12 Ottobre 2026

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di Andrea Cantelmo La Jugoslavia di Tito cominciò ad interessarsi all’Asia prima ancora della rottura con l’Unione Sovietica di Stalin, tentando di allacciare rapporti con i partiti comunisti locali. Già all’inizio del 1948 furono inviati a Calcutta Radovan Zogović, poeta montenegrino e funzionario dell’Agitprop, e Vladimir Dedijer, affinché partecipassero – come motivazione ufficiale della loro missione – al II Congresso del Partito Comunista Indiano. In realtà avevano l’incarico di stabilire contatti con Mao Zedong, che stava ancora lottando per il potere in Cina, e di stringere rapporti con il movimento di lotta anti-coloniale in Indonesia. Dopo l’emancipazione di quest’ultima, dell’India e la vittoria del Guomindang in Cina, l’interesse di Belgrado si intensificò ulteriormente, pur acquisendo contenuti nuovi a causa del conflitto con Stalin. Però i cinesi, già nel giugno 1948, si erano schierati con il leader sovietico, e quindi non fu più possibile dialogare con loro, nonostante la decisione della Jugoslavia di riconoscere, il 5 ottobre 1949, il nuovo Governo di Pechino. Intorno agli anni Cinquanta cominciò a prendere forma l’idea, tra i diplomatici jugoslavi, di una “terza forza”, indipendente dall’Occidente e dall’Oriente, non neutrale alla maniera svizzera, ma attivamente impegnata a risolvere i grandi problemi del mondo. Il concetto di non allineamento assunse un’elevata risonanza solo dopo gli anni Sessanta. All’inizio molti pensarono che il Movimento dei Paesi non allineati avrebbe avuto una rilevanza temporanea, dato che la tensione tra gli Stati Uniti e Unione Sovietica era in calo, e ciò avrebbe comportato la perdita del principio fondante della nuova coalizione e quindi la sua estinzione. Ma nonostante l’attenuarsi della Guerra Fredda, queste previsioni si rivelarono errate, sicché gli incontri tra gli Stati aderenti proseguirono con buona continuità, e inoltre numerosi Paesi decisero di entrare a far parte del Movimento negli anni seguenti. Un importante elemento di sviluppo del Movimento dei non allineati fu la Conferenza di Bandung del 1955, tenuta in Indonesia e fortemente voluta dal presidente Sukarno. Questo meeting riunì tutti gli Stati indipendenti dell’Africa e dell’Asia, ad eccezione della Corea e di Israele. I 29 Paesi partecipanti componevano un quadro molto variegato che andava dalla Cina comunista a Stati alleati dell’Occidente come Turchia, Filippine e Vietnam del Sud. Il dibattito risentì notevolmente della Guerra Fredda in corso. I nodi centrali della discussione furono la lotta contro il colonialismo e l’eguaglianza tra tutte le nazioni. Infine fu stilato un documento di dieci punti (il Manifesto di Bandung), ed uno di essi dichiarava esplicitamente l’obbligo di astenersi dal contrarre accordi di sicurezza collettiva al servizio di interessi particolari delle grandi potenze. La Conferenza diede una spinta eccezionale al movimento anti-colonialista, poiché per la prima volta un gruppo di Stati istituiti su vecchi territori coloniali si era riunito senza dover sottostare ad alcun tipo di potere europeo, e per le ex colonie che riuscirono a prendervi parte fu la definitiva affermazione della propria indipendenza. Il Movimento dei non allineati fu riconosciuto dalla comunità internazionale solo dopo la Conferenza di Belgrado, tenuta nel 1961, in cui gli Stati aderenti...