14 Agosto 2026

via della seta

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Negli ultimi mesi l’attenzione geo-politica è rivolta ai possibili e futuri vantaggi dell’ India-Middle-East-Europe-Corridor (IMEC) anche denominata “Via del Cotone”, iniziativa infrastrutturale di portata strategica sostenuta dagli Stati Uniti e lanciata al vertice del G20 di Nuova Delhi in settembre 2023. Si tratta di un corridoio economico che mira a collegare India (Mumbai), Medio Oriente (Arabia Saudita, Giordania, Israele) ed Europa (Grecia, Trieste, Genova e Marsiglia) in una rete integrata di trasporti, energia e comunicazioni, promuovendo la cooperazione economica, commerciale, energetica e di sicurezza. Compito non secondario dell’ IMEC è costruire un’alternativa ai progetti in corso dei rami della Belt and Road (BRI) cinesi e a facilitare il porto di Haifa (Israele) senza dover passare per Suez e il Mar Rosso.
A cura di Giulio Chinappi Insieme a Maria Morigi, docente e studiosa di archeologia, storia dell’arte e religioni orientali, affrontiamo la questione dello Xinjiang, smentendo la propaganda anticinese dei media occidentali e approfondendo la conoscenza di questa regione, anche alla luce dell’iniziativa della Nuova Via della Seta. Newsletter Centro Studi Eurasia e Mediterraneo [tnp_form id=”1″]
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di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/05/06/uzbekistan-approvata-la-riforma-costituzionale-nuovi-accordi-con-la-russia/ Il 30 aprile, i cittadini dell’ex repubblica sovietica dell’Uzbekistan sono stati chiamati alle urne per votare un referendum costituzionale promosso dal governo del presidente Shavkat Mirziyoyev, in carica dal 2016 e confermato per un secondo mandato nel 2021. Secondo i risultati pubblicati nelle ore successive, oltre il 90% dei votanti ha sostenuto la modifica della legge fondamentale, come dichiarato dal responsabile del Commissione Elettorale Centrale, Zayniddin Nizam Hojaev: “Secondo i rapporti preliminari, il 90,21% dei cittadini ha votato a favore [della revisione], il 9,35% contro, con lo 0,49% di schede danneggiate o riconosciute non valide“, ha detto Nizam Hojaev in una conferenza stampa. L’affluenza alle urne è stata dell’84,54%, ha aggiunto, affermando che oltre 16,6 milioni di persone su 19 milioni di cittadini del Paese elencati come elettori hanno preso parte al referendum. Zhang Ming, segretario generale dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), ha affermato che gli osservatori della SCO non hanno riscontrato alcuna violazione della legislazione: “La missione afferma che il referendum si è svolto nel rispetto della legislazione della Repubblica dell’Uzbekistan e dei suoi impegni internazionali“, ha dichiarato l’esperto cinese. I principali punti della riforma riguardano l’estensione del mandato presidenziale da cinque a sette anni, la proclamazione dell’Uzbekistan come Stato sociale e l’abolizione della pena di morte nel paese dell’Asia centrale. La riforma sul mandato presidenziale permetterà dunque a Mirziyoyev di candidarsi per un terzo mandato consecutivo nel 2026, e potenzialmente restare al potere fino al 2033. Vista la rapidità con la quale sono stati ufficializzati i risultati, la Commissione Elettorale Centrale ha comunicato anche che la riforma costituzionale è ufficialmente entrata in vigore a partire dal 1° maggio. Nel frattempo, l’Uzbekistan continua ad intrattenere strette relazioni economiche e commerciali con la Russia, rifiutandosi di aderire alle sanzioni unilaterali imposte illegalmente dagli Stati Uniti e dai Paesi vassalli di Washington, nonostante le forti pressioni esterne. Secondo Denis Manturov, vice primo ministro russo, gli scambi bilaterali tra i due Paesi potrebbero raggiungere il valore record di 12 miliardi di dollari alla fine del 2023, dopo aver superato la soglia dei 10 miliardi lo scorso anno: “Per quanto riguarda quest’anno, stiamo già assistendo a una crescita incrementale. Credo che ci avvicineremo ai 12 miliardi di dollari a meno che non si verifichino eventi catastrofici”, ha dichiarato Manturov in occasione del vertice con il suo omologo uzbeko, Jamshid Khodjaev. Questo trend è in linea con quello degli scambi che la Russia intrattiene con tutte le cinque ex repubbliche sovietiche dell’Asia centrale, visto che questo dato ha fatto segnare un aumento del 15% nel 2022, raggiungendo la somma complessiva di 42 miliardi di dollari. Manturov ha anche sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione industriale e sviluppare impianti di produzione comuni: “Questo è ciò che costituisce il contributo fondamentale alle [nostre] relazioni commerciali ed economiche“, ha osservato. “Stretti legami di collaborazione si traducono sempre in stabilità e garantiscono un flusso reciproco di scambi“, ha sottolineato Manturov. Dal canto suo, Khodjaev ha affermato che, al contrario di quanto previsto dalle leadership occidentali, la situazione geopolitica ha solo rafforzato la cooperazione...
