di Stefano Vernole * Il contesto storico-geografico Nel lessico della lingua rumena il toponimo “Transnistria”, che letteralmente significa “oltre il fiume Nistro”, riacquista a partire dagli anni Novanta un largo utilizzo (e viene perlopiù usato in Occidente) per indicare il territorio tra il corso inferiore del fiume Nistro e il Bug meridionale che abbraccia due regioni storiche, l’estremo Ovest della Novorussia e l’estremo Sud della Podolia. L’odierna Transnistria occupa una fascia di terra lunga approssimativamente 200 km. e larga 12-15 km., la sua area è di 4160 km quadrati e si trova esattamente in mezzo alle odierne Ucraina e Moldova. Le sue principali tappe storiche possono così essere riassunte: 600 a.c. Primo insediamento sul fiume Nistro, dove viene fondata una colonia greca “Tyras”, dalla quale l’odierna capitale (Tiraspol) trae il suo nome. 100 a.c. La Transnistria fa parte formalmente della Sarmazia, confederata con la Scizia, mentre il fiume Nistro forma il confine della Sarmazia e quello della Dacia (le attuali Moldova e Romania). 850. All’inizio del Medioevo la Transnistria è popolata da tribù slave e da gruppi di nomadi turchi, mentre il fiume Nistro marchia una netta distinzione dal territorio occidentale. 1450. La Transnistria diventa formalmente parte del Grande Ducato di Lituania, mentre il Principato di Moldova è indipendente; il confine è marcato dal fiume Nistro. 1792. Dopo la Pace di Iasi dell’anno precedente, l’area viene incorporata all’interno dell’Impero Russo (i suoi abitanti la ribattezzano Novaia Rossia-Nuova Russia), mentre la Moldova rimane parte dell’Impero Ottomano, così il fiume Nistro va a fissare il confine sud-occidentale tra le due potenze imperiali. 1807-1808. Con i trattati di Tilsit ed Erfurt, lo zar Alessandro I ottiene da Napoleone la promessa di potersi estendere sopra i principati rumeni di Moldova e Tara Romanesca, ma deve accontentarsi della Bessarabia tra il Nistro e il Prut. 1856. La Guerra di Crimea costringe la Russia a restituire ai principati romeni il Sud della Bessarabia (Bugeaco). 1917. Lo smembramento dell’Impero zarista provoca la riunificazione della Bessarabia alla Romania, decisione mai accettata dall’Unione Sovietica. 1924. Sotto l’Unione Sovietica, la Transnistria diviene la Repubblica Autonoma Sovietica Socialista Moldava, che comprende parte dell’Ucraina ma non dell’odierna Moldova (che viene inglobata nella Romania). Il fiume Nistro continua così ad essere il confine naturale tra le due aree. Il 4 febbraio del medesimo anno, un documento segreto del Partito Comunista Sovietico analizza la posizione strategica della Transnistria nei Balcani e ne espone la sua importanza per la geopolitica dell’URSS (“Memoria riguardante la necessità della creazione della Repubblica Sovietica Socialista Moldava”) (1). 1940. In seguito al Patto Ribbentrop-Molotov, Stalin ottiene la Moldova romena (Bessarabia) e la unisce alla Transnistria, formando la Repubblica Sovietica Socialista Moldava (RSSM). 1989. A Chisinau, il Parlamento Moldavo annulla il Patto Ribbentrop-Molotov, decisione che secondo l’opinione pubblica di Tiraspol inficia anche l’unione tra la Transnistria e la Moldavia. In particolare l’art. 7 della Costituzione moldava abolisce il russo come lingua ufficiale, provocando un forte risentimento in Transnistria dove non tutti conoscono il romeno (mentre praticamente tutti i romeni conoscono...