7 Ottobre 2026

Wang Yi

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Alla conferenza stampa a margine della quarta sessione della XIV Assemblea Nazionale del Popolo, Wang Yi ha condannato l’operazione militare USA-Israele contro l’Iran, richiamando un antico detto cinese. Pechino chiede cessate il fuoco e soluzione politica.
u invito del vicepremier e ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani e del consigliere federale e ministro degli Esteri Ignazio Cassis, dal 7 al 12 ottobre il membro dell’Ufficio politico del Comitato centrale del PCC e ministro degli Esteri cinese Wang Yi si recherà in Italia per presiedere la 12ª riunione congiunta del Comitato governativo Cina-Italia, per poi volare in Svizzera dove terrà la 4ª tornata del Dialogo strategico tra i ministri degli Esteri di Cina e Svizzera, ha annunciato domenica una portavoce del Ministero degli Esteri cinese.
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A cura di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Il 14 novembre 2022, ora locale, il presidente Xi Jinping ha avuto un incontro con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden a Bali, in Indonesia. Dopo l’incontro, il consigliere di Stato e ministro degli Esteri Wang Yi ha informato i media sull’incontro e ha risposto alle domande dei giornalisti. Il presidente Xi Jinping ha appena tenuto un incontro con il presidente degli Stati Uniti Joe Biden. L’incontro è stato seguito da vicino dalla comunità internazionale. Potrebbe spiegarci come è andato l’incontro? Questo pomeriggio il presidente Xi Jinping e il presidente Joe Biden hanno avuto un incontro faccia a faccia a Bali, come proposto dalla parte statunitense. I due capi di Stato hanno avuto discussioni franche, approfondite, costruttive e strategiche sulle principali questioni riguardanti le relazioni Cina-USA e le prospettive di pace e sviluppo nel mondo. La parte cinese ha rilasciato un comunicato stampa sull’incontro. Vorrei condividere ulteriormente quanto segue con voi. Innanzitutto, l’incontro è molto importante. Esso rappresenta tre “prime volte” per i due leader: il loro primo incontro faccia a faccia negli ultimi tre anni, il loro primo vertice faccia a faccia da quando il presidente Biden è entrato in carica e la loro prima interazione dopo che Cina e Stati Uniti quest’anno hanno completato le rispettive principali agende nazionali. In secondo luogo, la comunicazione è molto profonda. I due leader si conoscono da molti anni e hanno avuto lunghe e approfondite discussioni durante tutte le loro telefonate e videoconferenze. L’incontro di Bali non è solo una continuazione dei loro scambi passati, ma anche il segnale di un nuovo punto di partenza. L’incontro è durato più di tre ore nonostante la traduzione simultanea, più del previsto. Gli scambi sono esaurienti, profondi e sinceri, oltre che costruttivi e di importanza strategica. In terzo luogo, l’incontro è stato ricco di contenuti. I due presidenti hanno discusso cinque argomenti, vale a dire le rispettive politiche interne ed estere, le relazioni Cina-USA, la questione di Taiwan, il dialogo e la cooperazione in vari campi e le grandi questioni internazionali e regionali. Ciò ha praticamente coperto gli aspetti più importanti delle relazioni bilaterali e le questioni regionali e globali più urgenti al momento. In quarto luogo, l’incontro fornisce una guida per il futuro. La diplomazia dei capi di Stato è la bussola e l’ancora delle relazioni Cina-USA, e svolge un ruolo strategico insostituibile nel guidare la crescita della relazione. Allo stato attuale, le relazioni sinostatunitensi stanno affrontando gravi difficoltà e si trovano a un bivio critico. Durante il loro incontro, i due presidenti hanno svolto il ruolo di guida per impostare il rapporto sulla giusta rotta e hanno anche definito i piani a tal fine. Il presidente Xi Jinping ha informato il presidente Biden sui risultati chiave e sull’importante significato del 20° Congresso nazionale del Partito Comunista Cinese. Ha sottolineato che le politiche interne ed estere del PCC e del governo cinese sono aperte e trasparenti, con intenzioni strategiche chiaramente dichiarate e trasparenti e caratterizzate...