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di Andrea Puccio | www.occhisulmondo.info FONTE ARTICOLO: https://www.occhisulmondo.info/2023/05/05/litalia-si-avvia-ad-uscire-dalla-nuova-rotta-della-seta/ Il nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni incontra Kevin Mccarthy, fondatore Del Comitato Ristretto anti-Cinese, ed il tema del colloquio è facilmente intuibile: l’uscita del nostro paese dall’accordo sulla nuova rotta della seta. Come avevamo scritto il 26 aprile scorso è molto probabile che il nostro paese intenda uscire dal progetto cinese della nuova rotta della seta, come del resto la stessa Meloni aveva più volte ribadito durante la sua campagna elettorale. Il nostro governo dopo aver inviato Navi da Guerra in Oriente, verso il Mar Cinese aver programmato l’invio della Portaerei Cavour, con un Cacciatorpediniere, una Fregata e una Nave da Rifornimento nel Pacifico, in funzione anti-Cinese, aver dialogato – tramite il Ministro Adolfo Urso – con il regime di Taiwan, ora si appresterebbe a non rinnovare la partecipazione dell’Italia al progetto della nuova rotta della seta. Operazione questa che vede ovviamente la partecipazione più o meno occulta della Casa Bianca sempre ostile a qualunque forma di espansione cinese. Il nostro governo guidato dalla patriota, sovranista, ma solo a parole, Giorgia Meloni non si tirerà indietro al nuovo diktat imposto dalla Casa Bianca. L’Italia aveva firmato durante il governo Conte 1 un memorandum di intendimenti per l’adesione del nostro paese al progetto cinese della nuova rotta della seta, l’Italia era stato l’unico paese europeo ad aderire al progetto a cui partecipano 149 Paesi in tutto il Mondo e rappresenta uno dei cardini del Mondo Multipolare per questo osteggiato così apertamente dagli Stati Uniti. Il nostro paese si avvia nella direzione opposta a quella in cui va il mondo per compiacere gli interessi di Washington. Altri paesi come la Francia e la Germania, che non partecipano al progetto, hanno invece dimostrato di non volere sottostare alle richieste statunitensi di rompere ogni rapporto commerciale con la Cina, infatti il Presidente Macron ed il Cancelliere Scholz si sono recati nelle settimane scorse a Pechino per ribadire, immagino, il loro interesse ad avere relazioni commerciali con il dragone. Ma noi, invece di pensare ai nostri interessi, ci facciamo guidare la politica dalla Casa Bianca come fossimo il 51esimo stato degli Stati Uniti d’America. Ieri, 4 maggio, Giorgia Meloni ha incontrato Kevin McCarthy, Presidente della Camera dei Rappresentanti degli USA, letteralmente la figura più anti-Cinese degli Stati Uniti insieme a John Bolton ed il tema dei colloqui è facilmente intuibile. McCarthy è talmente anti-Cinese e anti-Comunista da aver creato il “Comitato Ristretto della Camera degli USA sulla concorrenza strategica tra gli Stati Uniti e il Partito Comunista Cinese”, un piccolo – ma potente – “comitato” a cui partecipano le figure più guerrafondaie dell’impianto imperialistico USA, come Mike Gallagher. Giorgia Meloni ”non ha cambiato posizione proprio ora, è sempre stata anti-Cinese e a favore del regime-fantoccio, così come ha sostenuto ogni tentativo di rivoluzione colorata anti-Cinese. Nel 2022, ancor prima delle elezioni, Meloni affermò ad un media di Taiwan che, con lei al Governo, l’Italia sarebbe uscita dalla Via della Seta, e – ancor prima del...
