di Giulio Chinappi FONTE ARTICOLO: https://giuliochinappi.wordpress.com/2023/02/17/togliere-immediatamente-tutte-le-sanzioni-alla-siria/ Il dramma terremoto è andato a sommarsi a quello della guerra nella martoriata Siria. L’unica possibile risposta è l’eliminazione di tutte le sanzioni unilaterali e illegali imposte dagli Stati Uniti. Tra il 5 e il 6 febbraio, la Turchia e la Siria sono state colpite da uno dei terremoti più devastanti degli ultimi anni, al punto che al momento il bilancio del tutto provvisorio parla di almeno 42.000 morti, 85.000 feriti e oltre cinque milioni di sfollati. Tuttavia, anche di fronte al dramma, il doppio standard occidentale si è manifestato in tutto il suo orrore, offrendo un’ampia copertura mediatica a quanto accaduto in Turchia ed ignorando quasi del tutto la Siria. Secondo le Nazioni Unite, la Siria si trova ufficialmente in uno stato di guerra ininterrotto dal luglio del 2011, con un bilancio di oltre 306.000 civili morti e circa 600.000 decessi totali. Un conflitto, è bene ricordarlo, fomentato dall’imperialismo occidentale che ha sovvenzionato le cosiddette “primavere arabe” in tutta la regione, e in particolare i gruppi terroristici che hanno devastato la Siria. Inoltre, il Paese mediorientale è vittima delle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti, con l’unico scopo di esasperare la popolazione nella speranza di provocare la caduta del governo di Baššār Ḥāfiẓ al-Assad. Con una guerra in corso da dodici anni, un’economia strozzata dalle sanzioni e l’ulteriore distruzione dovuta al terremoto, senza dimenticare la pandemia di Covid-19, la Siria si trova oggi in uno stato critico al quale l’unica risposta umana può essere la fine definitiva delle sanzioni, non la sospensione fittizia annunciata dall’amministrazione di Washington. Infatti, gli Stati Uniti hanno ufficialmente sospeso le sanzioni per sei mesi e solamente per le transazioni relative alla fornitura di assistenza in relazione al terremoto. Tuttavia, nella realtà, la fornitura di assistenza resta molto difficile a causa dello stesso sistema di sanzioni, e gli occidentali non si stanno affatto prodigando in favore della popolazione siriana. “La Siria chiede a tutti i Paesi e le organizzazioni internazionali che hanno sostenuto il popolo siriano nelle sue prove e tribolazioni causate dal devastante terremoto e nella sua continua lotta contro il terrorismo, a chiedere la rimozione del blocco disumano e illegale che è stato imposto al popolo siriano incondizionatamente“, ha affermato il ministero degli Esteri di Damasco subito dopo il terremoto. “La Siria chiede agli Stati Uniti di cessare immediatamente, senza alcuna condizione o eccezione, le misure coercitive unilaterali imposte al popolo siriano“, si legge nella dichiarazione, rimasta inascoltata. Tra i Paesi che storicamente maggiormente si spendono per la causa siriana figura certamente la Cina, che da tempo ha denunciato l’utilizzo smisurato dell’arma delle sanzioni da parte degli Stati Uniti. “Esortiamo il governo degli Stati Uniti a mettere da parte i calcoli geopolitici, a revocare immediatamente tutte le sanzioni unilaterali illegali contro la Siria e a smettere di creare artificialmente disastri umanitari“, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Wang Wenbin. La Cina, insieme alla Russia, alla Bielorussia, al Vietnam e ad altri Paesi non allineati a Washington, ha immediatamente offerto il proprio sostegno tanto alla Turchia quanto...