10 Giugno 2026

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“La Repubblica Popolare Cinese e il Tibet”: progetto di ricerca del Cesem. di Andrea Turi IL RUOLO DEL TURISMO NELL’ECONOMIA CINESE Il “grande balzo in avanti” profetizzato da Mao Zedong si proponeva, con un piano che abbracciasse sia la dimensione economica che sociale, di riformare la Cina e di mobilitare la vasta popolazione della Repubblica Popolare al fine di attuare una trasformazione del sistema rurale precedente la Rivoluzione in direzione di una moderna società comunista industrializzata. Il grande capo comunista non riponeva alcuna fiducia nelle potenzialità del settore turistico quale leva del progresso economico considerandolo alla stregua di un mero strumento di propaganda piuttosto che un elemento caratterizzante del cammino di espansione cinese. Il turismo non era annoverato tra le forme di attività economiche appropriate ad una società modellata dal credo socialista. Per questa ragione, tolto qualche elemento legato ad un’aurea di pellegrinaggio politico in fattorie e comunità abitate da pastori rivoluzionari e fieri lavoratori, il mercato turistico, di fatto, non esisteva; la promozione delle ricchezze delle terre dell’Impero Celeste che fu era nulla al contrario dei controlli sui visitatori molteplici, severi e restrittivi. Il paradigma di riferimento incontrò un totale cambiamento di prospettive nel 1978, anno in cui Deng Xiaoping, seguendo i dettami della sua “politica della porta aperta” dette inizio ad una nuova rivoluzione con la quale smantellò il credo iconoclasta della Rivoluzione Culturale e prese l’impegno di adottare politiche atte alla promozione degli investimenti economici, rinvigorendo la debole economia cinese. Sulla scia di quanto sperimentato e tentato nel corso degli anni settanta in altri Paesi con organizzazione di tipo socialista come la Tanzania (1), per dare lustro alla Nazione, avviarla sulla strada del progresso ed aprirla al mondo esterno, le autorità centrali di Pechino puntarono sull’industria del turismo che, nel giro di pochi anni, divenne uno dei settori trainanti dell’economia. Da misconosciuta (e pressoché sconosciuta), l’attività turistica divenne accettabile e appropriata e si vide riconosciuta la capacità di contribuire in modo determinante alla modernizzazione del Paese della Grande Muraglia. Quello dei viaggi divenne, così, un settore strategico nella economia socialista di mercato perseguita da Pechino. Deng, il politico che, a ragione, viene considerato il creatore ed il fondatore della via cinese al turismo, espresse il suo pensiero in cinque discorsi, tenuti tra l’ottobre del 1978 ed il luglio del 1979 e attraversati da un’unica idea di fondo che fa da perno all’intero impianto programmatico: il turismo come mezzo di sviluppo economico.(2) Dice Deng, i primi giorni di gennaio del 1979, rivolgendosi al capo degli ufficiali governativi del Consiglio di Stato: “dobbiamo tentare di incrementare il reddito con tutti i mezzi tramite il turismo. Adesso dobbiamo sviluppare l’industria del turismo, dobbiamo vedere come renderla redditizia”.(3) L’ancora acerbo sviluppo del settore offre possibilità uniche ed inesplorate per la Cina che si presenta sul palcoscenico internazionale: genera scambi con l’estero, diversifica le economie locali, stimola la costruzione di infrastrutture moderne e funzionali, allarga il mercato del lavoro, alimenta l’industria secondaria e quella dei servizi. Il turismo è una forma di...