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Nel bel mezzo delle polemiche lanciate dagli ambienti atlantisti italiani ed europei, il Sottosegretario all’Economia Michele Geraci ha egregiamente spiegato in un breve intervento presso Regione Lombardia gli aspetti più controversi dell’intesa commerciale e culturale con la Cina che dovrebbe essere firmata, alla presenza dello stesso Presidente Xi Jinping, il prossimo 22 marzo. Il convegno organizzato il 13 marzo da Movisol e al quale ha partecipato anche Helga Zepp-LaRouche, ha contribuito a dissipare tanti luoghi comuni sul “pericolo giallo” instillati dai media mainstream su volere degli ambient Neo Cons degli Stati Uniti (curiosamente alleatisi con i Democratici USA riguardo questo dossier), i quali temono la messa in crisi dell’architettura geopolitica atlantista. La relatrice ha spiegato in particolare le opportunità per le imprese italiane in Africa – un continente al cui sviluppo la Cina ha riservato per ora 400 miliardi di dollari – grazie all’accordo di cooperazione con Pechino già siglato dal Governo Conte. Tutti i Paesi che sono stati coinvolti finora nella Nuova Via della Seta ne ammettono i benefici e ne esaltano la convenienza rispetto a quando si trovavano dipendenti dalle politiche finanziarie del Fondo Monetario Internazionale. La Cina non si vuole sostituire agli Stati Uniti ma intende costruire un nuovo sistema internazionale basato sui principi di sovranità e non ingerenza negli affari interni degli Stati. L’influenza cinese sarà importante anche per recuperare la migliore eredità culturale europea (quella del Rinascimento, della filosofia tedesca, dell’école polytechnique ecc.); il confucianesimo parla di armonia tra le nazioni ed educazione estetica della popolazione (“pulizia della mente”), meritocrazia e bene comune. Ma la relazione più attesa era ovviamente quella del Prof. Geraci, che ha diviso per punti il suo discorso: 1) L’importanza della Belt and Road Initiative per l’interesse nazionale sarà quella di favorire le imprese italiane che si trovano lungo il suo percorso. E’ necessario perciò avvicinare i due blocchi economici, Europa e Asia, sfruttando la vocazione dell’Italia alle esportazioni: il loro aumento in Cina può farci guadagnare subito un punto di PIL. La firma del Memorandum of Understanding sulla BRI avverrà mettendo al riparo le nostre aziende da meccanismi predatori. 2) Screening difensivo. Tutti i Paesi che compiono acquisizioni in Italia devono dirottare i flussi di investimento verso operazioni di greenfield production, le quali consentono all’impresa rilevata di entrare nel mercato in cui già opera l’impresa acquirente. Al fine di salvaguardare le aziende da acquisizioni tout court che ne metterebbero a rischio l’ancoraggio al territorio, oltre al rafforzamento del Golden Power (prerogativa del Presidente del Consiglio e non di Geraci come erroneamente alluso in alcuni articoli), si valuta di fissare la soglia massima del 30% nella vendita delle imprese strategiche. 3) Il meccanismo di protezione delle imprese approvato a Bruxelles è invece un semplice scambio di comunicazioni e informazioni tra Paesi stranieri in caso di acquisizioni rilevanti ma il parere della Commissione dell’Unione Europea non è vincolante né efficace. Le preoccupazioni della UE al riguardo della firma del MOU con la Cina sono perciò risibili. 4) La cooperazione tra Italia...
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L’Associazione Studi, Ricerca e Internazionalizzazione in Eurasia e Africa (Asrie) ha lanciato il suo Call For Paper per il vol. 1/2019 di Geopolitical Report dal titolo Belt and Road Initiative: security issues, investment opportunities and geopolitics. http://www.asrie.org/2018/12/call-for-papers-geopolitical-report-vol-1-2019-belt-and-road-initiative-security-issues-investment-opportunities-and-geopolitics/ We are looking for contributions for Geopolitical Report Vol. 1/2019 “Belt and Road Initiative: security issues, investment opportunities and geopolitics”, a publication which will focus the attention on the current political, economic, socio-cultural dynamics and future challenges of the Belt and Road Initiative. Academics of any educational and professional level (MA, PhD, Post-Doc and beyond), journalists, analysts and experts from different sectors are invited to submit papers on any aspect of historical, political, economic, security and cultural dynamics of the Belt and Road Initiative including but not limited to: International relations between China and the countries interested in the Belt and Road Initiative Terrorism and security problems as a threat to the success of the Belt and Road Initiative Developments in the regional energy market Ethnic minorities and ethnic conflicts The “New Great Game” and the Belt and Road Initiative Italy, China and the New Silk Road Investment opportunities and economic problems of the Belt and Road Initiative Contact our organisation indicating the topic of your paper and send your contribution to info@asrie.org by 28 February 2019. Please, respect the following guidelines and the format of the text reported by our organisation. These are the general guidelines of the document