle transazioni internazionali è inesorabile ed è stata favorita proprio dalle sanzioni che gli Stati Uniti e l’Unione Europea hanno introdotto contro la Federazione Russa a seguito del conflitto in Ucraina. La Russia infatti usa la moneta cinese nelle transazioni tra i due paesi. Non bisogna dimenticare poi l’intenzione della Turchia di usare la propria moneta per acquistare petrolio dalla Russia e l’intenzione di Mosca di usare la lira turca per gli acquisti ad Ankara. Solo un paio di giorni fa il presidente del Kenia ha affermato di aver deciso di acquistare petrolio...
di Anna Lotti FONTE ARTICOLO: AGCcommunicationnews.eu La Russia fa sempre più affidamento sul rublo e sullo yuan per i pagamenti transfrontalieri, i finanziamenti e altro a un anno da quando ha iniziato le operazioni militari in Ucraina, viste le sanzioni occidentali che limitano il suo accesso al dollaro e all’euro. A marzo 2022, la Società per le telecomunicazioni finanziarie interbancarie mondiali, Swift ha disconnesso diverse importanti banche russe dalla sua rete di regolamento globale a causa della guerra. Il dollaro e l’euro rappresentavano il 34% e il 19% dei pagamenti delle esportazioni della Russia a settembre 2022, secondo la sua Banca centrale, in calo rispetto al 52% e al 35% di gennaio, prima che le sanzioni entrassero in vigore. Alcuni pagamenti per il gas russo vengono ancora effettuati in dollari ed euro, anche tramite Gazprombank, una sussidiaria della Gazprom che è esente dal divieto Swift, nonché tramite unità russe di banche occidentali. Ma una parte crescente dei pagamenti, il 47% a settembre 2022, viene effettuata utilizzando lo yuan e il rublo. Gazprom ha convertito le esportazioni di gas verso la Cina in yuan e rublo dal dollaro. Alcuni importatori europei ora pagano anche in rubli. Le sanzioni europee sul petrolio russo hanno alimentato un aumento delle esportazioni verso l’Asia, accelerando ulteriormente lo spostamento verso lo yuan. Le aziende stanno anche esplorando alternative a Swift. Le transazioni giornaliere medie sul sistema di pagamento interbancario transfrontaliero cinese, Cips, sono aumentate di circa il 50% dall’inizio dell’invasione arrivando a 21.000 a gennaio 2023. «Il Cips fondamentalmente gestisce solo i pagamenti basati sullo yuan, quindi è un’alternativa limitata allo Swift (…) potrebbe diventare più popolare nei paesi che potrebbero potenzialmente subire sanzioni dagli Stati Uniti o dall’Europa», riporta Nikkei. Il ridotto afflusso di dollari ed euro ha ridotto la disponibilità di valuta estera in Russia. I prestiti in valuta estera alle imprese sono diminuiti del 13% tra marzo e ottobre, mentre i prestiti in rubli sono aumentati dell’11%. Gli investitori stranieri, precedentemente responsabili del 10% circa delle transazioni sui titoli di stato russi, sono quasi completamente usciti dal mercato. Il paese ha emesso esclusivamente obbligazioni denominate in rubli dall’inizio delle operazioni ucraine e la percentuale di queste attività detenute da attori stranieri è scesa a circa il 10% da circa il 20%. Le opzioni per l’invio di denaro dentro e fuori la Russia si stanno solo restringendo. La giapponese Mizuho Bank a ottobre ha detto ai clienti di utilizzare valute diverse dal dollaro per le rimesse in Russia, dopo che una banca corrispondente in dollari ha dichiarato che avrebbe interrotto l’elaborazione delle rimesse dei clienti per l’unità di Mosca della banca nella valuta statunitense. Il timore diffuso tra gli operatori è che il sistema finanziario globale si frammenti ulteriormente, riducendo l’efficienza economica e minando le sanzioni occidentali.
