9 Giugno 2026

veronica vuotto

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Negli ultimi decenni, la Cina ha percorso un viaggio straordinario nella cibernetica, trasformandola da un campo emergente di studio in un pilastro della sua strategia nazionale. Questo percorso non solo ha rivoluzionato il modo in cui il Paese gestisce il controllo digitale, ma ha anche portato la cibernetica al centro della sicurezza nazionale. Mentre le tecnologie avanzano rapidamente, la Cina si trova a dover bilanciare l’innovazione con la protezione dei propri confini cibernetici, creando un sistema che non solo risponde alle sfide attuali, ma anticipa quelle future. In un’epoca in cui il cyberspazio è diventato un nuovo campo di battaglia, la Cina ha riconosciuto la necessità di un controllo cibernetico robusto e di una difesa digitale impenetrabile. Questa evoluzione non è avvenuta per caso, ma è il risultato di una pianificazione strategica meticolosa che riflette una visione profonda e articolata della cibernetica come strumento di potere e sicurezza.
taiwan
di Veronica Vuotto 话说天下大势, 分久必合,合久必分 “Si narra una tendenza storica: dopo un lungo periodo di divisione, il regno si riunirà sicuramente, e dopo un lungo periodo unito, il regno si separerà.” Luo Guanzhong, San guo yan yi (XIV sec) Negli ultimi anni, e sempre più insistentemente di recente, si è sentito discutere con sempre maggiore frequenza della “questione Taiwan”, sia a livello internazionale e nazionale e per diversi motivi, uno dei quali è il suo essere uno dei principali terreni di scontro nel costante confronto geopolitico tra la Repubblica Popolare Cinese e gli Stati Uniti. Per capire il motivo per cui Taiwan rivesta una così importante e strategica posizione nel contesto internazionale, è indispensabile fare qualche passo indietro nella Storia; quella stessa Storia che, come spesso accade, è l’unica chiave di lettura che può fornire uno sguardo più ampio a tutta una vicenda. Rimanendo sui rapporti tra la Cina e Taiwan, ciò lo si può fare anche attraverso i discorsi dei vari leader del Partito Comunista Cinese che nel corso degli anni hanno sottolineato l’importanza di tale questione per la politica nazionale, seppur declinandola in maniera differente a seconda delle rispettive sensibilità: se infatti, a inizio anni ‘80, l’allora leader Deng Xiaoping introduceva il principio di “un paese, due sistemi” (riferito inizialmente ad Hong Kong, ma applicato poi anche a Macao e Taiwan), sulla base di uno spirito di riconciliazione e dunque con un’accezione prettamente positiva, l’attuale Presidente Xi Jinping ha, invece, sempre usato un tono più duro nei suoi discorsi; discorsi nei quali il problema Taiwan è emerso sempre più come una questione afferente ad una unificazione tra la provincia ribelle e la sua Madrepatria lasciando, inoltre, intendere che Pechino fa sul serio, non ammette condizioni esterne e che, nel caso, non è esclusa anche la via della forza. In un suo discorso del gennaio 2019, infatti, Xi Jinping non ha nascosto il possibile ricorso a “tutti i mezzi necessari contro le attività separatiste di Taiwan e le forze esterne che interferiscono nel processo di riunificazione”. Notiamo, dunque, come in questo caso ci troviamo dinanzi un’accezione più negativa rispetto all’approccio di Xiaoping informato dal cosiddetto principio di una sola Cina in totale contrapposizione all’idea avanzata dai leader taiwanesi che, invece, hanno sempre puntato ad avere due “Cine” distinte (la Repubblica popolare cinese e la Repubblica di Cina). Taiwan, rinominata Formosa di marinai portoghesi nel Cinquecento (l’Ilha Formosa, “la bella isola”), è stata oggetto di contesa sin dall’inizio di quello che è stato poi definito il “secolo delle umiliazioni”, quando nel 1842, a seguito della prima guerra dell’oppio (1839-1842) ebbe inizio la stipulazione dei cosiddetti trattati ineguali1, i quali resero di fatto la Cina una semi-colonia. Dopo l’apertura forzata del Celeste Impero da parte delle potenze imperiali, infatti, diversi furono gli scontri che ne determinarono poi le sorti. La popolazione cinese prese consapevolezza della gravità della situazione e dell’ormai inevitabile disfacimento dell’impero, soprattutto in seguito alla prima guerra sino-giapponese (1894-1895), il cui casus belli fu la contesa sulla Corea....