"I fondamenti della geopolitica anglo-statunitense, ovvero i concetti, le prospettive, le politiche e finanche le speranze, i desideri e i timori che fondano il discorso geopolitico di Stati Uniti, Regno Unito e del potere marittimo contemporaneo. Con Domenico Nocerino Diretto di Opinio Juris e Marco Ghisetti analista geopolitico e autore del libro "Talassocrazia. I fondamenti della geopolitica anglo-statunitense." (Anteo Edizioni, 2021)."
talassocrazia
Ripercorrere la storia della talassocrazia angloamericana è quantomai utile oggigiorno per scoprire le direttrici geostrategiche che guidano i Paesi anglosassoni nel mondo multipolare. Lo abbiamo fatto con Marco Ghisetti, dottore in Relazioni Internazionali e responsabile dell'area anglosassone per il Centro Studi Eurasia e Mediterraneo.
Con questa raccolta di articoli, Alfred T. Mahan si propose di indicare ai propri concittadini le ragioni per le quali gli Stati Uniti erano chiamati, a cavallo tra i secoli XIX e XX, a slanciarsi sugli oceani, fino a diventare la Potenza marittima egemone. In essi Mahan indaga e rileva i veloci cambiamenti nella politica internazionale e nell’ambito tecnologico e militare in corso, gli snodi e le posizioni marittime che permettono agli Stati Uniti di esercitare un dominio incontrastato sul mare; le strategie militari, la collocazione geografica statunitense, la riunione con la Gran Bretagna e quindi la presa in eredità dell’impero transoceanico britannico; lo strangolamento dell’economia avversaria per il tramite dell’embargo e l’arricchimento della propria col commercio marittimo; il pericolo di un fragile equilibrio di potere in Europa e nell’Estremo Oriente; l’occidentalizzazione del mondo. Oggidì, l’importanza di questa raccolta non si esaurisce all’ambito storico, ma si estende anche alla rilevanza che le teorie di Mahan continuano ad avere nelle strategie mondiali perseguite sia dagli Stati Uniti che dalle Potenze che intendono avvalorare, contrastare o conquistare il dominio sui mari e sugli oceani. ACQUISTA IL VOLUME RICHIEDI LA TESSERA DEL CENTRO STUDI EURASIA E MEDITERRANEO E ORDINA I LIBRI DEL CATALOGO ANTEO EDIZIONI CON IL 20% DI SCONTO.
Originale: https://www.geopolitica.ru/it/article/la-talassocrazia-di-marco-ghisetti di Luciano Pisani Marco Ghisetti è un giovane e promettente collaboratore della rivista di geopolitica “Eurasia”, responsabile della collana “Classici” presso “Anteo Edizioni” e responsabile della “sezione anglosassone” al “Centro Studi Eurasia e Mediterraneo”. La monografia “Talassocrazia” è stata pubblicata, a detta dell’autore, dopo un anno di ricerche sull’evoluzione dottrinaria del pensiero del mondo anglosassone concernente le relazioni internazionali, e in particolare del Regno Unito e degli Stati Uniti, nell’ottica di individuare le fonti originarie dalle quali esso si è sviluppato e sulle quali esso è stato costruito. Il libro propone quindi un metodo di ricerca composto da un triangolo interpretativo che unisce le contingenze internazionali con i fatti geografici e, infine, l’elemento interpretativo e volitivo che caratterizzano l’attore politico. L’aggiunta dell’elemento interpretativo e volitivo (il terzo vertice del triangolo) costituisce un’originalità nella ricerca scientifica e si caratterizza per essere un pregio punto forza che accompagna tutto il libro; esso è un punto forza poiché riesce a sondare e rendere conto non solo delle motivazioni, ma anche dei desideri e delle paure che effettivamente influenzano le decisioni che l’attore politico prende di fronte ad un dilemma a cui deve dare risposta. Ad esempio, la rivoluzione spaziale avvenuta in seno all’Inghilterra all’inizio del cosiddetto periodo colombiano (XVI-XIX), descritta da Ghisetti usando una cospicua mole di letteratura scientifica, riesce, descrivendo abilmente il contesto storico-geografico e l’orizzonte di senso entro cui l’Inghilterra si muoveva ed interpretava il mondo, a spiegare per quale ragione l’Inghilterra decise di tagliare, per così dire, il cordone ombelicale che la legava all’Europa e di diventare un “pesce-balena” (Carl Schmitt), inserendosi quindi in una rete di significato che la portò a ritenersi un Paese “dell’Europa, eppure non in Europa” che, infine, le fece praticare la più che nota politica dell’isolazionismo-interventismo e dell’equilibrio di potenza nei confronti del continente europeo mentre si estendeva lungo gli oceani del mondo, costruendo così il proprio impero transoceanico. Così facendo, Ghisetti riesce a spiegare per quale ragione un altro Paese, per esempio il Giappone, anch’esso situato in una congiuntura spazio-temporale simile a quella inglese (il Giappone è, come l’Inghilterra, un impero isolano che, da una parte, dà dirimpetto ad una enorme massa terrestre e, dall’altra, ha il vasto oceano) decise invece di chiudersi a riccio nei confronti del mondo esterno con la politica del Sakoku. Nello specifico, il testo di Ghisetti pone particolare attenzione alla particolare “rappresentazione geopolitica” o “rete di significato” all’interno dei quali i vari attori internazionali sono situati, e per la quale scelgono di intraprendere certe scelte piuttosto che altre (ad esempio, chiudersi a riccio come il Giappone o estendersi sugli oceani come l’Inghilterra). Insomma, l’uomo è certamente un animale politico ma è anche un uomo geografico, poiché esso abita, vive ed interpreta lo spazio (o gli spazi); in poche parole, “geopoliticamente abita l’uomo”. In particolare, Ghisetti pone l’attenzione alla rappresentazione geopolitica che caratterizza gli attori che decidono di seguire una politica di dominio mondiale di tipo talassocratico, la quale, evidentemente, consiste in una particolare rete di significato. Tutto ciò...