A cura di China-Lusophone Brief – www.clbrief.com La Banca popolare cinese (PBOC) ha recentemente firmato un memorandum di cooperazione con la Banca centrale del Brasile per stabilire accordi di compensazione del renminbi nella più grande economia dell’America Latina, ha annunciato la scorsa settimana la Banca centrale cinese. “Questi accordi aiuteranno le imprese e le istituzioni finanziarie dei due Paesi a condurre transazioni transfrontaliere utilizzando lo yuan cinese”, ha affermato la PBOC. “Faciliteranno inoltre ulteriormente il commercio e gli investimenti bilaterali”, ha aggiunto la banca. Il Brasile è il principale partner commerciale della Cina in America Latina, dove il volume degli scambi bilaterali ha superato i 100 miliardi di dollari per quattro anni consecutivi. La Cina è stata il principale partner commerciale del Brasile per 13 anni consecutivi. Il commercio bidirezionale tra Cina e Brasile ha raggiunto i 172 miliardi di dollari nel 2022, secondo i dati delle dogane cinesi. Negli ultimi mesi la Cina ha firmato simili accordi di compensazione dello yuan con Pakistan, Kazakistan e Laos. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato al vicepresidente cinese Wang Qishan che il suo Governo è disposto ad espandere le relazioni con il gigante asiatico, principale partner commerciale del Brasile. “La Cina è il nostro principale partner commerciale e possiamo espandere ulteriormente le relazioni tra i nostri Paesi”, ha detto il leader progressista sui social network dopo un incontro con Qishan, che ha rappresentato il presidente cinese Xi Jinping alla cerimonia di insediamento di Lula. Lula, che ha assunto per la terza volta la carica di capo dello Stato del Brasile, ha affermato che il vicepresidente cinese ha consegnato una lettera in cui Xi annunciava anche la volontà di ampliare la cooperazione tra i due Paesi. La Cina ha sostituito gli Stati Uniti quasi un decennio fa come principale partner commerciale del Brasile e negli ultimi anni è diventata una delle principali fonti di investimenti diretti esteri nel Paese. Secondo i dati diffusi questo lunedì dal governo, il Brasile ha ottenuto un surplus record nella sua bilancia commerciale di 62,31 miliardi di dollari nel 2022, grazie in parte all’aumento degli scambi con la Cina. La Cina è stata la principale destinazione delle esportazioni brasiliane lo scorso anno, con vendite per 91,26 miliardi di dollari, e anche la principale fonte di importazioni del Paese, con acquisti per 61,5 miliardi di dollari. Il commercio tra i due Paesi è cresciuto negli ultimi anni nonostante il raffreddamento delle relazioni durante il mandato del predecessore di Lula, Jair Bolsonaro. Lula ha detto prima del suo ritorno alla presidenza che nel suo Governo allargherà i rapporti non solo con i Paesi latinoamericani e africani ma anche “con le grandi potenze come la Cina e gli Stati Uniti, con i quali”, ha affermato, “avrà rapporti pragmatici”.
di Kimberly Amadeo FONTE ARTICOLO: THE BALANCE MONEY Proponiamo un articolo pubblicato qualche anno fa da The Balance Money, aggiornato a fine 2022. Un testo semplice che aiuta a comprendere le complesse dinamiche della guerra tra valute cui stiamo assistendo. l piano cinese per sostituire il dollaro. La Cina vuole che la sua valuta, lo yuan, sostituisca il dollaro USA come valuta globale del mondo. Ciò gli darebbe un maggiore controllo sulla sua economia. Man mano che la potenza economica della Cina cresce, sta adottando misure affinché ciò accada. Potremmo vedere un passaggio da un mondo dominato dal biglietto verde a un mondo dominato dal biglietto rosso? Se sì, come e quando accadrebbe questo passaggio? Quali sarebbero le conseguenze? Punti chiave1. Attualmente il dollaro USA è la valuta globale del mondo, fatto che offre agli Stati Uniti un vantaggio economico e politico.2. Prima che lo yuan possa diventare una valuta globale, deve prima diventare una valuta di riserva detenuta dalle banche centrali di tutto il mondo.3. Tra i vantaggi di cui godrebbe la Cina vi sono costi commerciali inferiori, una maggiore domanda di yuan in tutto il mondo e una minore preoccupazione per il valore del dollaro USA rispetto allo yuan. Eventi preliminari La Cina sta lavorando duramente per rendere lo yuan la prossima valuta globale. Sebbene, attualmente, sia una valuta di riserva, lo yuan non può fare uscire di scena il dollaro USA senza che si siano verificati in precedenza diversi scenari importanti, tra cui: Le banche centrali di tutto il mondo devono scegliere di mantenere un totale di almeno 700 miliardi di dollari di yuan in riserve valutarie; La People’s Bank of China (PBOC) deve consente il libero scambio dello yuan e allentare il suo ancoraggio al dollaro USA; La PBOC dovrebbe diventare schietta sulle sue intenzioni future con lo yuan; I mercati finanziari cinesi devono diventare trasparenti; Le politiche monetarie cinesi vengono percepite come stabili; Lo yuan acquisisce la reputazione di stabilità riconosciuta al dollaro USA, sostenuta dall’enormità e dalla liquidità dei buoni del Tesoro USA; I benefici per la Cina con lo Yuan come valuta di riserva Prima che lo yuan possa diventare una valuta globale, deve prima avere successo come valuta di riserva. Una valuta di riserva è quella valuta detenuta in grandi quantità da governi e istituzioni come supplemento alle rispettive valute nazionali. Una volta stabilitosi con successo come valuta di riserva, lo yuan darebbe alla Cina i seguenti vantaggi: Più contratti internazionali potrebbero essere prezzati in yuan, il che significherebbe che la Cina non dovrebbe preoccuparsi così tanto del valore del dollaro; Tutte le banche centrali dovrebbero detenere lo yuan come parte delle loro riserve di valuta estera, il che metterebbe lo yuan in una posizione di domanda più elevata e tassi di interesse inferiori per le obbligazioni denominate in tale valuta; Gli esportatori cinesi avrebbero costi di prestito inferiori; La Cina avrebbe più peso economico rispetto agli Stati Uniti; Sosterrebbe le riforme economiche del Presidente Xi Jinping. Come lo Yuan sta...
