di Obid Khakimov ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SU INTERNATIONAL AFFAIRS REVIEW Il Summit SCO di Samarcanda è già entrato nella storia dell’organizzazione, sia per il numero di documenti preparati e adottati, sia per la dinamica del coinvolgimento dei nuovi Stati nel lavoro dell’organizzazione. Il recente vertice della SCO tenutosi a Samarcanda è stato un brillante successo della politica di apertura e integrazione dell’Uzbekistan nell’economia mondiale perseguita dal presidente Shavkat Mirziyoyev. Il 15-16 settembre si è tenuto a Samarcanda il vertice dei capi degli Stati membri dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai (SCO), evento che è diventato una piattaforma per discutere lo stato e le prospettive per lo sviluppo della cooperazione all’interno della SCO. Il vertice è stato il primo incontro faccia a faccia dei leader della SCO dal 2019. Presieduto dall’Uzbekistan, il vertice ha visto l’enfasi principale posta sul rafforzamento dei legami economici e commerciali, sulla promozione della cooperazione industriale, sull’espansione dell’interconnessione dei trasporti e delle comunicazioni, sulla trasformazione digitale e sull’economia “verde”. Durante la presidenza uzbeka sono state sviluppate le bozze di 14 nuovi documenti concettuali avviati dal presidente dell’Uzbekistan… CONTINUA A LEGGERE IL TESTO IN LINGUA INGLESE
vertice samarcanda
a cura di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE Il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai ha rafforzato i legami tra Russia e Cina come principali potenze garanti della stabilità mondiale di fronte alla destabilizzazione e alle provocazioni degli Stati Uniti. Il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (OCS), tenutosi nella storica città uzbeka di Samarcanda, crocevia dell’antica Via della Seta, ha giustamente ricevuto una grande attenzione mediatica per via della’ difficile’intricata situazione planetaria, ed ha segnato un nuovo passo verso l’affermazione di un mondo multipolare che vede i propri garanti principali nella Russia e nella Cina, insieme alle altre potenze partecipanti. I Paesi dell’OCS si oppongono infatti al progetto egemonico di un mondo unipolare a guida statunitense, e respingono le azioni di destabilizzazione e provocazione operate dagli USA per evitare l’ascesa delle potenze emergenti. A ricevere la massima attenzione è stato naturalmente l’incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello russo Vladimir Putin, tenutosi giovedì. In quest’occasione, il leader cinese ha affermato che la Cina è pronta a collaborare con la Russia per estendere un forte sostegno reciproco su questioni riguardanti i rispettivi interessi fondamentali. Secondo quanto riportato dalla testata Global Times, gli analisti cinesi hanno affermato che il vertice dei due leader rappresenta una garanzia cruciale per il costante sviluppo dei legami bilaterali, segnalando che le relazioni Cina-Russia non saranno influenzate da fattori esterni. Dal canto suo, Putin ha espresso il sostegno della Russia al principio di “una sola Cina” e ha denunciato le provocazioni statunitensi nello Stretto di Taiwan e i tentativi di creare un “mondo unipolare” da parte di Washington. Il leader della Federazione Russa ha anche parlato positivamente della posizione equilibrata della Cina nella crisi ucraina, ritenendo che l’incontro con Xi rafforzerà ulteriormente i legami bilaterali. “Gli analisti hanno affermato che le parole di Putin sulla posizione equilibrata della Cina sulla crisi ucraina sono obiettive, poiché la Cina ha sempre mantenuto un atteggiamento di molteplici preoccupazioni e comprensione e spera di risolvere pacificamente i conflitti. Nel caso della questione di Taiwan, i diritti e i torti sono molto chiari. Le osservazioni di Putin riflettono il partenariato strategico globale Cina-Russia di coordinamento per una nuova era”, si legge sul Global Times. Quello di Samarcanda è stato il primo incontro diretto tra Xi Jinping e Vladimir Putin dall’inizio dell’operazione militare speciale in Ucraina. Secondo Yang Jin, ricercatore associato presso l’Istituto di studi russi, dell’Europa orientale e dell’Asia centrale presso l’Accademia cinese delle scienze sociali, l’incontro tra i due leader ha evidenziato che legami più stretti tra Cina e Russia possono portare maggiore stabilità e certezza in un mondo turbolento. “Ci sono grandi prospettive di cooperazione politica tra Cina e Russia in relazione all’ordine globale e regionale, ad esempio attraverso l’ONU e l’OCS. Attraverso la Belt and Road Initiative proposta dalla Cina, le due parti possono approfondire la cooperazione in economia, scienza e tecnologia, così come nei campi dell’energia, delle importazioni di grano e negli scambi di valuta”, ha aggiunto l’accademico cinese. Il vertice di Samarcanda conferma ancora una volta come una visione del mondo eurocentrica o occidentalocentrica...