Poco conosciuta dal grande pubblico, a tratti schernita e dimenticata nelle nazioni-vassallo (a tutte le latitudini), ma importantissima e seriamente studiata nei Paesi che dominano gli scenari internazionali: è la geopolitica. E’ opinione diffusa che di tale disciplina non ci si occupa, infatti, proprio da quando la superpotenza che la pratica veramente – gli Stati Uniti – aveva fatto in modo che i popoli sottomessi non la studiassero e non fossero quindi tentati di praticarla. Proprio di Stati Uniti e della “talassocrazia” che questa potenza esprime è dedicato il saggio di Marco Ghisetti, giovane studioso di geopolitica e relazioni internazionali. Marco Ghisetti è responsabile del dipartimento dell’Area Anglosassone del Centro Studi Eurasia e Mediterraneo Partiamo dal titolo della tua opera appena pubblicata: Talassocrazia. I fondamenti della geopolitica anglo statunitense. Che cos’è, innanzitutto, una ‘talassocrazia’ e come si spiega il concetto in chiave geopolitica? Per “talassocrazia” si intende una strategia mondiale di dominio fondata sul potere marittimo, ovvero sul dominio e supremazia sugli oceani e mari del mondo, con tutto ciò che ne consegue: gestione più o meno diretta dei flussi finanziari, del commercio mondiale, capacità di estensione inter-oceanica, eccetera. Tale definizione va però approfondita aggiungendo che una strategia di dominio marittimo comporta necessariamente anche un vero e proprio donarsi al mare da parte dell’attore che vuole fare propria la strategia talassocratica, ovvero una decisione volta ad affermare la propria insularità, a trasformarsi in un’isola, ad unirsi ai flutti del mare e, quindi, di modificare di conseguenza e finanche profondamente il proprio orizzonte di senso e la propria visione del mondo in un’ottima marittima; tutte cose, queste, che sono tappe fondamentali per qualsiasi attore che voglia intraprendere una strategia mondiale di domino marittimo. Il tuo libro cerca di ripercorrere la storia della geopolitica anglo-statunitense e la relativa politica estera anglo-americana. Quali sono gli elementi di continuità che ne definiscono l’identikit e le principali peculiarità ancora in essere a tutt’oggi? Il principale filo rosso che connette la loro storia geopolitica è chiaramente quello di essere attori talassocratici; caratteristica, questa, che come detto, che ha influenzato sia la loro storica azione strategica sia la loro identità e interpretazione che hanno di se stessi e del mondo. Da oltre cent’anni la politica estera di Stati Uniti e Regno Unito mostra una sostanziale continuità che è possibile individuare tramite una approfondita conoscenza delle loro dottrine geopolitiche per come esse sono state definite con l’inizio della èra postcolombiana (inizio XX secolo), poiché la realtà geostorica del mondo è rimasta essenzialmente inalterata. Ovvero, la particolarità dell’Inghilterra è di essere un’isola al largo del continente europeo e la particolarità degli Stati Uniti è di essere un’isola continentale circondata dal continente eurasiatico; particolarità, queste, che indirizzano la loro rispettiva strategia marittima a mantenere, da una parte, il predominio marittimo e prevenire, dall’altra, ogni tipo di integrazione continentale che possa compromettere il loro primato marittimo. Tutte le prescrizioni, i timori, i desideri e le contraddizioni che ne conseguono e caratterizzano la loro politica estera hanno come fonte precisamente questa collocazione e rappresentazione geopolitica. CONTINUA...