Dal 1 ottobre la valuta cinese è entrata a far parte del paniere di calcolo degli Special Drawing Rights, l’unità di conto del Fondo Monetario Internazionale. Un ulteriore passo avanti verso la piena inclusione di Pechino nel sistema finanziario internazionale UNA DECISIONE STORICA – Era il 30 novembre del 2015 quando l’IMF decise l’inclusione della valuta nazionale cinese nel paniere degli Special Drawing Rights (una sorta di asset monetario globale ideato alla fine degli anni Sessanta e ponderato sui valori delle maggiori valute di riserva). Insieme a dollaro, euro, yen e pound. Una decisione storica, ufficializzata, come da programma, lo scorso primo ottobre. Pertanto, asset denominati in yuan verranno da oggi valutati in modo ancor più favorevole. Se alcune decine di banche centrali già detengono yuan nelle loro riserve, per un totale di quasi il 2 per cento al livello globale, con la decisione del 1 ottobre la presenza dello yuan crescerà in automatico, benché modestamente, e i prestiti del Fondo monetario saranno correlati anche alla valuta cinese; poi starà alle banche centrali riorganizzare eventualmente le proprie riserve ufficiali aumentando le quote di asset in yuan. E’ evidente che si tratta di un traguardo molto rilevante per la presenza cinese nella finanza globale, conseguito in ragione di uno sviluppo socioeconomico senza precedenti. Tuttavia, per molti si tratta di un punto di partenza piuttosto che di arrivo. Essere negli SDRs non garantisce di divenire in breve tempo una vera valuta di riserva, cioè ampiamente richiesta nel mondo. Peraltro, l’integrazione finanziaria tra Cina e il resto del mondo è asimmetrica, nel senso che sta crescendo gradualmente con alcuni Paesi in via di sviluppo mentre è più rallentata con quelli del sistema nordatlantico, benché vi siano nuovi segnali di parziale apertura. LA STRADA E’ ANCORA LUNGA – Sicuramente la Cina ha già garantito maggiore apertura agli scambi di capitali con l’estero e un maggiore accesso a banche straniere. Di fatto, però, permangono barriere geopolitiche ed economiche: se la Cina ha una politica monetaria attentamente controllata e non si può ancora permettere una totale convertibilità dello yuan, i cui margini di circolazione internazionale si sono notoriamente ampliati negli ultimi 5 anni, gli Usa, ad esempio, non sono ancora propensi ad aprire alle banche statali cinesi (a parte alcune eccezioni) e non vedono di buon occhio la concorrenza che lo yuan potrebbe esercitare sul predominio del dollaro, strumento unico per influenzare e condizionare a proprio vantaggio le relazioni col resto del mondo. Peraltro Stati Uniti ed Europa hanno sistemi bancari saturie quindi poco permeabili. Su Geofinanza e geopolitica (Parenti F.M. e Rosati U., Egea 2016) Ann Lee, esperta di politica economica cinese e relazioni sino-statunitensi, delinea i tratti salienti di questo nuovo scenario competitivo, sottolineando che i principali limiti a uno sviluppo dello yuan come valuta di riserva globale – cioè capace di competere con il dollaro e l’euro – siano non solo tecnici, legati all’inerzia e al maggiore sviluppo e livello di sofisticazione dei mercati finanziari occidentali, ma soprattutto geopolitici. Lee vede negli...