La visita di Gurbanguly Berdimuhamedow a Pechino, all’indomani delle “due sessioni” cinesi, conferma la solidità del partenariato strategico tra Cina e Turkmenistan e rilancia cooperazione economica, sicurezza regionale e coordinamento politico in un contesto internazionale sempre più instabile.
Turkmenistan
Il presidente del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedov è arrivato a Roma il 24 ottobre 2025 per una visita di Stato che prevede un incontro con i leader italiani, la partecipazione a un forum d'affari e l'inaugurazione di una mostra archeologica presso i Musei Capitolini.
La visita si concluderà con la firma di numerosi documenti bilaterali riguardanti l'energia, i trasporti e la cooperazione culturale. Nel breve termine, questa visita ufficiale potrebbe portare a un rafforzamento diplomatico, a una maggiore attenzione mediatica alla diplomazia culturale turkmena e a specifici colloqui commerciali per coinvolgere l'Italia nei progetti turkmeni.
Il Presidente del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedov ha invitato i Paesi della CSI alla prima Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Asia centrale (CA). Va ricordato che questo invito è stato fatto durante la riunione del Consiglio dei Capi di Stato degli Stati membri della CSI a Bishkek. [1] Lo scopo di questo incontro è quello di sviluppare approcci e soluzioni volte a rafforzare la cooperazione tra i Paesi dell'Asia Centrale, così come tra gli Stati interessati, le organizzazioni internazionali e le istituzioni finanziarie. Sembra che questa importante iniziativa di Ashgabat possa avere conseguenze a lungo termine. Come minimo, contribuirà a garantire uno sviluppo sostenibile e privo di conflitti nella regione dell'Asia centrale e, come massimo, darà forma a nuovi approcci alla sicurezza nell'intera regione del Mar Caspio e oltre.
di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/04/04/turkmenistan-maggioranza-assoluta-per-il-partito-democratico-del-presidente-berdimuhamedow/ Le elezioni legislative nell’ex repubblica sovietica hanno rafforzato la posizione del governo e del presidente Serdar Berdimuhamedow, in carica dal marzo dello scorso anno. Un anno dopo l’elezione di Serdar Berdimuhamedow come nuovo presidente, l’ex repubblica sovietica del Turkmenistan è tornata alle urne per le elezioni legislative del 26 marzo, con lo scopo di rinnovare la composizione dell’Assemblea di Aşgabat (Mejilis), nella quale siedono 125 deputati. In contemporanea con le elezioni legislative si sono svolte anche quelle amministrative delle varie province (welayat) e dei consigli cittadini. Secondo i risultati ufficiali pubblicati il 29 marzo, il Partito Democratico del Turkmenistan (Türkmenistanyň Demokratik Partiýasy, TDP), che fa capo al presidente Berdimuhamedow (anche se il leader del partito e formalmente Ata Serdarow), ha ottenuto la maggioranza assoluta, eleggendo 65 deputati su 125, con un incremento di dieci seggi rispetto alla legislatura precedente. Al secondo posto troviamo il Partito Contadino del Turkmenistan (Türkmenistanyň Agrar Partiýasy, TAP), che ottiene 24 scranni e scavalca il Partito degli Industriali e degli Imprenditori del Turkmenistan (Türkmenistanyň Senagatçylar we Telekeçiler Partiýasy, TSTP), che invece ne ottiene diciotto. Oltre agli unici tre partiti legalmente riconosciuti nel Paese, in parlamento saranno presenti anche diciotto deputati eletti come indipendenti. L’affluenza alle urne è stata pari al 91,12% degli aventi diritto. Le elezioni di quest’anno sono state le prime a svolgersi con la nuova organizzazione del parlamento. Gurbanguly Berdimuhamedow, padre e predecessore dell’attuale presidente Serdar, aveva infatti avviato una riforma in senso bicamerale dell’organo legislativo. Nel 2021, il sistema bicamerale è diventato realtà con l’istituzione del Consiglio del Popolo (Halk Maslahaty), la nuova camera alta composta da 56 seggi, che insieme all’Assemblea va a comporre il Consiglio Nazionale (Milli Geňeş). Tuttavia, suo figlio Serdar ha deciso di tornare a un parlamento monocamerale, modificando il ruolo del Consiglio del Popolo. La nuova legge è stata firmata dal presidente in carica a gennaio: questa prevede che Gurbanguly Berdimuhamedow, in quanto presidente del Consiglio del Popolo, sia considerato il leader supremo del Paese, con un’autorità superiore anche a quella del presidente, che gli consente di intervenire su qualsiasi questione. Il Turkmenistan, repubblica dell’Asia centrale con circa sei milioni di abitanti, è rimasta fino ad oggi una delle poche ex repubbliche sovietiche a non essere colpita da forme di destabilizzazione. Al contrario dei vicini Kazakistan e Kirghizistan, questo Paese gode di una forte stabilità politica, il che lo rende un partner importante ed affidabile in campo energetico e non solo. Il governo di Aşgabat continua ad intrattenere ottime relazioni con la Federazione Russa, che del resto considera i rapporti con l’Asia centrale cruciali per i propri interessi. “Manteniamo relazioni bilaterali con i Paesi dell’Asia centrale e abbiamo le nostre piattaforme di cooperazione. Insieme ad alcuni di loro, prendiamo parte ai processi di integrazione all’interno dell’Unione Economica Eurasiatica, che è ciò da cui siamo guidati, ciò che ci interessa e ciò che consideriamo la nostra principale priorità di politica estera“, ha commentato di recente Dmitrij Peskov, portavoce del Cremlino. Proprio per questi motivi, gli Stati Uniti non hanno mai nascosto i propri intenti di destabilizzare la regione, al fine di strappare le cinque repubbliche...
