19 Luglio 2026

Vertice di Samarcanda

di Patrizio Antonini I media occidentali si sono occupati del Vertice di Samarcanda dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shangai presentandolo in modo sbrigativo, come una coalizione autoritaria e anti-occidentale, oppure evidenziandone aspetti penalizzanti per Putin, dove viene ipotizzato che il presidente russo abbia ricevuto un “freno” da India e Cina salvo tuttavia “rimproverare” in maniera contraddittoria questi stati per non aver dato abbastanza peso alla crisi Russia-Ucraina. Questi sono aspetti che tratteremo solo marginalmente, dato che si trovano a riguardo opinioni per “tutti i gusti” nei media italiani. L’ Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), come ben sappiamo  è un organo sovrannazionale fondato nel 1996 da Russia, Cina, Kazakhistan, Kirghizistan e Tagikistan. Nel 2001 si è aggiunto l’Uzbekistan e nel 2017 anche India e Pakistan firmarono l’adesione al Vertice di Astana come membri a pieno titolo. Successivamente, nel Vertice di Ekaterinburg la Bielorussia è stata inclusa come partner e nel 2015 è stata elevata al ruolo di stato osservatore. Nel 2021 Afghanistan e Iran sono stati nominati Paesi osservatori. Quest’anno Armenia, Azerbagian e Turchia hanno ricevuto accoglienza con il ruolo di “partner“. É ormai confermato che anche Arabia Saudita, Egitto e Qatar stiano valutando un avvicinamento anch’essi a titolo di “partner“. Si è più volte sottolineato – soprattutto dai media turchi più importanti – che Ankara sta avendo un ruolo importante in questi dialoghi internazionali, e ciò alimenta una cooperazione con Russia, Iran e Cina che prende corpo sempre di più. Si ritiene giusto – come accennato in premessa – evidenziare brevemente che i media occidentali hanno sollevato molte critiche al recente Vertice di Samarcanda, additandolo come una sorta di “covo anti-occidentalista” e di alleanza di “stati autoritari“, oltre che dipingerlo come una scappatoia per le sanzioni occidentali. Inoltre viene rimproverato a questi stati di aver salutato positivamente Putin senza dare peso alla guerra in Ucraina. In sostanza, per esser chiari, viene rinfacciato a queste nazioni di non aver tenuto il broncio alla Russia e gran parte dei giornali cartacei e online occidentali non sono mancati nel redarguire la coalizione per la “colpa” di volersi affrancare dall’occidente e di trovare un modo “furbetto” per rendere inutili le “punizioni” e i “castighi” , vale a dire le sanzioni degli stati occidentali; un discorso assolutamente fuori dalla realtà, già solo per il fatto che si considera scontato che l’occidente possa – ad oggi – punire questi stati a prescindere, sulla base della sua superiorità morale. Si potrebbe commentare l’assurdità di questi toni da parte dei media occidentali ancora a lungo, e parlare di un distacco assoluto dalla realtà verso una sorta di metaromanzo fantapolitico globale, ma non è questo il tema che ci interessa oggi, anche perché, purtroppo, i mainstream media occidentali si commentano da soli. Pur riconoscendo pertanto piuttosto riduttive, svilenti e parziali le critiche di molti giornali europei e anglosassoni riguardo alla coalizione e allo specifico appuntamento di Samarcanda, si può senza dubbio dire che quest’ultimo è un forum finalizzato anche a ridurre il ruolo degli Stati Uniti...
A cura di Giulio Chinappi Venerdì il presidente cinese Xi Jinping ha pronunciato un discorso alla 22ma riunione del Consiglio dei capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, chiedendo di seguire la tendenza dei tempi e rafforzare la solidarietà e la cooperazione per abbracciare un futuro migliore. Di seguito la traduzione integrale del discorso Eccellenza Presidente Shavkat Mirziyoyev [1],Colleghi, Sono lieto di partecipare alla riunione del Consiglio dei capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO, secondo il suo acronimo inglese, ndt). Vorrei ringraziarla, Presidente Mirziyoyev, per la sua calorosa ospitalità e per la premurosa disposizione. Rendo omaggio all’Uzbekistan per l’ottimo lavoro svolto nel promuovere la cooperazione della SCO in vari campi durante la sua presidenza nell’ultimo anno. Samarcanda, rinomata come la perla della Via della Seta, è stata testimone della gloria dell’antica Via della Seta, un percorso che ha notevolmente aumentato il flusso di merci, la diffusione della scienza e della tecnologia, l’interazione di idee e l’integrazione di diverse culture nel continente eurasiatico. In effetti, l’antica Via della Seta è rimasta una fonte storica di ispirazione per noi Stati membri della SCO mentre perseguiamo la pace e lo sviluppo. Quest’anno ricorre il 20° anniversario della Carta della SCO e il 15° anniversario del Trattato sul buon vicinato a lungo termine, l’amicizia e la cooperazione tra gli Stati membri della SCO. Nel corso degli anni, guidati da questi due documenti fondanti, siamo riusciti a esplorare un nuovo percorso per lo sviluppo delle organizzazioni internazionali, e c’è molto a cui possiamo attingere tra le ricche pratiche della SCO. — Fiducia politica. Guidati dalla visione di forgiare un’amicizia duratura e una pace tra gli Stati membri della SCO, rispettiamo i reciproci interessi fondamentali e la scelta del percorso di sviluppo di ciascuno, e ci sosteniamo a vicenda nel raggiungimento della pace, della stabilità, dello sviluppo e del ringiovanimento. — Cooperazione vantaggiosa per tutti. Soddisfiamo gli interessi reciproci, rimaniamo fedeli al principio di consultazione e cooperazione per vantaggi condivisi, rafforziamo la sinergia tra le nostre rispettive strategie di sviluppo e seguiamo il percorso della cooperazione vantaggiosa per tutti verso la prosperità comune. — Uguaglianza tra le nazioni. Ci impegniamo a rispettare il principio di uguaglianza tra tutti i Paesi indipendentemente dalle loro dimensioni, il principio del processo decisionale basato sul consenso e il principio dell’affrontare i problemi attraverso consultazioni amichevoli. Rifiutiamo la pratica del bullismo del grande e forte ai danni del piccolo e debole. — Apertura e inclusione. Sosteniamo la convivenza armoniosa e l’apprendimento reciproco tra diversi Paesi, nazioni e culture, il dialogo tra le civiltà e la ricerca di un terreno comune, accantonando le differenze. Siamo pronti a stabilire partnership e sviluppare una cooperazione vantaggiosa per tutti con altri Paesi e organizzazioni internazionali che condividono la nostra visione. — Equità e giustizia. Ci impegniamo a rispettare gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite; affrontiamo le principali questioni internazionali e regionali sulla base dei loro meriti e ci opponiamo al perseguimento della propria agenda a scapito dei legittimi diritti e interessi...