you should send us. Each paper should have: A Title, author(s), a brief biography in Italian and/or English of the author and possible affiliations, abstract in English and/or Italian (200/300 words), 5-6 keywords. Text in English OR Italian (according to the author’s will). References APA Style. FORMAT Times New Roman 14, justify first line indent 0.6, line spacing 1.5, 3,000-5,000 words. Title: Times New Roman 14 bold, Paragraphs’ titles: Times New Roman 14 bold and italic FOOTNOTES Times New Roman 10, justify, only for quotes and essential data. BIBLIOGRAPHIC REFERENCES (APA Citation Style) – At the end of each essay. Please follow the instructions below. BOOK: Author, A.A.. (Year of Publication). Title of work. Publisher City, State: Publisher. NEWSPAPER: Author, A.A.. (Year, Month Date of Publication). Article title. Magazine Title, pp. JOURNAL ARTICLE: Author, A.A.. (Publication Year). Article title. Periodical Title, Volume(Issue), pp.-pp. WEBSITE: Author, A.A.. (Year, Month Date of Publication). Article title. Retrieved from URL. (accessed: dd/mm/yyyy)
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#SaveTheDate Martedì 18 settembre 2018 ore 17 Camera dei deputati, sala “Aldo Moro”, piazza Montecitorio 1 Martedì 18 settembre 2018, in occasione della presentazione del rapporto Nomisma – Centro Studi sulla Cina Contemporanea “L’Italia e il progetto OBOR – le opportunità e le priorità del sistema paese” si terrà un incontro dal titolo “Quale ruolo per l’Italia nella Nuova via della Seta?” Intervengono Ettore Rosato, vicepresidente della Camera dei deputati Manlio Di Stefano, sottosegretario al Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale Federico Masini, Università di Roma La Sapienza Lucio Poma, responsabile scientifico industria e innovazione di Nomisma Alberto Bradanini, presidente del Centro Studi sulla Cina Contemporanea Modera Ugo Papi, analista relazioni internazionali invito_quale_ruolo_per_l_italia_nella_nuova_via_della_seta_18_settembre_camera_deputati  
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articolo originale: http://en.people.cn/n3/2018/0726/c90000-9484762.html Chinese President Xi Jinping delivers a speech titled “Keeping Abreast of the Trend of the Times to Achieve Common Development” at the BRICS Business Forum in Johannesburg, South Africa, July 25, 2018. (Xinhua/Wang Ye) JOHANNESBURG, July 25 (Xinhua) — From new global growth drivers to the international landscape and the global governance system, Chinese President Xi Jinping here Wednesday shared his thoughts on the changes the world is going to witness in the next decade. The next decade will be a crucial one in which new global growth drivers will take the place of old ones, seeing faster changes in the international landscape and the international alignment of forces, and witnessing a profound reshaping of the global governance system, Xi said while addressing the BRICS Business Forum in Johannesburg, South Africa. He said that a new round of revolution and transformation in science, technology and industries featuring artificial intelligence, big data, quantum information and bio-technology are gaining momentum, and they are giving birth to a large number of new industries and business forms and models and will fundamentally change global development and people’s work and lives. “We must seize this important opportunity to enable emerging markets and developing countries to achieve leapfrog development,” he told about 1,200 government officials and business people. Xi continued that emerging markets and developing countries already contribute 80 percent of global economic growth, and based on exchange rate calculation, these countries account for nearly 40 percent of the global economic output. “Growing at their current rates, these countries will see their economic output approach half of the global total in a decade,” Xi said. “The collective rise of emerging markets and developing countries is unstoppable, and it will make global development more balanced and global peace more firmly based.” Speaking of the global governance system, Xi pointed out that the world is moving toward multi-polarity and greater economic globalization amid setbacks. “Geopolitical hotspots keep emerging, and the dark shadow of terrorism and armed conflicts still haunts us. Unilateralism and protectionism are mounting, dealing a severe blow to multilateralism and the multilateral trading regime,” he said. “The international community has reached a new crossroads; and we are facing a choice between cooperation and confrontation, between opening-up and a close-door policy, and between mutual benefit and a beggar-thy-neighbor approach,” Xi said. Thus, the evolution of global governance system will have a profound impact on the development of all countries, particularly emerging markets and developing countries, and indeed on the prosperity and stability of the whole world, he said. “We BRICS countries should keep abreast of the historical trend, seize development opportunities, jointly meet challenges, and play a constructive role in building a new type of international relations and a community with a shared future for mankind,” Xi said.