Wang Yi
di Giulio Chinappi Lo scorso settembre, il presidente Xi Jinping ha lanciato l’Iniziativa Globale per lo Sviluppo, un progetto pernsato per rispondere congiuntamente alle sfide globali a fronte dell’esperienza pandemica. Il 9 maggio, si è tenuto il vertice del Gruppo di Amici dell’Iniziativa Globale per lo Sviluppo, con la partecipazione del Ministro degli Esteri Wang Yi e del Segretario generale dell’ONU António Guterres. Nonostante lo status acquisito di seconda potenza economica mondiale, la Repubblica Popolare Cinese continua a perseguire una politica basata sul multilateralismo e sulla cooperazione globale al fine di affrontare le sfide comuni che si pongono sul cammino dell’umanità, come dimostrato dalla crisi epidemica degli ultimi anni. Nell’ambito di questa visione che caratterizza tutta la politica estera cinese, il presidente Xi Jinping ha lanciato lo scorso settembre l’Iniziativa Globale per lo Sviluppo (GDI, acronimo dell’inglese Global Development Initiative). Lunedì 9 maggio, il Gruppo di Amici dell’Iniziativa per lo Sviluppo Globale ha tenuto un incontro virtuale ad alto livello con la partecipazione del consigliere di Stato cinese e Ministro degli Esteri Wang Yi e del Segretario generale delle Nazioni Unite, l’ex primo ministro portoghese António Guterres. All’iniziativa hanno partecipato venti dirigenti delle agenzie ONU e delegati di oltre 100 Paesi. Sono intervenuti, tra gli altri, i rappresentanti diplomatici di Arabia Saudita, Bielorussia, Bolivia, Burundi, Cambogia, Capo Verde, Corea Popolare, Cuba, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia, Gabon, Indonesia, Iran, Kazakistan, Kirghizistan, Laos, Malesia, Marocco, Mongolia, Nicaragua, Nigeria, Pakistan, Perù, Qatar, Russia, Singapore, Siria, Sri Lanka, Sudafrica, Tagikistan, Thailiandia, Togo, Tunisia, Uzbekistan, Venezuela, Vietnam, Yemen, Zimbabwe. I partecipanti internazionali hanno sottolineato congiuntamente il ruolo guida della Cina nella promozione dello sviluppo sostenibile e hanno espresso il loro forte sostegno alla GDI e la speranza che i membri del Gruppo di Amici lavoreranno insieme per approfondire la cooperazione nelle aree prioritarie in modo da facilitare lo sviluppo globale . L’evento è stato presentato e moderato da Zhang Jun, rappresentante permanente della Cina presso le Nazioni Unite. L’intervento che ha ricevuto la maggior attenzione mediatica è stato invece quello del ministro degli Esteri della Repubblica Popolare, Wang Yi, che ha chiesto un partenariato per lo sviluppo globale equo ed equilibrato e il sostegno della funzione di coordinamento generale delle Nazioni Unite nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile. “Ci incontriamo in un momento in cui il mondo è assalito da cambiamenti globali e da una pandemia che capita una volta ogni secolo“, ha esordito il ministro cinese. “La ripresa economica mondiale sta affrontando venti contrari. Il divario Nord-Sud continua ad allargarsi. La cooperazione allo sviluppo sta perdendo forza. E l’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile deve affrontare sfide senza precedenti. Lo scorso settembre, il presidente Xi Jinping ha proposto la GDI all’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Lo scopo è galvanizzare l’attenzione mondiale allo sviluppo, rafforzare la partnership di sviluppo globale, promuovere la cooperazione internazionale allo sviluppo e dare nuovo slancio alla realizzazione degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile per il 2030“. Wang Yi ha affermato che fin dall’inizio la GDI è stata accolta calorosamente dalla comunità internazionale. Più di 100 Paesi hanno espresso sostegno e ben 53 paesi hanno aderito al Gruppo di Amici. Ciò dimostra pienamente che...
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Il testo delle dichiarazione congiunta è consultabile in lingua inglese al seguente indirizzo Il 22 e 23 marzo scorso a Guilin (regione autonoma del Guangxi, Cina) il consigliere di Stato e ministro degli Esteri cinese Wang Yi e il suo omologo russo Sergey Lavrov hanno tenuto un colloquio ricco di risultati. “I due ministri hanno avuto uno scambio di opinioni sullo stato delle relazioni bilaterali e su importanti questioni internazionali e regionali, raggiungendo una serie di nuovi consensi”. Queste parole sono state dette da Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri cinese. “I due capi della diplomazia di Cina e Russia hanno inoltre firmato e pubblicato la “Dichiarazione congiunta su diversi problemi per la governance globale da parte dei due ministri degli Esteri”, in cui hanno esposto la corretta connotazione di diversi concetti tra cui quello di “diritti umani”, “democrazia”, “ordine internazionale” e “multilateralismo”, mostrando la loro ferma volontà di difendere insieme l’equità e la giustizia internazionale. La pandemia di Coronavirus in corso è servita da catalizzatore per un cambiamento nell’ordine mondiale e ha provocato squilibri ancora maggiori nel sistema di governance globale. I processi di crescita economica sono influenzati e stanno emergendo numerose nuove sfide e minacce. Il mondo è entrato in un periodo di forte turbolenza e rapidi cambiamenti. In questo contesto, chiediamo alla comunità internazionale di mettere da parte ogni differenza, di rafforzare la comprensione reciproca e di costruire la cooperazione nell’interesse della sicurezza globale e della stabilità geopolitica per contribuire alla creazione di un ordine mondiale multipolare più giusto, più democratico e razionale. Tutti i diritti sono universali, indivisibili e correlati. Lo sviluppo sostenibile è la base per migliorare il tenore di vita e la qualità della vita della popolazione di ogni stato contribuendo, così, al rispetto di tutti i diritti umani. Lo sviluppo e l’attuazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali sono interdipendenti. Basandosi su questo, e tenuto conto delle loro specificità nazionali, tutti gli Stati dovrebbero proteggere e attuare i diritti umani nella sfera politica e socioeconomica, e in campi come la cultura e l’ambiente; dovrebbero inoltre promuovere uno sviluppo globale dell’individuo e migliorare il benessere dei loro popoli.La promozione e la protezione dei diritti umani è un compito comune alla comunità internazionale, il che significa che i suoi membri dovrebbero prestare uguale attenzione a un’implementazione sistematica di tutte le categorie di diritti umani. È ora di smetterla di allegare un’agenda politica al tema dei diritti umani e di abbandonare la pratica di usarla come pretesto per interferire negli affari interni di altri Stati e applicare i doppi standard. Dobbiamo tutti costruire un dialogo basato sui principi di uguaglianza e rispetto reciproco, a beneficio di tutti i popoli e paesi. 2. La democrazia è una delle conquiste dell’umanità. Uno dei suoi principi di base è la regola del popolo stabilita per legge, il che significa che ogni cittadino ha il diritto di partecipare al governo del proprio paese, mentre utilizza il potere loro concesso per scopi legittimi.Allo stesso tempo, non esiste uno...