FONTE ARTICOLO: https://www.azerbaycan24.com/en/end-of-us-dollar-dominance-approaching-top-russian-banker/ Il CEO della banca statale russa VTB Andrey Kostin, in una intervista, ha sottolineato anche l’inevitabile aumento dello yuan cinese. L’egemonia del dollaro USA è seriamente messa in discussione dall’ascesa dello yuan cinese e dal tentativo fallito di Washington di distruggere l’economia russa utilizzando come arma il biglietto verde; così si è espresso rispondendo alle domande dei giornalisti di Reuters Andrey Kostin, capo della banca russa VTB. L’importante figura bancaria russa ha affermato che nelle attuali circostanze geopolitiche sempre più nazioni si stanno allontanando dagli accordi commerciali in dollari ed euro, mentre la Cina si sta muovendo verso la rimozione delle rigide proprie politiche valutarie. “La lunga era storica caratterizzata dal dominio del dollaro americano sta volgendo al termine”, ha detto Kostin all’agenzia di stampa Reuters. “Penso anche che sia giunto il momento in cui la Cina rimuoverà gradualmente le proprie restrizioni valutarie“. Secondo Kostin, la banca VTB di cui è a capo ha discusso dell’utilizzo della valuta nazionale cinese negli accordi con paesi terzi. “La Cina capisce che non diventerà la prima potenza economica mondiale se manterrà il suo yuan come valuta non convertibile“, ha spiegato, aggiungendo che, inoltre, era pericoloso per la Repubblica Popolare mantenere riserve investite in titoli del Tesoro USA. Dopo essere riuscito a incorporare la sterlina britannica, il dollaro USA ha goduto dello status di valuta di riserva mondiale per più di un secolo . All’inizio di questo mese, gli analisti di JPMorgan Chase hanno affermato che l’economia globale sta mostrando segni dell’emergere della de-dollarizzazione, in un contesto di crescenti sforzi da parte delle economie asiatiche per sfidare l’egemonia della valuta americana. Lo status di lunga data del biglietto verde come valuta dominante del mondo è stato costantemente eroso negli ultimi anni a causa delle crescenti preoccupazioni circa l’impennata del debito degli Stati Uniti e a causa delle sanzioni ampiamente implementate utilizzando la valuta statunitense come leva.
us dollar
di Manlio Dinucci FONTE ARTICOLO: RESEAUVOLTAIRE In pochi mesi la ribellione contro l’impero americano si è tradotta in fatti: nel 2022 la quota del dollaro nelle riserve mondiali è scesa al 47%. La segretaria al Tesoro, Janet Yellen, si è vista costretta a dichiarare: «nel tempo, l’uso che facciamo delle sanzioni finanziarie collegate al ruolo del dollaro può rappresentare un rischio, possono scalzare l’egemonia della nostra moneta». Mentre il segretario USA alla Difesa Austin convoca in Germania il “Gruppo di contatto per la difesa dell’Ucraina” per fornire sempre più armi a Kiev e alimentare la guerra in Europa, il ministro degli Esteri russo Lavrov è in visita in Brasile, Venezuela, Nicaragua e Cuba. In America Latina, che gli USA considerano il loro “cortile di casa”, sta nascendo un progetto che, sviluppandosi, minerebbe le fondamenta del potere economico statunitense nella regione. Brasile e Argentina hanno stretto un accordo per creare una nuova moneta comune da usare al posto del dollaro negli scambi commerciali tra i due paesi e altri paesi latino-americani. In Brasile Lavrov ha incontrato il presidente Lula, che chiede esplicitamente “la fine del dominio commerciale del dollaro”. Lo stesso obiettivo viene enunciato nel comunicato sul partenariato strategico tra Brasile e Cina, emesso al termine della visita del presidente Lula a Pechino: “Brasile e Cina hanno concordato di rafforzare gli scambi in valute locali.” I due paesi, facenti parte dei BRICS, hanno anche concordato di promuovere congiuntamente la Nuova Banca per lo Sviluppo, la principale istituzione finanziaria dei BRICS alternativa alla Banca Mondiale dominata dagli USA. Anche negli scambi commerciali tra Cina e Russia, raddoppiati nel giro di un anno, vengono usate le rispettive monete al posto del dollaro. Lo stesso criterio viene usato negli accordi che la Cina conclude con un numero crescente di paesi eurasiatici nel quadro della Nuova Via della Seta. Di fronte alla crescente ribellione all’impero del dollaro, pilastro del predominio dell’Occidente, i ministri degli Esteri |del G7, riunitisi in Giappone, rispondono con un vero e proprio comunicato di guerra: annunciano altre sanzioni alla Russia e intimano alla Cina e ad altri paesi di “cessare l’assistenza alla guerra russa, o subiranno gravi costi.” E mentre gli Stati Uniti e i loro alleati schierano crescenti forze, anche nucleari, contro la Cina, i ministri degli Esteri del G7 avvertono la Cina di “astenersi da minacce e uso della forza”.
di Andrea Puccio | occhisulmondo.info FONTE ARTICOLO: https://www.occhisulmondo.info/2023/04/22/la-russia-vendera-le-proprie-risorse-energetiche-solo-in-valute-nazionali/ Cercare di abbandonare l’uso del dollaro statunitense nelle transazioni internazionali è diventata la priorità per le economie di molti paesi che non intendono più dipendere dai capricci del paese nord americano. Tra le nazioni in prima linea nel cercare vie diverse per regolare le proprie negoziazioni senza l’uso del dollaro troviamo la Russia e la Cina. La prima cerca di eludere le numerosi sanzioni a lei applicate dopo l’inizio della guerra in Ucraina dai paesi occidentali, la seconda invece teme che il prossimo paese a su cui si abbatterà la scure di Washington sia proprio Pechino e per questo, viste le esperienze passate, cerca in tutti i modi di allontanarsi dal dollaro. La Russia sta passando alle valute nazionali per il pagamento delle risorse energetiche, ha detto il Vice Primo Ministro Alexander Novak. Parlando ai media, Novak ha spiegato che lo yuan e il rublo sono molto richiesti e nel prossimo futuro la Federazione intende abbandonare del tutto l’euro e il dollaro. “La tendenza è cambiata molto sulla riduzione dell’uso di dollari o euro. Visti gli attuali problemi nelle transazioni con queste valute, nei nostri regolamenti ci stiamo muovendo solo verso le valute nazionali, lo yuan è richiesto qui, il rublo è richiesto”, ha detto, riferisce Sputnik. Abbandonare il dollaro ed iniziare i commerci nelle proprie valute nazionali è la tendenza attuale di tutti quei paesi che non hanno più intenzione di sottostare alle politiche economiche imposte dagli Stati Uniti. Sono già molti i paesi che commerciano con le proprie valute nel mondo ed il conflitto tra Russia ed Ucraina, a causa delle sanzioni applicate a Mosca, ha accelerato questo processo di dedollarizzazione. “Questa tendenza continuerà, i nostri colleghi stanno già pagando il gas in yuan in Cina, in parte anche il petrolio. Anche i pagamenti vengono effettuati in rubli. Continueremo a migliorare questi regolamenti reciproci nelle valute nazionali”, ha aggiunto Novak, il quale considera molto alto l’interesse attuale nei confronti delle risorse energetiche russe, motivo per cui sarebbe necessario creare meccanismi per i regolamenti, che possono essere solo in valute nazionali.