di Giulio Chinappi ARTICOLO ORIGINALE PUBBLICATO SUL BLOG DELL’AUTORE In occasione della visita del presidente Serdar Berdimuhamedow a Pechino, il Turkmenistan e la Repubblica Popolare Cinese hanno stipulato un partenariato strategico globale, nuovo importante risultato della diplomazia cinese nel continente asiatico. L’inizio del nuovo anno è stato caratterizzato da due importanti avvenimenti per la politica estera cinese in Asia. Il presidente Xi Jinping della Repubblica Popolare ha infatti ricevuto a breve distanza di tempo il presidente delle Filippine, Ferdinand “Bongbong” Marcos Jr., e il presidente del Turkmenistan, Serdar Berdimuhamedow. Se la visita del leader filippino ha assestato un duro colpo a chi, in Occidente, sperava che Marcos percorresse una strada di politica estera diametralmente opposta rispetto a quella del suo predecessore, Rodrigo Duterte, l’incontro tra Xi e il nuovo presidente turkmeno, in carica da meno di un anno, ha contribuito a rafforzare le posizioni cinesi in Asia centrale, con la stipula di un partenariato strategico globale tra i due Paesi. La visita di Berdimuhamedow ha avuto luogo in occasione del 31° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Turkmenistan e Cina, stabilite il 6 gennaio 1992. “L’elevazione segna una nuova pietra miliare nelle relazioni bilaterali, dimostrando pienamente la lunga tradizione di amicizia e le grandi speranze di entrambe le parti per il suo sviluppo futuro”, hanno scritto Zhang Han e Wang Qi in un articolo pubblicato dal Global Times. La Cina e il Turkmenistan intrattengono da tempo strette relazioni nell’ambito dell’energia, in particolare per quanto riguarda le forniture di gas naturale verso la Repubblica Popolare, ma ora i due governi sperano di allargare la cooperazione ad altri settori di importanza strategica. A tal proposito, è utile ricordare che il Turkmenistan è un Paese chiave nel primo gasdotto transnazionale cinese che parte dal confine tra Turkmenistan e Uzbekistan, attraversa l’Uzbekistan e il Kazakistan, e infine raggiunge la regione cinese occidentale dello Xinjiang. Con una lunghezza totale di 1.833 chilometri e una capacità di trasporto del gas annuale progettata di 60 miliardi di metri cubi, il gasdotto è stato messo in servizio nel dicembre 2009 e il suo volume di trasporto giornaliero più alto ha superato i 160 milioni di metri cubi. Da questi dati si capisce come il Turkmenistan e le altre repubbliche dell’Asia centrale siano dei partner strategici fondamentali per la Cina, visto che contribuiscono a soddisfare il crescente fabbisogno energetico del gigante asiatico. In cambio, la Cina sosterrà, per mezzo della sua tecnologia avanzata, gli sforzi del Turkmenistan e degli altri Paesi della regione di sviluppare fonti di energie alternative, in particolare quelle eolica e solare. Nel colloquio con il suo omologo turkmeno, Xi ha sottolineato che le due parti dovrebbero sostenersi a vicenda su questioni riguardanti i loro interessi fondamentali e rispettare il perseguimento da parte di entrambi di un percorso di sviluppo adatto alle proprie condizioni nazionali. “È importante che i due Paesi sinergizzino le loro strategie di sviluppo a un ritmo più rapido, facciano pieno uso di meccanismi come il Comitato di cooperazione Cina-Turkmenistan e continuino ad estendere l’ampiezza e la profondità della cooperazione, al fine di creare basi per le relazioni bilaterali...